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Elis, Elena Goitini (BNL), includere per crescere

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Elena Goitini (MPW 2022 di Fortune Italia), amministratore delegato di BNL e responsabile del Gruppo BNP Paribas in Italia, nuova presidente del Consorzio Elis, spiega la sua visione per il futuro dell’inclusione come motore di crescita economica e sociale in Italia. Goitini intende trasformare il concetto di inclusione da ‘gap da colmare’ a ‘risorsa da sfruttare’ per un’industria italiana più aperta, moderna e matura.

Nel mondo in costante evoluzione delle aziende italiane, la transizione energetica e l’inclusione sono diventate due pietre miliari. Elena Goitini, amministratore delegato di BNL e responsabile del Gruppo BNP Paribas in Italia, ha recentemente assunto anche la carica di presidente di semestre del Consorzio di aziende Elis. Questo incarico è la testimonianza del suo impegno per promuovere l’inclusione come motore di crescita economica e sociale. Elena Goitini ha sottolineato l’importanza di ridefinire l’inclusione non come un gap da colmare, ma come una risorsa da sfruttare per una crescita più solida e veloce. La sua presidenza si concentrerà, tra le altre cose, sull’abbattimento dei gap generazionali derivanti dalla transizione demografica in corso in Italia. Questo obiettivo è un passo cruciale verso la creazione di un’industria più aperta, moderna e matura.

Ha appena assunto il ruolo di presidente del Consorzio di aziende Elis. Qual è il messaggio con cui vuole aprire questo nuovo mandato?

Credo che la sintesi migliore sia il titolo che individua la rotta del mio percorso in Elis: “includere per crescere”, rispondendo alla volontà di occuparsi dell’inclusione di coloro che in questo momento vivono in una condizione di “gap” (giovani, donne, anziani); e non limitandosi a colmare questo gap, ma considerandolo una grande opportunità. Un nuovo sguardo: l’inclusione non è più il fine di un’attività ma il mezzo, la leva economico-sociale attraverso la quale si vuole far accelerare il motore della crescita.

Ha annunciato la costituzione di un Advisory Board che la affiancherà. Può darci qualche dettaglio in più al riguardo?

È in fase di finalizzazione, stanno aderendo ed entrando gli ultimi membri, uomini e donne che mi accompagneranno in questo viaggio, aiutandomi – con la loro esperienza, il loro sapere e le loro idee – a tenere la rotta attraverso quel timone che mi è stato donato da Roberto Tomasi durante la cerimonia del passaggio di consegna. A guidare l’Advisory Board ci sarà Pierroberto Folgiero, che ha accettato il mio invito e ne sono felice e onorata.

Nel suo discorso inaugurale ha menzionato l’inclusione come valore fondante della sua azione. Come va declinata nell’ambito delle grandi aziende?

Trasformando i punti deboli in asset per la crescita e guardando all’’inclusione come a una straordinaria opportunità sociale ed economica. Le aziende che includono sono quelle in cui la diversità diventa fonte di arricchimento collettivo, esaltando le unicità dei singoli. E questo aiuta anche la produttività e i conti economici delle imprese, perché ognuno si sente più ingaggiato e parte di un obiettivo comune.

Uno dei temi sempre più all’ordine del giorno è quello del conflitto generazionale, tanto in azienda quanto nella società nel suo complesso. Come si sana questa ferita?

Cambiando il paradigma e trasformandolo da “conflitto” a “confronto”, promuovendo una “collaborazione” attiva che si alimenta delle differenze. Giovani e anziani, donne e uomini insieme in un patto inclusivo di mutua assistenza, vicinanza ed aiuto. Accogliere e valorizzare le differenze di età, genere e cultura, stimolando la co-operazione tra generazioni diverse, valorizzando i talenti di ciascuno/a, sostenendo la genitorialità e quindi la natalità: sono i principi alla base anche di modelli di business che funzionano e saranno le fondamenta del mio mandato.

Nei prossimi anni le persone che andranno in pensione saranno più di quelle che entreranno nel mercato del lavoro. Crede che questa congiuntura possa essere sfruttata per alleviare disoccupazione giovanile e fuga dei cervelli?

Credo che non si tratti di un automatico “rimpiazzo”; servono iniziative che coinvolgano la scuola, l’università, le aziende e le istituzioni perché si approfondiscano le dinamiche dei flussi di domanda e di offerta di lavoro, “matchando” desideri e aspettative dei singoli con i bisogni del mercato, promuovendo programmi di formazione innovativa e concretamente utili, in linea con le competenze richieste, adeguando i percorsi scolastici e i training professionali. E aggiungo, valorizzando il sapere, in tutti campi, come patrimonio e ricchezza nazionali.

Il Consorzio si caratterizza per la realizzazione di progetti che abbiano impatto sulla formazione, sul lavoro e sulle imprese. Può anticiparci su quali linee progettuali si svilupperà il suo mandato?

“Includere per crescere” non è semplicemente un claim, ma un manifesto programmatico che mi impegnerò a rendere operativo, con la collaborazione dell’Advisory Board e grazie a quella “intelligenza collettiva” dei consorziati Elis che, con le loro idee e proposte daranno forma e sostanza a questo semestre. Proprio in coerenza con ciò, ci sono due linee-guida a cui credo molto e sulle quali punto: un approccio collegiale, in cui si esalti la collettività come momento di generazione e coltivazione di idee e poi obiettivi chiari e misurabili perché le iniziative che proponiamo e sviluppiamo siano concrete e se ne possano apprezzare benefici e valore.

Lo scenario attuale ci mostra un’evidente perdita di capitale sociale e economico perciò, per crescere meglio e più in fretta, risulterà prioritario, come già dicevo, intervenire sull’invecchiamento attivo, sul sostegno alla natalità e sulla impiegabilità di donne e giovani.

Cosa rappresenta per Lei e per BNL questo nuovo impegno alla guida del Consorzio?

Sono particolarmente onorata e sento forte la responsabilità di assumere la presidenza del Consorzio Elis, che rappresenta un luogo di eccellenze: oltre 120 imprese del nostro Paese che, attraverso i loro manager, si mettono al servizio del bene comune e dei giovani per il loro futuro. Confesso che ho esitato prima di accettare perché so l’impegno che questo mandato merita, ma poi mi sono risposta: “se non ora, quando?”. Credo sia il “tempo del fare”, in una logica di servizio e di restituzione come esercizio di gratitudine.

Sono altrettanto contenta di poter portare BNL BNP Paribas in questo contesto virtuoso, dove si fa sistema. BNL, con i suoi 110 anni di attività, ha seguito la storia economica e sociale dell’Italia e, con BNP Paribas, ha rinnovato e rafforzato, anche grazie alle società del Gruppo in Italia, la sua missione di banca nazionale al servizio dei clienti, delle persone e delle comunità a livello centrale e territoriale.

 

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