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Leone d’Oro a “Povere Creature!” di Lànthimos, a Garrone il Leone D’Argento con “Io Capitano”

Matteo Garrone Venezia 80
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I biglietti di carta con appuntate le parole per ringraziare senza dimenticare nessuno per l’emozione, il forte sostegno allo sciopero degli autori e attori a Hollywood, la sorpresa e la commozione per riconoscimenti prestigiosi soprattutto dei più giovani, Venezia 80 chiude così.

La 80ª edizione del Festival del Cinema di Venezia si è conclusa con un mix di emozioni, riconoscimenti prestigiosi e un forte impegno sociale. Quest’anno, il festival ha dimostrato di essere più che un semplice evento cinematografico; è stato un palcoscenico per la celebrazione dell’arte cinematografica e per il discorso sulla giustizia sociale.

Uno dei momenti più emozionanti è stato l’assegnazione del Leone d’oro al film “Povere creature!” del regista greco Yorgos Lanthimos. Questo film ha affrontato temi profondi e urgenti, guadagnandosi l’ammirazione della giuria e del pubblico. L’opera del regista greco ha toccato i cuori di tutti coloro che l’hanno visto, e il premio è stato un riconoscimento ben meritato per il suo talento e il suo impegno artistico.

Il Gran Premio della giuria è stato assegnato al film “Il male non esiste” del regista giapponese Hamaguchi. Questo premio ha evidenziato l’importanza di esplorare temi complessi e universali attraverso il medium cinematografico.

Ma uno dei momenti più commoventi della serata è stato quando Matteo Garrone, regista italiano, è stato premiato con il Leone d’argento per la regia del film “Io Capitano”. Garrone ha portato sul palco i suoi attori, tra cui due giovani senegalesi non professionisti, Seydou Sarr e Mustapha Fall, e Mamadou Kouassi, un migrante della Costa d’Avorio. Questi attori hanno vissuto esperienze simili a quelle raccontate nel film e ora si dedicano a organizzazioni di assistenza ai migranti a Caserta. L’emozione era palpabile quando Seydou ha ricevuto il premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente, mostrando quanto il cinema possa essere un veicolo per dare voce a storie spesso dimenticate.

Matteo Garrone ha sottolineato l’importanza di raccontare storie di migranti in modo diverso da quanto solitamente visto in Occidente, aprendo una finestra sulla realtà vissuta da chi cerca una vita migliore. Ha sottolineato la necessità di canali legali per i giovani migranti, come suggerito dal presidente Mattarella, come strumento per contrastare il traffico di esseri umani.

Anche altre voci si sono levate in difesa dei diritti umani e della dignità durante il festival. La regista polacca Agnieszka Holland, vincitrice del Premio speciale giuria con il film “Green Border”, ha denunciato le violazioni dei diritti umani al confine tra Polonia e Bielorussia. Ha ricordato che dal 2014, in seguito alla crisi dei rifugiati, oltre 60.000 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Europa. Il suo premio è stato dedicato agli attivisti che lottano per i diritti umani in Europa, dalla Polonia a Lampedusa.

Anche Pablo Larrain, vincitore del premio per la sceneggiatura per “El Conde”, ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’impunità e della difesa dei diritti umani. Peter Sarsgaard, vincitore della Coppa Volpi per il film “Memory”, ha sottolineato l’importanza dell’intelligenza artificiale e della connessione umana nell’industria cinematografica.

L’Italia ha avuto motivo di festeggiare con premi per Micaela Ramazzotti, Alain Parroni ed Enrico Maria Artale. Ramazzotti è stata premiata per il suo esordio da regista con “Felicità”, Parroni ha ricevuto il premio speciale giuria per “Una sterminata domenica”, e Artale ha ottenuto il premio per la sceneggiatura per “El Paraiso”.

Il presidente della Biennale, Roberto Cicutto, ha annunciato con entusiasmo un aumento del 17% nel numero di biglietti venduti rispetto al 2022. Il festival ha dimostrato ancora una volta il suo potere di attrazione e l’importanza dell’arte cinematografica nel dialogo sulla società e sulla cultura.

Con una madrina come Caterina Murino e il presidente del concorso Damien Chazelle, Venezia 80 si è conclusa con successo, proiettando lo sguardo alla prossima edizione del festival nel 2024. Questo festival rimarrà nella memoria di tutti coloro che hanno partecipato, non solo per le eccellenti opere cinematografiche, ma anche per il messaggio di impegno sociale e di giustizia che ha trasmesso. Venezia 80 è stato molto più di un festival di cinema; è stato un’esperienza che ha lasciato il segno nel cuore di tutti gli spettatori.

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