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La Generazione Z fa l’amore da sola

Siamo soli. Facciamo anche l’amore da soli. In Italia un ragazzo su tre fa solo sesso virtuale, un milione e 600mila giovani tra i 18 e i 35 anni non ha mai fatto l’amore e 220 mila giovani coppie dichiarano la propria astinenza dal sesso.

Questa è la triste realtà fotografata dall’indagine promossa dalla Società Italiana di Andrologia e condotta su un campione di 500 ragazzi maschi under 35. Il problema è più grave se si considera che il 50% del campione dichiara di ottenere una scarsa soddisfazione nei rapporti reali.

La pornografia è il primo approccio che la maggior parte degli adolescenti ha alla propria sessualità. La propria “autoeducazione” sessuale viene fatta in tenera età attraverso contenuti vietati ai minori.

Questi dati sono solo la superficie di un problema molto più profondo che affligge la generazione Z, i cui effetti sul lungo periodo sono ignoti e forse terribili.
Attenzione però il problema non è la pornografia in sé, è inutile e forse dannoso fare una condanna morale al consumo di materiale pornografico. La questione è un’altra ed è legata al fatto che la classe politica anche su questo fronte non ha fatto nulla per evitare che determinati contenuti cadessero nelle mani di giovanissimi.

Nessuno ci ha spiegato che quello che vediamo su Internet è pura finzione ed è molto probabilmente un modello sbagliato. Nessuno ci ha difeso da un bombardamento costante di messaggi distorti sul sesso, quando la sessualità è una delle cose più importanti di cui prendersi cura, perché la salute mentale di un ragazzo dipende sicuramente da come vive la propria vita sessuale.

Oltre a mettere un aggirabile divieto di visione ai minori dei siti porno, nessuno spiega agli adolescenti come approcciarsi in modo sano e genuino al mondo del sesso, che è poi il mondo dell’amore.

Se la mia generazione non sa neanche più fare l’amore, perché è di questo che si tratta quando i dati riportano che molti ragazzi preferiscono il sesso virtuale a quello reale, il nostro futuro è più incerto e vuoto che mai. La speranza è che la classe politica intervenga finalmente, la salute mentale e il benessere nella vita sessuale di noi giovani deve essere oggi più che mai una priorità.

*20 anni, romano, studia Giurisprudenza. È tra i fondatori dell’associazione “La Giovane Roma”. È consigliere degli studenti all’Università Roma Tre.

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