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Pnrr, via libera Ue ai 145 obiettivi rivisti: Roma riceverà 194, 4 mld, tre in più di quelli previsti

Dopo quattro mesi di intenso lavoro e circa 150 riunioni, la Commissione Europea ha finalmente dato il via libera al nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano. Presentato lo scorso 7 agosto, il piano è stato oggetto di una revisione approfondita, inclusiva del capitolo “RePower”, al fine di rispondere alle esigenze europee e rafforzare gli obiettivi di crescita economica. Con 145 misure nuove o riviste, l’approvazione porta a Roma un pacchetto finanziario di 194,4 miliardi di euro, tre in più rispetto alla proposta iniziale.

Per il governo italiano, l’approvazione rappresenta un’opportunità significativa, consentendo di mettere a disposizione della crescita economica 21 miliardi di euro. Giorgia Meloni, esultando per la notizia, ha equiparato questo consenso a una “seconda manovra”, sottolineando l’importanza di questo sostegno per l’Italia.

Il capitolo “RePower”, proposto inizialmente con un finanziamento di 19 miliardi, ha ricevuto il via libera con alcuni aggiustamenti apportati dai tecnici europei. Di questi, 2,75 miliardi provengono da sovvenzioni aggiuntive di Bruxelles, mentre il resto è reindirizzato da altri settori del vecchio Piano. Nonostante una forma più snella, il “RePower” italiano si attesta come il secondo più consistente in Europa dopo quello della Polonia, mantenendo intatte le ambizioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La Commissione Europea ha sottolineato che il Piano ha mantenuto le sue ambizioni, dando ora al Consiglio Ue un mese per la ratifica finale. L’approvazione dovrebbe giungere in occasione dell’Ecofin dell’8 dicembre, salvo colpi di scena.

Il governo Meloni ha apportato sostanziali modifiche ai target del vecchio piano in quattro settori chiave, tra cui i piani urbani di rigenerazione, il superbonus, i servizi per i bambini e le reti ferroviarie, mentre ha potenziato gli investimenti per le infrastrutture idriche, gli alloggi per studenti, la formazione e le politiche del lavoro. Complessivamente, sono state introdotte 66 riforme e 150 investimenti, evidenziando un’impegno su diversi fronti.

Il ministro Raffaele Fitto, artefice delle negoziazioni tra Roma e Bruxelles, ha escluso il def finanziamento delle opere e ha confermato che la quarta rata da 16,5 miliardi è in arrivo, annunciando anche la richiesta della quinta tranche entro l’anno. Una volta completato l’iter europeo, un decreto legge nazionale tradurrà le novità del nuovo Piano in norme concrete.

Il successo ottenuto in Europa ha consentito al governo italiano di rivoluzionare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dimostrando la flessibilità dell’articolo 21 del Regolamento Recovery e affrontando con successo le circostanze oggettive, dalla carenza di forniture alla crisi climatica. Resta ora da gestire il malcontento degli enti locali per alcuni tagli agli investimenti, ma la Meloni e Fitto assicurano un intervento con fondi nazionali. La complessa trattativa potrebbe non concludersi presto, ma per il governo italiano, la via europea sembra ora più chiara.

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