Bruxelles, nel cuore dell’Europa una delle capitali mondiali del Lobbying

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SONO ORAMAI LONTANI i tempi in cui Roma era la sola, vera sede del Potere. “Si governa ancora a Roma, ma non si governa senza Milano” ripeteva spesso un noto lobbista, uno dei primi ad aprire i suoi uffici nella capitale economica del nostro Paese. C’è chi, come Utopia Lab, di sedi a Milano ne ha due. La società fondata da Giampiero Zurlo ha infatti da poco inaugurato The Advocacy Hub. La notizia recente del trasferimento del desk di trading sugli swap di Goldman Sachs da Londra a Milano, decisione che a breve potrebbero prendere anche JpMorgan, Citi e Nomura, conferma l’importanza della piazza finanziaria meneghina.

Anche questo è uno dei segnali inequivocabili dello straripante potere dell’economia su di un sistema politico malconcio. Oggi c’è Bruxelles. Che questo sia un segnale di riscatto della basilikè téchne è tutto da dimostrare. Le aziende, le organizzazioni e, quindi, le agenzie, le società di consulenza, i think tank che sono ufficialmente registrati come lobby presso le istituzioni europee sono sempre di più e il loro numero non ha smesso di crescere neanche durante la pandemia.

La Commissione europea ha attivato un Registro per la trasparenza delle attività di lobbying nel 2011. Nel 2021 sono state aggior-nate anche le regole di registrazione. In questo elenco a oggi risultano registrati ben 13.413 portatori di interesse, con un aumento di circa il 20% negli ultimi 5 anni. È bene notare come a Washington, secondo i dati, operino 12.191 lobbisti registrati, il che non fa che confermarne il ruolo tra le principali capitali del lobbying. La spesa per queste attività a Bruxelles è stata stimata in più di 1,5 mld di euro, impiegati per mantenere gli uffici e il personale, organizzare convegni e promuovere campagne d’opinione. Dei 13.413 soggetti registrati: 948 sono le società di consulenza specia-lizzate, gli studi legali e i consulenti indipendenti (‘solo’ il 7%).

Lobbisti interni e associazioni di categoria, commerciali e professionali sono i più numerosi e contano 7.201 unità. Al secondo posto per numero di iscritti ci sono le 3.641 organizzazioni non governative. I centri studi, gli istituti di ricerca e quelli accademici sono 995; 573 le organizzazioni rappresentative di amministrazioni locali. 55 sono i rappresentanti degli interessi di chiese e comunità religiose.

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