Agricoltura, oltre 6 miliardi di danni in Italia per maltempo e siccità

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Oltre sei miliardi di euro. A tanto ammontano i danni per l’agricoltura italiana provocati dal maltempo e dalla siccità in Italia nel 2022. A dirlo è Coldiretti che lancia l’allarme per il crollo delle temperature accompagnato da gelate e neve, dopo il caldo anomalo degli ultimi mesi. Un freddo che metterebbe a rischio verdure e ortaggi coltivati all’aperto e, quindi, le aziende già colpite dall’aumento delle bollette energetiche. “Il problema non sono le temperature di questi giorni, finalmente nella norma, ma l’elevata differenza tra quelle estremamente miti e calde delle scorse settimane e mesi, e quelle di adesso”.

A dirlo a Fortune Italia è Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti. “Il caldo anomalo lungo tutta la Penisola – dice – ha favorito il risveglio anticipato delle varietà più precoci di noccioli, pesche, ciliegie, albicocche, agrumi e mandorle, ha fatto crescere prematuramente anche fiori, gemme di piante e alberi che però adesso sono esposte al brusco abbassamento delle temperature e che rischiano di bruciare, con pesanti effetti sui prossimi raccolti”.

Lorenzo Bazzana Coldiretti
Lorenzo Bazzana. Responsabile economico di Coldiretti

L’ondata di maltempo, con una media di oltre 5 eventi estremi al giorno (dati dell’European Severe Weather Database) tra bufere di vento, neve, grandine e violente precipitazioni, hanno provocato frane, smottamenti ed esondazioni con interi campi di frutteti, vigneti, serre e stalle allagati. L’arrivo del grande freddo colpisce l’agricoltura, e in particolare le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli. Questi ultimi reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni.

A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta. “Il riscaldamento delle serre – dice Bazzana – sta diventando un problema serio per la possibilità di essere davvero competitivi a livello di sistema Paese. Con l’incremento dei costi energetici, le aziende vanno fuori mercato e non riescono ad essere competitive. Serve un aiuto concreto da parte dello Stato e un prezzo più basso dell’energia per le aziende che si occupano di agricoltura, che sono le attività economiche che più di tutte le altre vivono quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici”.

E se la ‘tropicalizzazione’ dell’Italia con le temperature alte soprattutto al sud e in Sicilia, “possono aiutarci a coltivare frutti tropicali (mango e avocado, per fare un esempio, ndr) che prima non si potevano coltivare, è anche vero che il fenomeno porta contemporaneamente a eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Tutti fattori che rischiano di vanificare queste opportunità agricole”.

siccità danni maltempo

I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per Coldiretti, non sono abbastanza. “I progetti cantierabili ci sono – dice Bazzana -, ma i fondi non sono sufficienti per poter far fronte a dei fenomeni cosi violenti e diffusi. Parliamo di 4,88 miliardi di euro del Pnrr, che dovrebbero passare ad almeno 10 miliardi, per poter contenere questi fenomeni”. Con un focus sull’acqua, perché il problema dell’agricoltura non è legato esclusivamente alla temperatura, che è solo uno dei fattori che può condizionare la coltivazione, ma alle infrastrutture.

“Tutti i nostri impianti, canalizzazioni, reti fognarie – afferma Lorenzo Bazzana -, non sono dimensionate, costruite e studiate per ricevere l’afflusso di acqua che prima cadeva in 3-4 mesi ed ora in 3-4 ore. Il tema delle infrastrutture è importantissimo. L’acqua è una grande risorsa, ma può diventare un grande problema, perché un terreno secco, arido, siccitoso, che improvvisamente vede cadere in poche ore la quantità di acqua di qualche mese, non riesce ad assorbirla e si possono creare smottamenti, fango, che distruggono le opere dell’uomo, oltre che a volte togliere qualche vita umana. Dobbiamo investire in innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo, riuscire ad evitare che quest’acqua diventi pericolosa per la popolazione e a conservarla per poterla utilizzare quando ci sarà la siccità”.

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