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Quanto utilizzi i Social Media?

Fortune UP e Nxwss si sono proposti di condurre insieme un’indagine su un tema quanto mai attuale, soprattutto alla luce dei dati recentemente diffusi dal Ministero della Salute: i social network e le dipendenze ad essi collegate (PER PARTECIPARE AL SONDAGGIO CLICCA QUI).

I dati

Appare un quadro fosco in Italia. I dati sono allarmanti: mezzo milione di giovani e giovanissimi sono dipendenti dai social media. È quanto emerge da una ricerca realizzata dall’istituto Demoskopika in cui si registra anche un’impennata dei disturbi mentali conseguenti all’utilizzo intensivo dei dispositivi digitali. Per non parlare poi di quelli che vengono chiamati i “screenagers”, i nati dopo il 2012 che trascorrono più tempo davanti a PC, tablet, televisioni, play station dimenticandosi del mondo esterno. Chissà quali saranno gli effetti a lungo termine?

Così, Fortune UP e Nxwss hanno deciso di realizzare un piccolo sondaggio rivolto ai loro utenti social per fornire un quadro informato della situazione. I risultati verranno poi pubblicati sul prossimo numero di Fortune.

Il sondaggio

Ciò che il sondaggio si propone di indagare, in forma anonima suddividendo previamente gli utenti per fasce d’età (14-18, 19-25, 25+), è quale social venga utilizzato di più al giorno d’oggi. Qual è l’evoluzione storica delle piattaforme? Vedete, un tempo si utilizzava Facebook. Veniva apprezzato il senso di comunità che si riproduceva sul social media, l’idea di connettersi con ogni parte del mondo, pubblicare i propri pensieri. Poi, negli anni il focus dell’attenzione si è spostato e la concentrazione, studi alla mano, è calata drasticamente.

La rivoluzione Instagram ha rimescolato le carte in tavola. Meno community più Ego, cura ossessiva del proprio profilo, delle foto, della propria immagine. Instagram è il social del narcisismo che ha però dato il via anche al mondo degli influencer, Chiara Ferragni in testa. Questo bisogno estremo di condividere il “bello” ha portato nel tempo ad uno scollamento tra la realtà e l’immagine che si vuole dare di sé.

Negli ultimi anni, invece, dal celeste impero cinese ecco incedere un nuovo social media, che per la prima volta non è stato progettato nella Silicon Valley. TikTok cambia le dinamiche, modifica i format. Video ancor più brevi, frammentati, in movimento. Tutto per attirare l’attenzione delle persone e disorientarle. Il social è un successo. In tutto il mondo, bambini, adolescenti, ragazzi, politici, tutti su TikTok, ma soprattutto i più giovani.

Una volta capito quale social più utilizzato tra i tanti in base alla fascia d’età di appartenenza,  il sondaggio va ad indagare quante ore in media vi si spendono. Dalle tre? Dalle Quattro? Dalle otto ore?

Allarmante è anche il drastico aumento dei casi di abusi sui minori, vittime della fitta rete non regolamentata delle piattaforme. Per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale, secondo il report della Polizia Postale, nel 2023 in Italia sono stati trattati 2.702 casi e 353 casi di adescamento online. Da qui, la proposta giunta da più parti di trovare un sistema per vietare l’accesso ad alcuni social media e siti web ai minori di 13 anni attraverso un sistema di age verification, un’autenticazione digitale che permetta di accertare l’effettiva età anagrafica dell’utente (ad esempio utilizzando lo SPID, l’identità digitale e personale di ogni cittadino con cui è riconosciuto dalla Pubblica Amministrazione per utilizzare in maniera personalizzata e sicura i servizi digitali).

Oggi questi controlli possono essere facilmente eludibili. Accade sovente con le mere auto-dichiarazioni dei siti, dei social che non hanno ancora implementato un robusto sistema di accertamento. E dunque, nel sondaggio viene infine chiesto agli utenti se, in linea di principio, si trovino d’accordo con la proposta ad utilizzare SPID per registrarsi sui social o accedere a siti specifici.

La pubblicazione

Il tutto verrà pubblicato sul nuovo numero di Fortune, da marzo in edicola, nella sezione UP dedicata alla Generazione Z. Se desideri anche tu essere protagonista di questa indagine in forma anonima e vuoi contribuire alla nostra rubrica, clicca QUI. Insieme possiamo essere protagonisti del presente.

 

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