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Perché X (Twitter) di Elon Musk potrebbe diventare a pagamento

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Non si sa ancora quanto Elon Musk faccia sul serio, ma c’è la possibilità che la sua X, nuovo nome del social Twitter, diventi a pagamento. Musk lo ha dichiarato parlando con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il motivo non sarebbe economico: l’imprenditore, Ceo di Tesla e SpaceX e proprietario (per 44 mld di dollari) della ex Twitter da quasi un anno, ha spiegato che un pagamento mensile servirebbe a combattere i bot che ancora popolano il social network, secondo quanto riportato inizialmente dalla Bcc.

Anche se per X sarebbe una rivoluzione, l’introduzione di un pagamento non sarebbe del tutto una novità. Già esiste ‘X Premium’, cioè l’ex Twitter Blue: chi si iscrive paga 8 dollari (9,76 euro in Italia) per avere la possibilità di scrivere post più lunghi e una visibilità aumentata.

Ma estendere a tutti gli utenti la necessità di un abbonamento mensile potrebbe essere un boomerang. L’obiettivo sarebbe naturalmente quello di aumentare le entrate, ma così si potrebbe mettere a rischio il numero di utenti dei social, che intanto potrebbero continuare ad utilizzare gratuitamente tutte le altre maggiori piattaforme.

A livello economico, in pericolo ci sono le inserzioni pubblicitarie, che al numero di utenti sono necessariamente legate, e che sono state già colpite dal proliferare sulla piattaforma di post razzisti e controversi, che hanno allontanato alcuni inserzionisti.

La ricetta Musk per Twitter è inizialmente partita dai costi, con il taglio della maggior parte della forza lavoro (con più di 6.000 licenziamenti). Tra quei licenziamenti c’è, tra l’altro, anche il team di moderazione che si occupava di gestire i contenuti controversi.

Recentemente Musk ha detto che in un anno la piattaforma ha perso circa la metà degli incassi derivanti da pubblicità.

Il flusso di cassa è la priorità numero uno, ha scritto sulla piattaforma: “Prima di concederci il lusso di qualsiasi altra cosa dobbiamo tornare a un flusso di entrate in positivo”.

Non è chiarissimo quale sia il valore di Twitter a un anno dalla rivoluzione Musk: lo stesso proprietario ha fornito qualche numero in un attacco contro la Anti Defamation League (organizzazione che negli scorsi mesi ha pubblicato report sull’aumento dei post antisemiti). Elon Musk ha attribuito all’organizzazione un danno da 4 mld di dollari per la sua piattaforma.

X, secondo i calcoli di Musk, avrebbe perso il 90% del suo valore

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