Natale e consumi: tra previsioni positive e pessimismo degli italiani

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La ricetta per un ‘Buon Natale’ per l’economia italiana? Fiducia dei consumatori, occupazione, buon andamento della settimana del Black Friday e come ogni anno: l’arrivo della tredicesima. Che però quest’anno non sarà abbastanza sostanziosa per sopperire all’impatto dell’inflazione. E anche sulla fiducia dei consumatori, i dati sono discordanti. Insomma, non ci sono tutti gli ingredienti per la ricetta perfetta, secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, che ha stilato l’analisi su tredicesime e consumi di dicembre.

“Arriviamo a dicembre tutto sommato in buona salute”, ha affermato Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio. “Ci aspettiamo buone sorprese”. Stando ai calcoli del Centro Studi di Confcommercio, che ha analizzato i consumi di Natale e l’utilizzo delle tredicesime, anche se il loro importo totale è aumentato, non si può festeggiare. Nel 2022 il volume delle tredicesime salirà a 47,3 mld dai 44,7 dell’anno precedente: un aumento dovuto alla crescita dell’occupazione dipendente, ai nuovi pensionati che entrano con maggiori contributi e ad una minore Irpef.

Ma non è tutto oro quel che luccica, e lo sappiamo bene: ci sono stati anche gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione. Che insieme alle tasse destinate a Imu, Ici, Tasi, tasse auto e canone Rai, hanno portato via 13,5 mld. 

La tredicesima disponibile per consumi, tolti i costi e i risparmi desiderati e aggiunte le risorse per il Natale da parte degli autonomi ammonterà così a 35,8 mld: cifra inferiore rispetto a quella dello scorso anno (36,2 mld). Ai minimi (da addirittura 15 anni) anche la spesa da tredicesima a famiglia prevista a dicembre, che ammonterà a 1.532 euro.

Le ragioni dell’ottimismo di Confcommercio

Nonostante l’impatto dell’inflazione, “la speranza sulla tenuta dei consumi a dicembre c’è”, ha detto Bella. E le ragioni sono principalmente due. Innanzitutto, a novembre è cresciuta la fiducia dei consumatori. Per dare un dato: durante la settimana di maxi sconti del Black Friday, le vendite sono aumentate del 14,3% sul 2021, con acquisti per 4 mld di euro rispetto ai 3,5 dell’anno precedente e 16 milioni di italiani che hanno speso 250 euro a testa.

Per Bella si è trattato di “un segnale di buon auspicio in vista degli acquisti di Natale. Questi giorni sono diventati di fatto un fenomeno macro economico”. E poi, ha continuato il direttore dell’Ufficio Studi: “Presto dovrebbe arrivare un certo sostegno dal decreto Aiuti quater”. Che tra bonus bollette e sconto sulle accise contribuirà senz’altro ad ‘alleggerire’ e sgravare una situazione già tesa dal non lontano 2020.

Più nel dettaglio, questo Natale gli italiani spenderanno 6,7 mld di euro per i regali. Una media di 157 euro pro capite, 540 per famiglia. “Certo, è un po’ in più rispetto a un anno fa. Ma non è in ogni caso il momento di rilassarsi”, ha commentato Bella. Per i cittadini e tantomeno per il governo. Che anzi ora dovrà fare il possibile per preservare consumi e potere d’acquisto.

Caro energia e inflazione che resta alta, pur rallentando, rendono dunque ancora incerto il periodo natalizio. E gli italiani lo percepiscono. Tanto che un altro studio, captando gli umori dei cittadini, ne ha messo in evidenzia le principali preoccupazioni proprio relativamente al tema consumi: nell’incertezza economica, sarà la psicologia a giocare un ruolo di primo piano per i consumi italiani?

Tra dati positivi e pessimismo degli italiani

Le prospettive economiche degli italiani non sembrano essere esattamente speculari a quelle degli analisti di Confcommercio. A dirlo sono i dati dell’ultima rivelazione del Monitor continuativo elaborato dall’EngageMinds HUB, il Centro di ricerca in Psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, campus di Cremona, che da quasi tre anni osserva e analizza gli atteggiamenti e i comportamenti di salute e di consumo degli italiani, offrendone una chiave di lettura psicologica.

“Sono le elaborazioni in trend che rivelano una fotografia particolarmente preoccupante”, ha sottolineato Guendalina Graffigna, Professore Ordinario all’Università Cattolica e direttore del Centro di Ricerca EngageMinds HUB, campus di Cremona.

Su un campione di 9000 intervistati, quasi un italiano su due (46%) dichiara di stare finanziariamente peggio rispetto a un anno fa. E il 42% prevede un ulteriore aggravamento della situazione familiare nel corso del 2023. Non va meglio se si allarga lo sguardo al contesto nazionale, dove addirittura tre persone su quattro percepiscono un deterioramento negli ultimi mesi della condizione economica generale e il 47% dei cittadini è decisamente pessimista sul futuro dell’economia italiana.

“A settembre dello scorso anno a sentirsi in una condizione peggiore rispetto al passato era il 26%, e solo il 20% vedeva con preoccupazione il futuro”, ha spiegato Graffigna. Tutto ciò si riverbera in quello che viene definito ‘consumer sentiment’: un indicatore che esprime la fiducia dei consumatori e dunque le prospettive dei consumi.

Secondo il Monitor dell’EngageMinds HUB, solo l’8% della popolazione italiana vede un periodo di benessere davanti a sé, mentre il 65% crede che nei prossimi mesi cresceranno disoccupazione e crisi economica. Questi stessi dati, a settembre 2021 valevano rispettivamente il 22% e il 37%. Da ciò risulta che oggi solo il 15%, è favorevole all’idea di acquistare a breve termine un bene particolarmente costoso, mentre il 44% vede molto lontana questa prospettiva.

“È evidente come la forbice tra ottimisti e pessimisti si stia allargando a livelli preoccupanti”, ha concluso Graffigna. “Anche perché il consumer sentiment è da sempre predittivo rispetto agli acquisti delle persone, soprattutto per quanto riguarda i beni durevoli”.

Tra i più ‘colpiti’ donne, over60 e ‘cospirazionisti’

Contro una media del campione pari al 75%, a ‘vedere nero’ per l’economia italiana dei prossimi dodici mesi sono soprattutto le donne: circa otto su dieci (79%). E gli over60 (81%).

D’altro canto, tra i senior, complice probabilmente una situazione reddituale più consolidata, è il 54%, rispetto a un 46% di media, a ritenersi oggi in una situazione migliore rispetto a un anno fa. Una situazione costante su tutto il territorio nazionale, senza variazioni particolari per aree geografiche.

A giocare un ruolo importante: l’aspetto psicologico. Visto che nell’analisi dell’EngageMinds HUB della Cattolica chi dichiara di avere un umore ‘cattivo’ o chi mostra un atteggiamento spiccatamente ‘cospirazionista’ risulta nettamente più pessimista della media nazionale in tutti i parametri considerati. Insomma, la ricetta per un Natale positivo non è segreta. Bisognerà vedere se riusciremo a realizzarla.

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