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L’Italia dell’aerospace punta sulla base Asi di Matera

Il Sud ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle strategie di sviluppo del Paese, come emerge dalle dichiarazioni rilasciate dal  ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della recente visita istituzionale in Basilicata. Il ministro ha avuto modo di visitare numerosi stabilimenti produttivi della Regione, fra cui il centro spaziale ‘Giuseppe Colombo’ dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a Matera, alla presenza del presidente Asi, Teodoro Valente, e il direttore generale Luca Vincenzo Maria Salamone.

Urso è il delegato del governo per lo Spazio e nel corso della visita al centro Asi di Matera ha avuto l’opportunità di apprendere dei dettagli relativi alle principali tecnologie e attività sviluppate nella base: dalla specializzazione iniziale in  geodesia fino ai più recenti sviluppi dedicati al monitoraggio dei detriti spaziali, passando per i laboratori di comunicazione quantistica e i segmenti di Terra delle attività satellitari sulle osservazioni terrestri.
“Gli investimenti che sono previsti con risorse nazionali ed europee del Pnrr qui nel  centro spaziale di Matera sono l’esempio di quello che vogliamo fare in questi mesi per affermare il ruolo di protagonista  dell’Italia nell’avventura spaziale nelle quali operano centri di eccellenza e significative imprese piccole, medie e grandi”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo che “il settore dell’aerospazio è un settore su cui il Paese vuole puntare e dico a questo proposito che, non a caso, il governo ha previsto, per quest’anno, 3 leggi quadro finanziate dalla manovra economica“.

Urso aveva già annunciato il tema dell’aerospace nel corso del primo incontro della mattinata, presso lo stabilimento Mermec, ex Ferrosud sito nei pressi della Città dei Sassi, chiarendo la natura dei provvedimenti normativi previsti:  “La prima è quella sulle tecnologie di frontiera, la seconda è sulla space economy, la terza è quella sulla blu economy, perché puntiamo a favorire le nostre imprese nella colonizzazione dello spazio e nell’utilizzo delle risorse marine, i due comparti che più possono crescere nei prossimi anni”, ha sottolineato il ministro.

Il ministro Adolfo Urso e il presidente Asi Teodoro Valente in visita al centro Asi di Matera

In merito poi alle attività specifiche svolte nel Centro Asi di Matera, l’osservazione della Terra e i servizi che ne possono derivare sono una priorità per il Paese, e vanno nel solco delle attività già avviate in passato con le costellazioni di satelliti satelliti radar CosmoSkymed. E’ stato promosso il programma relativo alla nuova costellazione di satelliti Iride a cui sono destinati1,3 mld di euro, stanziati nel quadro del Pnrr, investimento finalizzato allo sviluppo dell’innovativa costellazione per l’osservazione della Terra, che vedrà in Esa il soggetto attuatore e in cui la stessa agenzia spaziale Italiana avrà un ruolo di rilievo, anche attraverso la sede materana dell’Asi a cui saranno destinate  risorse per finanziare le infrastrutture di terra, necessarie a supportare il miglior utilizzo possibile dei dati generati in orbita. Il potenziamento della struttura di Matera permetterà di lavorare a nuovi progetti relativi all’osservazione della Terra e che consentiranno di aumentare in maniera significativa i servizi legati alla produzione di dati spaziali.

I nuovi investimenti interessano tutte le aree operative della base lucana, rendendola un centro di riferimento delle attività spaziali e per l’utilizzo dei dati satellitari per tutta l’area geopolitica del mediterraneo allargato aumentando, in maniera significativa, i servizi alle istituzioni e ai cittadini componente essenziale della New Space Economy.

Lo Spazio è un’opportunità per l’Italia e certamente per il sud, continua il ministro Urso:  “Lo dimostra questo importante e significativo centro spaziale di Matera che è un orgoglio della scienza e della tecnologia del made in Italy nel mondo“. Il riferimento è ancora alla legge quadro, di cui ora il ministro fornisce ulteriori dettagli: “Nei primi mesi di quest’anno realizzeremo la legge quadro sullo spazio e sulla space economy come collegato alla manovra economica appena approvata che destina risorse importanti. La legge quadro definirà quale sarà l’attività del nostro paese nello Spazio – ha detto – regolamentando anche l’attività dei privati.” La norma punta a dare forza al ruolo del Paese nel settore aerospace, che è già una grande realtà. “Siamo stati il terzo paese al mondo a iniziare l’avventura spaziale proprio 60 anni fa e abbiamo una lodevole attività anche all’estero con la nostra base a Malindi in Kenya – dice il ministro – l’Italia intende riaffermare il suo ruolo con importanti risorse del Pnrr e nazionali. Siamo oggi al pari della Francia i secondi contributori dell’agenzia spaziale europea e l’agenzia spaziale italiana, recentemente rinnovata nel suo vertice, svolge un ruolo fondamentale anche per i progetti europei”.

A commento dell’incontro il presidente dell’Asi, Teodoro Valente, ha sottolineato: “Siamo particolarmente onorati della visita del ministro Urso al centro spaziale Asi di Matera, che ancora una volta conferma l’attenzione del governo per un settore fortemente innovativo quale è il nostro. Il Centro è un luogo all’avanguardia che in pochi decenni ha visto crescere le attività e il ruolo. In particolare il presente ed il futuro sono, per la sede operativa di Matera, ricchi di sviluppi. Gli investimenti sono e saranno numerosi e hanno l’obiettivo di rendere questo centro di ricerca, già noto, ancora più presente per rafforzarne l’operatività, in sinergia con il territorio e gli attori istituzionali di riferimento. La base sarà inoltre corredata dall’installazione di un museo permanente dello Spazio aperto al territorio e di laboratori che saranno a disposizione delle università, dei centri di ricerca e delle imprese in modo che possano ideare, sperimentare e verificare nuove soluzioni, in modo da essere un riferimento dell’area all’allargata del Mediterraneo. L’intento chiave per l’Asi è fare di questo centro un luogo sempre più rilevante per le attività spaziali con una significativa attenzione al tema dei cosiddetti rifiuti spaziali, sull’agenda anche del G7 a conduzione italiana in continuità con la presidenza giapponese, ed una altrettanto alta attenzione all’area delle tecnologie quantistiche, abilitanti per numerose applicazioni”.

Il centro Asi di Matera è anche un player internazionale riconosciuto nel campo delle comunicazioni quantistiche free space, e sono diversi i progetti di ricerca svolti nel centro che è dotato del sistema Mlro, con un telescopio di 1,5 metri di diametro. Il Centro ospita l’ultimo nodo della dorsale italiana in fibra ottica gestita dall’Istituto nazionale ricerche metrologiche (Inrim). La collaborazione con l’Università di Padova ha portato alla prima trasmissione di stati quantistici oltre l’atmosfera terrestre nel 2015 e, recentemente, a test fondamentali della teoria quantistica, come la dualità onda-particella dallo spazio.

Altro asset fondamentale del centro Asi di Matera è quello del  monitoraggio dei detriti spaziali, un settore cruciale nel campo della sorveglianza spaziale che sarà in forte ascesa grazie all’installazione di una rete di telescopi Flyeye per l’identificazione e la catalogazione dei detriti nell’orbita Leo alta, Meo e Geo che è  attualmente in fase di sviluppo. I telescopi saranno installati entro il 2026 a Matera e in altre tre aree del globo per realizzare una copertura completa del Cielo. La rete sarà pienamente operativa a partire dal 2026. Matera è autorizzata ad ospitare il Centro Asi per la Gestione del Traffico Spaziale (Stm) che fornirà servizi e supporto orbitale alle future missioni di assistenza in orbita (Ios). Si tratta di un’infrastruttura basata su cloud a duplice uso, classificata e civile. Un nuovo sensore laser,  Space Debris Laser-Ranging (Sdlr)  sarà dedicato al rilevamento e al tracciamento dei detriti e sarà anche parzialmente utilizzato per Quantum Communications.

Le dichiarazioni del ministro in merito all’Ilva di Taranto

Il ministro Urso ha visitato, fra gli altri, anche lo stabilimento produttivo Mermec, sito presso l’ex Ferrosud nei pressi di Matera, e quella è stata l’occasione per parlare di quanto sta accadendo poco lontano, all’Ilva di Taranto, rispondendo alla domanda della stampa presente: “Non possiamo perdere tempo perché la situazione è davvero grave“, ha dichiarato il ministro aggiungendo: “Abbiamo attivato le procedure doverosamente, vista la situazione in campo anche per quanto riguarda il rifornimento degli impianti. Abbiamo avviato le procedure che – ha proseguito – possono portare all’amministrazione straordinaria nell’arco di qualche settimana. D’altra parte, se poi il tavolo dovesse fare delle proposte che sono in sintonia con quello che il governo ritiene assolutamente necessario, per la salvaguardia dell’impianto e per il rilancio produttivo, i soci, ovviamente, tra di loro possono sempre discutere, confrontarsi e raggiungere eventualmente un’intesa”. Il ministro ha concluso sottolineando che non si debba agire in fretta: “Non possiamo perdere tempo e abbiamo il dovere di intervenire anche per far ripartire da subito la manutenzione di impianti difficili e strategici, e noi dobbiamo garantire la sicurezza dei lavoratori”.

Il ministro Urso in visita alla Mermec, sede di Matera

Melfi e Stellantis fra gli obiettivi della visita lucana

Nel primo giorno della visita in Basilicata, il ministro si è recato presso la sede di Confindustria a Potenza, dove fra l’altro ha incontrato una delegazione dei lavoratori dell’indotto Stellantis di Melfi, che rischiano il posto di lavoro. La dichiarazione del ministro a margine della prima giornata lucana è stata orientata a dare obiettivi nuovi per il comparto automotive in Italia: “Sin dall’inizio della legislatura ho posto sul tavolo del governo il bisogno di cambiare rotta rispetto alla decadenza in cui abbiamo assistito  negli ultimi anni la produzione si è ridotta nel nostro paese per essere portata all’estero”. Nello specifico, continua Urso: “Abbiamo insediato un tavolo Stellantis che nella prossima settimana svolgerà riunioni per focalizzare, stabilimento per stabilimento, i programmi e le linee produttive dell’azienda e le ricadute sul sistema dell’indotto e dell’occupazione. Ai tavoli parteciperanno anche i rappresentanti dell’associazione Anfia per chiarire insieme meglio i progetti del futuro per intervenire per incrementare la produzione e salvaguardare l’indotto”. Si punta a far tornare l’Italia fra i Paesi leader della produzione automotive: “Il nostro obiettivo conclamato con l’azienda è raggiungere un milione di veicoli Stellantis nel nostro paese, invertire la rotta, ma non basta e stiamo lavorando affinché vi sia una seconda casa automobilistica che possa insediarsi nel nostro Paese per raggiugere l’obiettivo complessivo di un milione e quattrocentomila veicoli prodotti in Italia che potrebbero rispondere alle esigenze del mercato interno e salvaguardar a pieno il sistema produttivo. Siamo al lavoro.”

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