Il futuro è Excellera, Auro Palomba ci spiega la ‘consulenza totale’

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LA NOTIZIA DELLA NASCITA DI Excellera Advisory Group è una di quelle destinate a cambiare le dinamiche di un intero settore, quello del public Affairs e della corporate communication nello specifico. Abbiamo sentito Auro Palomba, fondatore di Community Società Benefit, per capire meglio la portata di questa decisione.

La società leader per fatturato nei servizi di government affairs e una delle aziende di comu­nicazione e reputation management più impor­tanti d’Italia (tra l’altro fondata venti anni fa da lei, Alessandro Benetton e Maurizio Costanzo) per affrontare le sfide di un mercato sempre più difficile ed esigente. Quanto è cambiato negli ultimi anni il mondo delle lobby e quanto è cam­biato quello della comunicazione?

Anche in Italia, negli ultimi anni, finalmente si è potuto affermare un modello di gestione delle lobby, della comunicazione e della reputazione delle società simile a quello anglosassone, quindi basato sulle competenze, non sulle relazioni. Nel­la scelta di fare questa operazione con Cattaneo Zanetto & Co. questo è stato sicuramente il driver più importante, inoltre ci siamo uniti con una società che condivide i nostri valori di etica, di trasparenza e di capacità di fare questo mestie­re. Penso che sia positivo per tutto il settore che questa operazione ci sia e che dimostri che anche in Italia si può fare questo mestiere con dei criteri diversi. È quello che noi abbiamo provato a fare negli ultimi vent’anni.

Con Excellera a che tipo di clientela vi rivolgete?

I nostri clienti sono molti di quelli che già abbia­mo più altri a più alto potenziale. Quindi tutti i grandi gruppi italiani, le grandi famiglie italiane, la piccola e media impresa e anche i gruppi stranieri che vogliono venire a investire in questo Paese, che è molto complicato, dove c’è bisogno di un Virgi­lio, di qualcuno che ti traghetti per capire come affrontare le situazioni sia dal punto di vista della comunicazione media, che da quello delle relazioni istituzionali.

Excellera deriva dall’unione di due termini apparentemente antitetici: eccellenza e accelerazione. Quale strategia metterete in campo per raggiungere contemporaneamente questi due ambiziosi obiettivi?

Penso sempre che il mantra del­la vita debba essere equilibrio. Quindi si tratta di equilibrio fra l’accelerazione e l’eccellenza. Sia noi che Cattaneo Zanetto & Co. lo perseguiamo da tantissimo tempo. Bisogna essere in grado di fornire servizi di eccellenza, aiutando le imprese a crescere, ma con mode­razione. Quindi è un’accelerazione non eccessiva, perché ovviamente ci vuole sempre equilibrio.

Sia lei che i suoi nuovi soci di Cattaneo Zanetto & Co. avete fatto un passo di lato per dare spazio al fondo Xenon Private Equity che avrà una quota di maggioranza nella holding. Quali vantaggi può portare Xenon a Excellera oltre, naturalmente, all’iniezione di capi­tale? Una scelta del genere può ri­sultare contraddittoria rispetto al fatto che Community sia diventata quest’anno una Società Benefit?

Il Fondo Xenon ha visto nel mercato italiano uno spazio che in Italia nes­suno aveva ancora individuato, cioè il fatto che le società come le nostre, che sono società di persone, possono comunque aggregarsi e diventare parte di un gruppo più grande con capitali esterni. Tutte le più grandi società di comunicazione e public affairs del mondo sono controllate perché i capitali permettono agli imprenditori di fare altre acquisi­zioni e di investire, laddove invece per una società basata sul capitale di una famiglia può essere complicato. Quello che ci aspettiamo da un fondo è che ci aiuti a diventare più gran­di. Questo da soli non lo sappiamo fare. Dobbiamo poter continuare a lavorare nelle nostre società con tranquillità sapendo che c’è qualcu­no che ci aiuta, occupandosi di fare altre acquisizioni. Loro hanno anche apprezzato il fatto che siamo una Società Benefit e continueremo a tenere i comportamenti della Società Benefit. Ormai quasi tutti i fondi del mondo mettono nella propria compliance il fatto che le società in cui investono devono essere attente al grande mondo delle SB, quindi per loro è un valore aggiunto, non un impedimento.

In che modo Excellera può rap­presentare un modello originale e totalmente nuovo sul mercato ita­liano anche dal punto di vista delle competenze e dei servizi offerti?

Quando tu unisci la migliore società di Public Affairs con una delle migliori società di comunicazione il cliente ha a disposizione dei con­sulenti che ti possono guidare in campi contigui, perché sicuramente la gestione delle strategie di comu­nicazione, di reputazione e rapporti con le istituzioni e la politica sono strategie gemelle. Chiunque debba intraprendere un cammino ha anche la necessità di fare altro. Noi mettiamo a disposizione 140 professionisti che possono dare il meglio che c’è nel nostro settore. Soprattutto ci potrà anche essere la possibilità di aggredire settori nei quali ognuno di noi è ancora un po’ debole. Loro per esempio sono molto forti nel farmaceutico e noi no.

Qual è il potenziale di crescita in Italia e in Europa di Excellera e in generale del mercato cui vi rivolgete? Avete in vista nuove acquisizioni?

L’ambizione nostra e del fondo è di arrivare velocemente a un fatturato di 100 mln di euro. Siamo a 25 e quindi c’è tanto da fare. E ci si riesce non con la crescita interna ma con le acquisizioni.

Abbiamo in mente due modelli: acquisire in Italia società che fanno servizi al top management simili e potrebbero essere per esempio nel legale oppure acquisire altre realtà in altri Paesi. Sicuramente la strategia internazionale è uno dei driver che noi abbiamo in mente. Ora bisogna riuscire a individuare negli altri Paesi dei target che possono essere per noi interessanti e capire anche quali sia­no i Paesi interessanti. Sicuramente nel mio settore potrebbe essere inte­ressante Londra ma anche Spagna, Francia e Svizzera.

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