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Parco del Colosseo: è Syphea la nuova piattaforma tecnologica di manutenzione

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Nella sala del senato romano, la Curia Iulia, è stato presentato il nuovo sistema di  manutenzione dei siti archeologici, attraverso un monitoraggio satellitare, già applicato nel del Parco archeologico del Colosseo.
Sypeah – System for the Protection and Education of Archaeological Heritage, è la piattaforma di elaborazione dei dati che punta a facilitare ed implementare un’efficace attività di conservazione e  dei monumenti archeologici, attraverso un metodo di valutazione tecnologico  sviluppato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana.

Il Parco del Colosseo pioniere del monitoraggio satellitare

“Il progetto è partito nel 2018, subito dopo la costituzione del Parco archeologico del Colosseo a fine 2017, ”, racconta a Fortune Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo, che focalizza l’attenzione sul fatto che “da subito si creò un tavolo tecnico con tutte le competenze dei vari istituti: Asi, Ingv, Ispra, Sapienza e in ultimo PoliMi, tante forze per un unico progetto, sperimentale e interdisciplinare, che auspichiamo che possano essere usati anche per altri siti Unesco nel mondo”, e anche sull’obiettivo da subito perseguito: “ottimizzare i cicli e i progetti di restauro dei monumenti, lo studio dei monumenti in rapporto anche ai cambiamenti repentini del clima: ad esempio nel 2019 un vento di potenza di 90 km orari ha espiantato uno dei cedri centenari del parco, piantati alla fine dell’800 proprio da Giacomo Boni” archeologo e architetto italiano, e se il tronco è stato poi lasciato a memento, immaginiamo cosa possa accadere ai reperti archeologici esposti all’usura del tempo e degli agenti atmosferici. Alfonsina Russo aggiunge che “uno degli obbiettivi più importanti per cui è nato il Progetto è stato il monitoraggio e la manutenzione programmata dei beni archeologici, ma anche del verde del parco che ha cicli di manutenzione, la vegetazione fa parte del paesaggio”. Rispetto alla manutenzione dei monumenti, aggiunge l’esperta, “è un sistema che può servire ai Rup – responsabili unici provvedimenti  – che sono a capo dei lavori che il Parco stesso, nell’ambito della programmazione triennale finanzia realizza, ed è opportuno che la programmazione sia mirata, questo consente di agire per tempo, in maniera concreta e senza disperdere le risorse”.

Alfonsina Russo, Direttore del Parco Archeologico del Colosseo

Carta del rischio dinamica

Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi decenni, supportati dalle tecnologie Ict, molti siti di eccezionale valore culturale hanno subito danni, talvolta irreversibili, a causa di processi naturali come i cambiamenti climatici. Diventa dunque essenziale, tramite sistemi all’avanguardia come SyPEAH, prevedere, pianificare e ridurre il rischio di peggioramento delle condizioni dei beni. Il progetto del Parco del Colosseo, che punta a ovviare a queste problematiche, ha visto un impegno economico di circa 4 mln di euro da parte del Parco, risorse che fanno parte di una programmazione pluriennale. Di fatto viene superato il concetto programmatico di carta del rischio, perché è dinamico: nella piattaforma i dati confluiscono quotidianamente e vengono elaborati dall’intelligenza artificiale. Gli archeologi del Parco del Colosseo si sono formati con gli specialisti scientifici, e  il Progetto è diventato il punto di riferimento di un più generale programma di monitoraggio satellitare voluto dal Ministero della Cultura, che ha investito altri 2,5 mln di euro per l’analisi di un’area molto più vasta, che comprende i parchi di Ostia Antica, Campi Flegrei, Pompei, Ecolano, Via Francigena.

 

Un primato mondiale

Il modello internazionale di riferimento, relativo a questo tipo di monitoraggio dei beni culturali attraverso l’analisi dei dati spaziali,  è proprio quello italiano. “I paesi stranieri, negli ultimi anni, hanno adottato questa tecnologia proprio sul modello italiano, che è stato già pubblicato anche nella letteratura scientifica”, ci spiega Deodato Tapete dell’Agenzia spaziale italiana, che continua: “Ma anche attraverso le esperienze come quella del Parco archeologico del Colosseo, che fanno scuola. E questa è stata la prima volta che l’interferometria radar satellitare, usata per la conservazione dei beni archeologici e monumentali, è stata testata con l’utente finale. Parliamo più genericamente di applicazioni down stream per i beni culturali”. Mediante algoritmi appositamente sviluppati, continua Tapete, “il sistema è finalizzato ad elaborare una valutazione qualitativa e quantitativa della vulnerabilità del sito archeologico. Di conseguenza, aumentare la resistenza dei monumenti consentirà di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e dei fenomeni meteorologici critici”.  I dati satellitari vengono elaborati per ottenere un’informazione che è quella delle deformazioni superficiali dei beni archeologici “quindi consente di stimare con precisione millimetrica se si muovono le superfici o se sono stabili”. Ancora l’esperto chiarisce che la “grande innovazione di questo progetto è che le misure vengono utilizzate direttamente da archeologi e architetti che le inseriscono nel loro sistema di monitoraggio, e che assieme alla strumentazione a terra, per il monitoraggio statico strutturale, derivano il quadro complessivo dello stato di conservazione dell’edificio.

Schermata d’accesso alla piattaforma Sypeah

La piattaforma SyPEAH

SyPEAH utilizza un Decision Support System (Dss) per gestire le informazioni presenti sulla piattaforma, uno strumento intuitivo e di agevole utilizzo di gestione del patrimonio archeologico che fa capo al laboratorio di monitoraggio istituito nel Parco, dotato di un centro di elaborazione dati appositamente progettato e dedicato a tale scopo a cura della Dott.ssa Irma Della Giovampaola, che ne è anche la responsabile.

 

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