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La tassa sugli extra profitti delle banche diventa una stangata in Borsa, bruciati 9 mld

borsa italia

L’effetto tassa sui profitti extra delle banche? Il primo è un ko per i titoli bancari. Affossati a Piazza Affari i titoli dei principali istituti di credito. Sono quasi nove i miliardi bruciati in Borsa in una sola seduta. Il silenzio (in pubblico) dei banchieri per ora ha indotto il Mef ad un lavoro di limatura della misura prevista. C’è un tetto massimo, che cambia rispetto alla prima versione, e che serve a “salvaguardare la stabilità” degli istituti.

C’è “un grosso squilibrio”, spiega da Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari, proprio perché oggi ci sono “due tassi di riferimento molto distanti tra loro: quelli di accesso al credito e quelli riconosciuti quando si versa”. Quindi il governo fa “una operazione giustizia” e insieme “riduce una stortura” del mercato.

Nessuno poteva fare quello che solo il Governo ha il potere di fare: avere la forza di tassare le banche. E questa ‘forza’ viene usata da chi lavora a Palazzo Chigi gomito a gomito con Giorgia Meloni per spiegare che  “è l’unico governo che non ha rapporti privilegiati col sistema bancario”.

L’ex consigliere economico dell’ex premier Mario Draghi, Francesco Giavazzi, parlando con il Financial Times ha attaccato duramente il Governo italiano per le misure prese. “Non si fanno cose simili senza dirlo” ai diretti interessati, e “senza che il ministro dell’Economia vada in tv a spiegarle” ha detto Giavazzi.

Tassa sugli extraprofitti bancari per combattere il caro-mutui, ecco come funzionerà

Due mesi fa, Giancarlo Giorgetti aveva tranquillizzato il pubblico con dichiarazioni pubbliche che scartavano l’idea di una tassa di questo genere, sostenendo che non fosse neppure un progetto imminente. Tuttavia, ieri sera, non ha partecipato alla conferenza stampa che ha seguito la riunione del Consiglio dei ministri, mentre è stato Matteo Salvini ad affacciarsi davanti ai microfoni e alle telecamere per annunciare la sorprendente iniziativa. Questa assenza ha suscitato interpretazioni all’interno del dibattito parlamentare, facendo emergere segni di un certo disagio. Nonostante ciò, è stato comunicato da una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze che la misura è stata ideata dal ministro e approvata dal Consiglio dei ministri.

In attesa che la norma venga limata, rivista e resa definita per l’invio al Quirinale per la firma, le banche hanno bruciato 8,96 miliardi, rappresentando quasi un terzo delle perdite di Piazza Affari, maglia nera in Europa, che ha ceduto a fine seduta il 2,12% a 27.942 punti, bruciando nel complesso 27,71 miliardi.

Il calo maggiore per Bper e Mps, rispettivamente -10.94% e -10.83%, ma è andata male anche per Fineco (cede il 9,91%) Banco Bpm (-9,09%), Intesa l’8,67% , Mediolanum il 5,96% e Unicredit il 5,94%. Più caute Banca Generali (-3,14%), Mediobanca (-2,48%) e Banca Sistema (-1,55%), che prevede un effetto “quasi nullo” della tassa. Ha perso ancora meno Poste (-1,4%), che effettua anche servizi bancari.

Il silenzio dei banchieri 

Rispetto a quanto accade e alla batosta in Borsa il mondo bancario è avvolto nel silenzio. Il silenzio delle singole banche e dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) è stato accompagnato da un generale senso di irritazione. Non solo la misura in sé ha destato preoccupazione, ma anche la mancanza di preavviso da parte del governo ha alimentato il malcontento. Le banche sono state prese alla sprovvista da una decisione inaspettata, soprattutto considerando che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva escluso categoricamente l’idea di tale misura a giugno, rassicurando che non fosse neppure in discussione. Tuttavia, ora il settore bancario sta cercando di comprendere le implicazioni della tassa.

Gli analisti di Mediobanca Securities hanno sottolineato che l’impatto della tassa potrebbe superare le stime iniziali di oltre 3 miliardi di euro. Questa misura potrebbe influire in modo significativo sulle banche più piccole, mentre le istituzioni finanziarie più grandi sembrano avere maggiori risorse per affrontarla. Tuttavia, si sta discutendo tra il governo e il settore bancario per limitare gli effetti negativi di questa misura, che è stata vista da molti come una sorta di patrimoniale retroattiva con conseguenze ritardate. Si sta anche considerando di modificare il tetto patrimoniale al di sopra del quale la tassa non colpirà le istituzioni, con l’obiettivo di preservare la solidità finanziaria delle banche.

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