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Università, Donatella Sciuto: aumentano le rettrici, ma la parità è ancora un miraggio

Quello di Donatella Sciuto è un percorso straordinario, che inizia con la laurea in Ingegneria elettronica a soli 22 anni, quando le iscritte a questa facoltà si contavano sulla punta delle dita. Oggi è la prima donna a guidare il Politecnico di Milano in 160 anni. “La parità di genere è ancora un miraggio: siamo 11 rettrici su oltre 90 università”, spiega Sciuto.

Oltre a quelle citate in queste pagine, nell’elenco figurano anche Giovanna Iannantuoni (Milano Bicocca), Tiziana Lippiello (Ca’ Foscari di Venezia), Maria Grazia Monaci (Valle d’Aosta), Sabina Nuti (Sant’Anna di Pisa) e Antonella Polimeni (Sapienza di Roma), le cui storie abbiamo raccontato in occasione della lista Mpw 2022.

Rettrice Sciuto, ci racconta qualcosa del suo percorso professionale?

Il mio percorso parte dal Politecnico di Milano, dove a 22 anni sono stata premiata come la più giovane laureata.
Ho scelto Ingegneria elettronica. Poi sono andata a Boulder, in Colorado, per il dottorato di ricerca. Rientrata, ho aggiunto al mio curriculum un master in Business and Administration alla Bocconi. Da qui è iniziata la strada che mi ha portato a essere professoressa ordinaria, poi prorettrice e poi ancora rettrice. Ho unito la passione per la ricerca con la capacità di gestione. Fare la ricercatrice è bellissimo e impegnativo, ma occuparsi delle politiche di ateneo richiede una visione più ampia. Il Politecnico mi ha dato una grande opportunità.

Si è mai sentita discriminata?

Non mi sono mai sentita discriminata in quanto donna, ma molto più spesso per la giovane età. Mi dicevano di non avere fretta: “C’è tempo…”. Ero spesso troppo giovane, ma mai troppo debole. Mai sottovalutata.

Prima rettrice dopo circa 160 anni di vita del Politecnico, che cosa ha pensato al momento della nomina?

Ho pensato che non fosse un riconoscimento destinato a me, ma un esempio per tante ragazze, che ci osservano e ci giudicano come donne e come professioniste. Ho pensato a mia figlia. Ho pensato che sarebbe stata orgogliosa di sua madre e che avrebbe capito il valore di tante rinunce. Ho poi pensato che il Politecnico è una grande università. Lo ha dimostrato ancora una volta privilegiando la sostanza alla forma. Il numero di voti, mai così alto, è stato un segnale di grande coesione. Forse siamo un microcosmo, ma ho fiducia che possano essercene molti altri in giro per il mondo. Negli Stati Uniti, per esempio, delle otto università Ivy League, cinque hanno un presidente donna. A queste si aggiunge il Mit.

Quanto è distante la parità di genere in ambito accademico?

È ancora un miraggio. Siamo 11 rettrici su un totale di oltre 90 università. Tra queste la Sapienza, che è la più grande in Europa, e il Politecnico di Milano, la prima università tecnica del Paese. I segnali sono buoni, ma i numeri non mentono. In università non esistono quote rosa. Per questo il sistema va alimentato dal basso, aumentando il numero di dottorande e di ricercatrici. Poi vanno studiate e applicate misure di sostegno. Al Politecnico abbiamo stanziato un fondo ad hoc per chi rientra dalla maternità. Abbiamo messo a disposizione asili nido gratuitamente. Facciamo in modo di rendere un po’ meno stretto il collo di bottiglia.

Gender gap nelle Stem: come colmarlo?

Bisogna partire dal primo anello della catena: la scuola. L’orientamento è fondamentale. In Italia le donne con un diploma universitario sono oltre la metà del totale. Ma su 100 laureate solo 16 intraprendono percorsi Stem. Al mondo solo un terzo degli iscritti a queste facoltà è donna. Significa che ci sono ragioni profonde. Noi facciamo il possibile: di recente abbiamo assegnato 25 borse di studio Girls@Polimi, finanziate dalle aziende per le ragazze che decidono di iscriversi ai corsi di Ingegneria a bassa presenza femminile. Dal 2020 a oggi abbiamo raccolto un milione e 250 mila euro e finanziato 59 borse. Solo quest’anno abbiamo avuto oltre 120 richieste valide.

In che cosa il suo operato si sta distinguendo da quello dei suoi predecessori?

Premetto che ho ricoperto per 12 anni la carica di prorettrice, lavorando a stretto contatto e in sinergia con i miei due predecessori. Insieme abbiamo condiviso alcuni cambiamenti importanti: dalle politiche di internazionalizzazione all’avvio del nuovo Campus di Bovisa. Tra le novità di questo primo anno di mandato, ci tengo a sottolineare che per la prima volta il Politecnico di Milano si dota di un Piano strategico di sostenibilità. È un progetto che mi sta a cuore e che ribadisce, con molta chiarezza, il nostro impegno da qui al 2025. Non parlo solo di impatto ambientale, ma anche sociale e di governance. Credo fermamente che la crescita del Politecnico sarà più forte se inclusiva e se capace di avere un impatto positivo sulla collettività. Il Piano era una promessa che avevo fatto in campagna elettorale. E le promesse vanno sempre mantenute.

La carica delle rettrici: intervista a Tiziana Lippiello, alla guida della Ca’ Foscari

Le altre

Paola Inverardi, Gran Sasso Science Institute

Ordinaria di informatica, è specializzata in ingegneria del software. Ha maturato esperienze professionali a Pisa all’istituto IEI-CNR e al centro di ricerche dell’Olivetti. Dal 2013 al 2019 è stata rettrice dell’Università dell’Aquila.

Daniela Mapelli, Università degli Studi di Padova

Insegna neuropsicologia e riabilitazione neuropsicologica. Sulle neuroscienze cognitive, suo ambito di ricerca, ha pubblicato oltre cento articoli. Ha frequentato per due anni  la Carnegie Mellon University di Pittsburgh.

Alessandra Petrucci, Università degli Studi di Firenze 

Dopo la laurea in Ingegneria civile, ha conseguito il dottorato in Statistica applicata. Dal 2015 è ordinaria di Statistica sociale. Come ricercatrice, si occupa di analisi della mobilità studentesca e di indicatori sociali di benessere.

Laura Ramaciotti, Università degli Studi di Ferrara 

Ordinaria di Economia applicata, è presidente del Consorzio Futuro in Ricerca. Si è occupata di politiche per la valorizzazione della ricerca pubblica e delle dinamiche di open science, proprietà intellettuale e imprenditorialità innovativa.

Mariagrazia Russo, Università degli Studi Internazionali di Roma

Si forma tra la Sapienza e la Sorbonne. È professoressa di prima fascia di Lingua e traduzione portoghese e brasiliana. Ha all’attivo oltre 160 pubblicazioni in più lingue ed è presidente dell’Associazione italiana di studi portoghesi e brasiliani.

 

 

 

 

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