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Extraprofitti delle banche, Giorgetti cerca un compromesso per far quadrare i conti della Manovra

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Il governo italiano si trova in una situazione di stallo riguardo alla controversa tassa sugli extraprofitti delle banche, un nodo cruciale che sta rallentando l’iter del decreto asset. Questa incertezza ha portato a un rinvio dei lavori in commissione al Senato alla prossima settimana, mettendo a dura prova la coesione all’interno della maggioranza.

La questione in discussione riguarda la scelta della premier Giorgia Meloni, che ha sostenuto questa misura, e il pressing del partito di opposizione Fi per modificarla. Questo stallo arriva proprio mentre il governo si prepara per una settimana intensa, con un doppio consiglio dei ministri che dovrà affrontare una serie di importanti provvedimenti, tra cui un nuovo decreto migranti, misure sull’energia e sulla benzina, e soprattutto la Nadef, che delineerà la cornice della prossima manovra economica.

Il problema principale riguarda la tassa sugli extraprofitti delle banche, un argomento che viene discusso a livello governativo e che difficilmente sarà risolto prima del ritorno della premier Meloni dagli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri e leader di Fi, Antonio Tajani, si è espresso ottimista sull’ottenimento di un compromesso, dichiarando che sono pronti a ritirare gli emendamenti se verrà presentato un testo del governo che tenga conto delle preoccupazioni riguardo ai risparmiatori e alle piccole banche, oltre a non mettere in pericolo la stabilità dei mercati internazionali.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso preoccupazione per la reazione dei mercati che acquistano il debito italiano. Questa preoccupazione, tuttavia, ha suscitato critiche dall’opposizione, ma è stata condivisa dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha sottolineato il rischio di un aumento dei tassi d’interesse. Anche se non ci sono segnali di un attacco all’Italia, Bonomi ha sottolineato l’importanza di rimanere vigili e di mantenere lo spread sotto controllo.

Nel frattempo, il governo sta adottando un approccio prudente e sta preparando una nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def), che sarà presentata al consiglio dei ministri il 28 settembre. Uno dei punti chiave di questa nota sarà il deficit previsto per il 2024, che potrebbe subire una revisione al rialzo rispetto alla previsione iniziale del +3,7%. Il ministro Tajani ha sottolineato la necessità di valutare attentamente la situazione, ma ha mantenuto un tono cauto, sperando che l’Unione Europea comprenderà le sfide che l’Italia sta affrontando.

Il destino di molte proposte da inserire nella manovra dipenderà dalla Nadef, tra cui l’accorpamento dei primi due scaglioni dell’Irpef al 23%. Questa misura mira a proteggere i benefici del taglio del cuneo fiscale, il cui rinnovo è già garantito, da un’eccessiva pressione fiscale. Tuttavia, le risorse disponibili sembrano limitate, e ci sono molte richieste in lista d’attesa, tra cui pensioni, sanità e la conferma dell’una tantum per gli statali.

La prossima settimana, inoltre, è prevista l’introduzione di nuovi aiuti per le famiglie, tra cui il decreto sull’energia che conterrà anche il tanto atteso bonus benzina da 80 euro al mese. In un momento di incertezza economica e politica, l’Italia si trova di fronte a sfide significative nel bilanciare le esigenze del governo, le aspettative dei mercati e le necessità della popolazione. La decisione sulla tassa sugli extraprofitti delle banche si rivelerà cruciale per il futuro dell’economia italiana.

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