Cerca
Close this search box.

Giorgetti: crescita giù e conti pubblici in bilico, servono scelte difficili per una fase delicata

Il governo italiano si trova di fronte a una situazione economica “più delicata” del previsto, con la crescita che ha invertito la rotta e una serie di sfide legate al Superbonus e all’effetto dei tassi. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha avvertito che saranno necessarie “scelte difficili” per affrontare questa situazione, mentre l’Europa e i mercati osservano con attenzione.

La finanza pubblica è “gravata dall’onere degli incentivi edilizi, dal rialzo dei tassi e dal rallentamento del ciclo economico internazionale” e questo richiederà “scelte difficili” insiste ancora una volta Giorgetti.

La Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def) approvata recentemente e trasmessa al Parlamento stabilisce nuovi obiettivi di indebitamento. Si prevede una riduzione progressiva dell’indebitamento netto strutturale, con un margine di deficit di 23,5 miliardi di euro in tre anni. Questo include 3,2 miliardi di euro per quest’anno, che saranno destinati a diverse misure, tra cui l’adeguamento Istat per le pensioni del 2024, misure per il personale della Pubblica Amministrazione e la gestione dei flussi migratori.

Manovra, ecco le linee guida su crescita e welfare ma servono tagli a spese non utili

Il governo ritiene che un maggiore deficit sia necessario per “ridare slancio all’economia e assicurarle un maggiore grado di resilienza”. Questo nuovo quadro è una revisione delle stime formulate nel precedente Def di aprile, che ha rivelato una situazione economica e di finanza pubblica più critica del previsto.

Una delle sfide principali è garantire la sostenibilità del debito pubblico, che si prevede rimarrà sopra il 140% del Pil fino al 2026. Il governo sta considerando proventi da dismissioni pari all’1% del Pil (circa 20 miliardi di euro) nel 2024-2026 per mitigare questa situazione.

Il rapporto debito/Pil seguirà un profilo di lieve discesa fino al 2026, mentre la pressione fiscale dovrebbe scendere al 42,5% quest’anno, continuando a diminuire fino al 2026 (al 41,8%).

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha evidenziato “un’incertezza molto ampia” sulle stime e “rileva la prevalenza di rischi al ribasso” nel quadro tendenziale. Il giudizio sul quadro programmatico arriverà durante l’audizione parlamentare.

La Nota di Aggiornamento al Def sarà discussa in Aula alla Camera il 11 ottobre, mentre la manovra deve essere approvata entro il 20 ottobre. Le opposizioni rimangono in pressing, sottolineando la necessità di evitare ulteriori tagli e privatizzazioni, mentre il vicepremier Matteo Salvini promette una manovra economica che metterà più denaro nelle buste paga dei lavoratori e dei pensionati.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.