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Cristina Priarone, presidente di Italian Film Commissions: così valorizziamo il territorio

Così valorizziamo il territorio per attrarre produzioni italiane e internazionali

Intervista a Cristina Priarone, presidente di Italian Film Commissions. “Il nostro compito è facilitare la produzione e le sue ricadute economiche”

Parla con Fortune Italia la presidente di Italian Film Commissions, Cristina Priarone, Direttore generale di Roma Lazio Film Commission, recentemente confermata alla guida e al coordinamento delle Film Commission italiane, strutture dedicate allo sviluppo del cinema e dell’audiovisivo su tutto il territorio nazionale con la duplice missione di valorizzazione e di crescita occupazionale, turistica, creativa e culturale, attraverso film e serie Tv italiane e internazionali (come capitato recentemente per la produzione di successo targata HBO ‘The White Lotus’ girata in Sicilia).

Priarone, quali obiettivi si è posta come presidente di IFC per il prossimo futuro?

Italian Film Commissions negli anni è diventata un punto di riferimento, per le produzioni audiovisive nazionali e internazionali, per le associazioni di categoria e per i professionisti del settore, che grazie alle Fc hanno accesso a risorse finanziarie e opportunità che le regioni offrono. Essere una leva di sviluppo per il settore sarà sempre un obiettivo di IFC, naturalmente nel costante confronto con le Istituzioni: l’attenzione alla formazione professionale, il sostegno alla creatività, la sostenibilità ambientale dei set e la formazione del pubblico saranno sempre più linee d’azione caratterizzanti, unitamente alle azioni di promozione internazionale di territori e risorse, in un’ottica di sistema nazionale. In questa linea, in occasione dello scorso training IFC svoltosi a Roma, sono emersi interessanti spunti sulla distribuzione, sui festival come luoghi di consolidamento di creatività e tendenze produttive, sull’assistenza di alto livello nei territori per le grandi produzioni internazionali e su Diversity Equity and Inclusion come opportunità di sviluppo, con la presenza di Letta, Orfei, Ammirati, De Rosa e del sottosegretario Borgonzoni.

Quanta economia muove, in media, una singola Film Commission e che tipo di lavoro realizza?

Oltre l’impatto apportato dai fondi di sostegno di tutte le regioni, che ammontano a circa 52 mln di euro annui, il lavoro delle Film Commission va a impattare su tutta la filiera, a partire dallo sviluppo di progetti e dalla sceneggiatura, fino alla postproduzione e al coinvolgimento di realtà non strettamente legate all’audiovisivo, che beneficiano comunque dello sviluppo generato dell’industria culturale in campo economico e turistico. Certo è che tutte le regioni che si sono dotate di una Film Commission, sostenendola con fondi adeguati e individuando una strategia di sviluppo in linea con l’identità culturale ed economica del territorio, hanno visto accrescere la loro presenza nell’immaginario internazionale, attraverso opere presenti nei maggiori festival con riconoscimenti di valore o con operazioni di successo al box office, e come abbiano inoltre visto emergere nuovi autori e nuovi filoni produttivi, e dunque occupazionali, dall’animazione al documentario.

Come si attraggono produzioni sul territorio?

In primo luogo facendo conoscere nel dettaglio gli strumenti di sostegno nazionali e regionali, promuovendo capillarmente il territorio italiano, l’unicità delle sue location e la competenza delle imprese italiane del settore. Fondamentale in quest’ottica è la presenza di IFC nei più importanti festival e mercati nazionali e internazionali, durante i quali organizziamo una presenza efficace con meeting e attività per il settore come ‘Cappuccino with the Italians’, networking per favorire la coproduzione tra produttori italiani ed esteri. Realizziamo attività in partnership con network esteri come Film France, British Film Commission o con strutture come Ita, Enit, Netflix e con le associazioni di settore.

La produttività delle società dell’audiovisivo è in forte crescita, frutto della forte committenza delle piattaforme. Può confermarlo?

Dalle piattaforme ai vari canali Tv, dal consumo lineare allo streaming, tutti questi sbocchi alimentano una domanda di contenuti che da un lato ha aumentato l’offerta e la qualità per il pubblico, dall’altro dà spazio a nuovi autori, giovani talenti attoriali, case di produzione che crescono.

La sua Roma Lazio Film Commission quali obiettivi ha raggiunto, quali film o serie avete realizzato tra le più importanti?

Il nostro compito è facilitare la produzione e le sue ricadute e, nella nostra Regione, l’esperienza di Film Commission ha portato a un rilevante percorso sulla coproduzione, con la realizzazione di un fondo tra i più grandi in Europa. Negli anni la Film Commission di Roma e del Lazio ha consolidato la sua azione a livello internazionale con ruolo attivo nei principali network internazionali come Cineregio, network dei Fondi europei, AFCI- Association of Film Commissioners International (Usa), EUFCN – European Film Commissions Network, CRC -Capital Regions for Cinema dedicato allo sviluppo della coproduzione. Tra le principali attività, RLFC continua la mappatura costante delle location pubbliche e private regionali anche attraverso ‘Casa tua diventa un set’, che consente ai cittadini del Lazio di mettere a disposizione le proprie location perché diventino protagoniste di film o serie tv. Oltre a sostenere iniziative e progetti legati alla tematiche di genere e del green, siamo attivi sulla formazione con CineCampus e CineCampus Atelier, masterclass con la partecipazione dei maggiori talent e professionisti dell’audiovisivo. Altra importante iniziativa è ‘L’immagine stregata – Schermi e Storie’, in collaborazione con il Premio Strega, per accrescere la sinergia tra gli autori, i registi e i produttori. Tra gli ultimi progetti sostenuti dai fondi della Regione Lazio che, per la produzione, ammontano a un totale di 19 mln di euro annui, possiamo citare tra tanti ‘Nostalgia’ di Mario Martone, ‘L’ombra di Caravaggio’ di Michele Placido, ‘Dark glasses’ di Dario Argento, ‘Freaks Out’ di Gabriele Mainetti, oltre alle numerose assistenze ad opere in fase di realizzazione.

 

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