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Villa Blanc, un esempio virtuoso di rigenerazione urbana alla Luiss Business School

Un giardino di limoni e palme che porta a una villa raffinata. Vera, elegante come la bellezza classica che resta intatta nei secoli. In un quartiere della città eterna: sulla via Nomentana a Roma. Eppure Villa Blanc, sede della Luiss Business School dal 2016 (ma acquistata da Luiss nel 1997) non è sempre stata così.

Lo spiega – o meglio lo ‘ricostruisce’ – bene, il libro ‘Villa Blanc. Rinascita di un monumento tra eclettismo e modernità’, a cura degli architetti Giovanni Carbonara – teorico del restauro recentemente scomparso – e Massimo Picciotto, responsabile del progetto di recupero della villa. Il volume, presentato oggi all’interno dell’edificio ristrutturato, racconta un percorso di rigenerazione urbana di successo avviato nel 2010, coerente con la strategia dell’Ateneo: “creare contesti di apprendimento volti a recuperare beni in disuso nel rispetto dell’ambiente circostante”. Come ha ricordato a Fortune Italia Vincenzo Boccia, presidente Luiss.

Villa Blanc è il Campus principale della Luiss Business School. Con 250 docenti italiani e internazionali, il Campus ospita ogni anno oltre 150 programmi di formazione seguiti in media da 2.000 studenti provenienti dall’Italia e dall’estero.

“Non è solo un racconto di memoria, ma di presente. La dimensione architettonica è parte della visione della Luiss: bellezza, equilibrio, società aperta e inclusiva. Sono i valori che trasmettiamo ai nostri studenti”, ha detto Boccia.

La Luiss sta scalando classifiche e ranking importanti. “Siamo la 14esima università al mondo in studi politici e internazionali. Continueremo a lavorare per migliorarci – ha aggiunto il presidente – e lo stesso progetto di Villa Blanc è un segnale del nostro impegno. Ed è una storia di speranza: perché non è vero che, come dice qualcuno, non si fa mai nulla in questo Paese. Con caparbietà e resilienza tutto è possibile”.

Vincenzo Boccia, presidente Luiss

Il riferimento al Paese non è un caso. La presentazione del libro è stata l’occasione per discutere (anche insieme al direttore generale Luiss Giovanni Lo Storto) sui benefici derivanti dagli interventi di rigenerazione urbana. “In Italia ci sono troppe realtà abbandonate”. Borghi fantasma, castelli, carceri, chiese. Dimenticando che interventi importanti di riqualificazione, oltre a essere funzionali e a migliorare l’estetica di un territorio, possono avere un impatto dal punto di vista economico rendendo i posti attrattivi.

La storia di Villa Blanc

Villa Blanc fu realizzata negli ultimi anni del 1800 come residenza del barone Alberto Blanc. L’edificio storico – in stile eclettico – fu in realtà il risultato della ristrutturazione su un preesistente edificio che sorgeva sul terreno acquistato nel 1848 dal marchese Lorenzo Lezzani, costruttore di strade per lo Stato Pontificio.

Villa Blanc, facciata nord. Percorso di servizio prima dei lavori di restauro. Foto del libro ‘Villa Blanc. Rinascita di un momento tra eclettismo e modernità’

“Per decenni la villa è stata abbandonata”, ha detto a Fortune Italia Luigi Abete, presidente Luiss Business School. “Oggi villa Blanc simboleggia il recupero di un’architettura importante per la città e per l’epoca che si rende utile per la formazione universitaria. Anche l’architettura evolve. Questo non vuol dire che il vecchio non possa sposarsi col nuovo e viceversa. Villa Blanc dimostra che non solo è possibile ristrutturare un edificio, ma renderlo efficiente alle funzioni del tempo”.

Luigi Abete, presidente Luiss Business School

All’inizio di un progetto c’è la paura dell’assoluto, del vuoto. Poi vedi il risultato. “Per lavorare a questi progetti occorre visione. Si tratta di progetti che andrebbero moltiplicati, bisognerebbe smettere di scriverne o parlarne e agire. Io sono anche presidente dell’Associazione Imprese Culturali e Creative. Le realtà in disuso sono davvero troppe e se venissero date a imprese culturali per ristrutturarle si creerebbe un ricavo positivo sotto tutti i punti di vista. L’Italia dovrebbe possedere questa capacità strategica”, ha concluso Abete.

Per ristrutturare la villa ci sono volute un milione e duecentomila ore di lavoro. Dei 39.000 metri quadri di parco, 9.999 sono aperti al pubblico e adibiti ad area gioco per i più piccoli. Le visite guidate permettono di ammirare la bellezza di un luogo che, tra natura e architettura, diventa un dialogo perpetuo tra passato e presente. E futuro: grazie ai giovani che quel luogo lo frequentano ogni giorno.

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