Lilly H
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Rome Future Week, il giorno degli hackathon

Trecento appuntamenti in sette giorni in cinque municipi. Rome Future Week  è una settimana di eventi diffusi che punta a cambiare la narrazione della città Eterna. Nota per la storia millenaria, Roma è da sempre una delle mete più affascinanti del mondo per le sue ricchezze storiche e artistiche. Ma c’è un aspetto della Capitale che spesso viene trascurato: la sua natura visionaria.  La Rome Future Week nasce proprio per celebrare una Roma meno nota ma molto strategica, quella di imprese e organizzazioni che abilitano il futuro attraverso l’innovazione continua e fanno della città una forza trainante per la crescita e il progresso del Paese.

“Ci sono eventi che si ripeteranno tutti i giorni, per tutta la settimana – racconta Michele Franzese, founder di Rome Future Week – come la realtà aumentata allo stadio di Domiziano, l’accademia dell’inventore, dedicato ai bambini dai 6 ai 14 anni, e poi ci sono incontri che caratterizzano le singole giornate. In questa seconda giornata, fra i 49 eventi organizzati in tutta la città, mi piace ricordare che sono iniziati gli hackathon”.

Gli hackathon, che hanno visto coinvolti partner come l’Università Sapienza e Talent Garden, sono eventi il cui aspetto fondamentale è la co-creazione, lo scambio di idee e conoscenze tra professionisti che si confrontano e mettono a fattor comune le rispettive competenze per sviluppare e realizzare un progetto, in questo caso finalizzato ad accelerare la crescita degli ecosistemi di innovazione su un determinato territorio, quello romano.

In particolare, nella seconda giornata della Roma Future Week si sono svolti l’Hack4Future, il Growth hacking all’HACKinROME.

Hack4future, organizzato da Babylon Cloud Spa in collaborazione con l’Università degli Studi della Sapienza, nell’aula Acquario della facoltà di Economia della Sapienza, con l’obiettivo di promuovere l’applicazione dell’open data in diversi settori industriali, creando un ambiente stimolante e innovativo e un collegamento diretto tra il mondo accademico e quello del lavoro.

HACKinROME, format ideato da Seedble, Pmi innovativa il cui team si autodefinisce un team di innovatori che unisce “i punti per costruire la roadmap verso il futuro” si è svolto presso la Casa delle Tecnologie Emergenti alla Stazione Tiburtina, uno dei quartier generali della Rome Future Week. Oltre 40 innovatori proveniente da aziende, università e organizzazioni suddivisi in 6 tavoli di lavoro, al lavoro per definire altrettante challenge su cui costruire il futuro di Roma.

Presso la sede del Talent Garden di via Ostiense si è svolto invece il policy lab dedicato al problema del caro affitti per gli studenti promosso da GenQ, un’organizzazione che si impegna per la parità di genere. I risultati dell’hackathon, al quale hanno partecipato istituzioni, professionisti del settore immobiliare, studenti e cittadini, sono stati presentati da Sara Matassoni, digital policy expert, alla casa delle Tecnologie emergenti. “Abbiamo parlato di policentrismo, di rigenerazione urbana, ma sono emersi anche una serie di regolamenti che proporremo al Comune di Roma. Per gli affitti brevi si è parlato di sgravi fiscali per chi vuole dare casa in affitto per il lungo periodo, finanziati con l’aumento della tassa di soggiorno per gli affitti brevi nei municipi del centro, e la proposta per un fondo di garanzia giovani,  per anticipare la caparra per l’affitto, che di solito son due mensilità: sarebbe bello che il Comune anticipasse questi soldi per ratealizzarle, e che si potesse poi liberalizzare il subaffitto come già avviene all’estero”.

 

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