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TeaTek rileva il sito Whirlpool di Napoli e assume 312 lavoratori, il ruolo del commissario straordinario della Zes Campania

Giosy Romano, commissario Zes Campania
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Da circolo vizioso a circolo virtuoso. Si potrebbe commentare così la rilevazione dell’ex stabilimento Whirlpool di Napoli da parte della società TeaTek, grazie all’intervento del commissario straordinario della Zes Campania, l’avvocato Giosy Romano (nella foto in evidenza). Una rilevazione avvenuta in poco più di tre mesi, dopo tre governi e quattro anni di stallo per i lavoratori dello stabilimento di Napoli. “Abbiamo acquisito l’immobile da Whirpool a fine dicembre dello scorso anno e lo abbiamo aggiudicato a marzo del 2023”, afferma Romano a Fortune Italia.

Adesso è ufficiale. La società TeaTek – che si occupa di impianti elettrici e fotovoltaici – ha rilevato lo stabilimento con l’obbligo di assunzione, entro ottobre, dei 312 lavoratori alle stesse condizioni economiche e normative precedenti. A confermarlo, un nuovo incontro convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 13 settembre, che ha attestato come il progetto proceda secondo quanto sperato. “Siamo a un passo dalla possibile soluzione di una vertenza durissima durata molti anni – hanno spiegato in una nota congiunta i sindacati Fim, Fiom, Uilm – Proprio per questo abbiamo chiesto a TeaTek e al Governo di addivenire ad un accordo sindacale che sancisca in modo ufficiale l’assunzione di tutti i lavoratori coinvolti prima che scada la Naspi, vale a dire entro il 31 ottobre e nei prossimi giorni inizieremo la discussione preliminare con la direzione aziendale”.

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Un momento del presidio dei lavoratori all’esterno dello stabilimento Whrilpool in Via Argine a Napoli, 23 Giugno 2020.ANSA/CESARE ABBATE

Cosa sono le Zes

Le Zes (Zone Economiche Speciali) sono aree nelle quali le imprese insediate possono beneficiare di semplificazioni amministrative e di speciali incentivi fiscali, finalizzati a creare condizioni più favorevoli per gli investimenti e lo sviluppo territoriale.

“Il mio lavoro – sottolinea Romano – è partito dal rendere attrattivo il sito aziendale: chi avesse voluto investire nell’area, avrebbe dovuto farlo a costi ridotti. In questo caso a zero (stiamo parlando di un impianto del valore di oltre 20 mln di euro, ndr)”. Non solo. La TeaTek prevede l’assunzione di nuovi 30 dipendenti e dovrà riqualificare l’intero immobile per i fini industriali: “L’azienda ha presentato un piano, vagliato da Zes Campania, che è stato utile ai fini dell’aggiudicazione della gara e che prevede la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento teso alla riassunzione dei lavoratori ex Whirlpool”. E per quanto riguarda le competenze dei lavoratori? Secondo Romano “il piano industriale prevede un meccanismo di formazione del personale di cui si farà carico l’azienda, per rendere il personale idoneo a ricoprire i ruoli all’interno dell’impresa”.

“Valutiamo in maniera molto positiva l’incontro presso il Mimit – ha dichiarato in una nota Felice Granisso, ceo di Italian Green Factory, la newco del gruppo TeaTek che si occuperà della reindustrializzazione del complesso – Sentiamo molto forte il sostegno di tutti i soggetti coinvolti, delle parti sociali come dell’opinione pubblica, e la responsabilità di far rinascere via Argine attraverso una nuova fabbrica green, sostenibile e all’avanguardia. Auspichiamo che nei prossimi giorni si arrivi ad un accordo quadro che veda coinvolti tutti i soggetti istituzionali e sindacali. La TeaTek conferma di voler portare a termine gli impegni presi in sede di assegnazione del sito e l’impegno a proseguire nel percorso di riassorbimento di tutti i lavoratori prima della scadenza della Naspi”.

“Ci ho messo la faccia – dice il commissario Romano – Ho scommesso sulla realizzabilità e sulla proposta di poter riallocare lo stabilimento, attraverso una procedura con tempi ridotti, sfruttando il meccanismo di semplificazione della Zes, esasperando l’applicazione della norma che me lo consentiva, in modo da raggiungere il risultato. E ci siamo riusciti: tre mesi in cui abbiamo evitato esposizioni di ogni tipo, anche mediatiche, cercando di raggiungere il risultato nei termini più rapidi possibili e idonei a garantire questa funzione di utilità sociale: la riassunzione dei lavoratori”.

Se è vero che ogni crisi presenta delle opportunità, allora grazie all’intervento del Zes si potrebbe parlare di ‘modello Whirlpool’: “Detto francamente – afferma Giosy Romano – ritengo che da negativo si sia trasformato in esempio positivo per il sistema Paese e che potrebbe essere replicato per altre aziende in crisi. Questo però può accadere solo quando ci sono semplificazioni burocratiche. Nel caso dell’ex stabilimento Whirlpool siamo stati agevolati da un impianto normativo che consentiva ad un unico soggetto, il commissario di governo appunto, di utilizzare poteri in deroga alle regole ordinarie del Codice degli appalti, ad esclusioni ovviamente di quelle legate alla normativa antimafia. Questo ha consentito di procedere rapidamente. Credo che questo modello, che io definisco quasi prototipale, debba trasformarsi da esempio in regola per risolvere le crisi, quindi attraverso meccanismi di semplificazione burocratica e investendo su organismi istituzionali idonei a raggiungere lo scopo”.

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