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Confindustria, dieci proposte per un’industria europea competitiva

Restituire competitività all’industria europea per vincere le sfide globali, restare al passo coi competitor Stati Uniti e Cina e garantire benessere, pace sociale e prosperità al continente. È questo l’obiettivo ambizioso di ‘Fabbrica Europa’, il dossier contenente le proposte di Confindustria per un’Europa economicamente più solida e forte. Il documento – presentato a Roma nella Sala del Tempio di Vibia e Adriano della Camera di Commercio (nella foto in evidenza, ndr) – è frutto di una capillare consultazione interna alla confederazione, che ha coinvolto tutti i settori e i territori italiani. 

“Questo documento racchiude le nostre raccomandazioni per la prossima legislatura Ue – spiega il delegato per l’Europa di Confindustria Stefan Pan – Un elezione importante che ci dirà qualcosa di più su quale Europa si vuole costruire. Noi come attore sociale vogliamo dare il nostro contributo per rimettere l’industria al centro di tutte le politiche, costruendo una forte politica industriale, basata sulle tre sostenibilità e supportata da un adeguato livello di investimenti”. ‘Fabbrica Europa’ contiene dieci proposte per un’Europa che torni ad essere davvero competitiva sullo scacchiere internazionale.

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1. Essere competitivi col resto del mondo 

Il mutato contesto geopolitico richiede all’Europa un balzo in avanti per garantire il mantenimento della pace sociale e un ruolo centrale e decisivo a livello globale. “Negli ultimi anni ha prevalso una lettura post-industriale – sottolinea Pan – ma senza industria non c’è futuro, non si mantengono i nostri elevati standard di vita e si perdono le sfide ambientali ed energetiche”. 

La proposta di Confindustria prevede un ampliamento della rete di accordi di libero scambio e una maggiore tutela delle imprese europee dalle pratiche commerciali scorrette messe in atto da alcuni Paesi. Si parte rilanciando l’accordo Ue-Mercosur, per passare subito dopo a quelli con Messico e Australia, auspicando infine un cambio di passo nelle relazioni con l’Africa e un supporto al rafforzamento dell’area di libero scambio continentale africana. 

2. Transizione verde

Il Green Deal europeo, ambizioso piano d’azione per il passaggio verso un’economia verde, ha prodotto interventi regolamentari che, secondo Confindustria, hanno aumentato la pressione sulle imprese senza tener conto dell’impatto sulla competitività. “L’approccio ideologico fin qui prevalente – prosegue Pan – rischia di compromettere intere filiere industriali. Al Green Deal va affiancata una politica industriale ambiziosa che consenta di restare al passo nella corsa globale alle tecnologie del futuro”. 

Da qui dunque l’adozione di un approccio di neutralità tecnologica e l’istituzione di fondi europei che supportino e integrino gli investimenti nelle varie tecnologie e fonti energetiche. L’altro punto essenziale è il completamento dell’integrazione dei mercati dell’energia elettrica, favorendo la creazione di un mercato unico e integrato del gas e sviluppando una strategia europea per il nucleare, che può giocare un ruolo strategico nel mix energetico del futuro. 

3. Transizione digitale 

La digitalizzazione delle imprese rappresenta uno dei motori trainanti per l’evoluzione economica e industriale. Ma la competitività della digital economy dipende dallo sviluppo delle disruptive technologies: AI, cloud, blockchain, quantum computing, 5G e 6G, internet of things. Decisiva, in questo quadro, risulta la regolamentazione dell’intelligenza artificiale: l’applicazione dell’AI Act e la futura legislazione in materia devono trovare una sintesi fra gli interessi dei diversi settori economici, al fine di rendere l’Europa il posto ideale per investire in questa tecnologia. 

Le competenze digitali vanno potenziate nella formazione dei lavoratori in tutti i comparti. Solo così sarà possibile affrontare e risolvere la carenza di professionisti qualificati in alcuni campi come quello della cybersecurity. Inoltre sarà fondamentale promuovere la transizione verso l’economia dei dati, valorizzando il patrimonio informativo delle imprese delle pubbliche amministrazioni europee.  

4. Trasporti e infrastrutture 

Un sistema di mobilità efficiente rappresenta una leva fondamentale per assicurare la competitività del settore manifatturiero e il benessere economico del continente. “Al nuovo parlamento Ue chiediamo di garantire un percorso di transizione verso la mobilità green che prenda in considerazione molteplici soluzioni, in linea col principio della neutralità tecnologica”, fa sapere Pan. Dal punto di vista legislativo, ciò si traduce nella necessità di un quadro normativo sinergico tra legislazioni in materia di trasporti e ambiente, che assicuri le condizioni di parità per il trasporto merci, con particolare attenzione allo sviluppo del trasporto interzonale e del trasporto combinato. 

5. Mercato interno 

“Da uno studio elaborato dal Parlamento europeo, emerge che il potenziale di crescita dell’Ue vale fino 2.800 mld di euro, se si completa il processo di integrazione del mercato interno. Ma al momento, nonostante i progressi, il mercato interno rimane un mosaico di pezzi e la sua capacità di attrazione rispetto ai competitor globali è diminuita”, informa il delegato europeo. La proposta di Confindustria è quella di riportare in cima all’agenda politica dell’Ue il mercato unico, con un programma di azione che elimini le barriere normative, riduca la burocrazia e realizzi una piena unione economica, priva di ostacoli alle operazioni commerciali transfrontaliere e agli investimenti all’interno dell’Ue. 

Il DG di Confindustria Raffaele Langella, il delegato per l’Europa Stefan Pan, il Direttore dell’Ufficio in Italia del Parlamento europeo Carlo Corazza, e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi

6. Equilibrio di bilancio 

Le sfide economiche sovranazionali richiedono risposte coordinate a livello Ue per garantire un livello di investimenti pubblici adeguato che permetta di fronteggiare le sfide globali. Rilanciare la Capital Markets Union sarà importante al fine di dare nuovo impulso allo sviluppo e all’integrazione dei mercati finanziari europei, così da facilitare l’accesso al mercato dei capitali in modo particolare da parte delle Pmi. E poi dare vita a un nuovo safe asset di debito comune europeo, sul modello di Next-Generation Eu. 

7. Modello sociale 

La dimensione sociale è un fattore decisivo per la crescita dell’Ue. Per questo motivo, Confindustria ribadisce la necessità di modernizzare il modello sociale europeo, rendendolo più inclusivo e dinamico. Una condizione ineludibile se si vuole creare nuova occupazione e garantire la sostenibilità degli attuali sistemi di welfare. La necessità è pertanto quella di promuovere l’adozione di strumenti per la gestione delle transizioni occupazionali, rilanciando le politiche attive del lavoro. Inoltre, decisiva sarà anche la promozione del lifelong learning, la formazione continua dei lavoratori in un mercato del lavoro in costante mutazione. 

8. Regole di concorrenza

Le regole di concorrenza svolgono un ruolo centrale nel mantenimento di equità e competitività nei mercati, ma serve un approccio sinergico fra politica industriale e quella della concorrenza, per consentire alle imprese europee di competere efficacemente a livello globale. Un aspetto chiave è qui quello relativo agli aiuti di Stato. L’esigenza sentita da Confindustria è quella di ridefinire gli strumenti esistenti in materia di aiuti di Stato, per adeguarli alle specifiche necessità delle imprese. Inoltre, prevedere risorse comuni a tutti gli Stati membri per agevolare grandi progetti produttivi: un modo per ridurre i rischi di frammentazione e sperequazione legati alle diverse capacità di bilancio. 

9. Ricerca, innovazione e proprietà intellettuale 

L’Unione europea investe appena il 2,2% del Pil in Ricerca & Sviluppo: troppo poco rispetto alle altre grandi economie mondiali. Eppure ricerca e innovazione rappresentano le leve principali per vincere le sfide globali che gli Stati membri e l’Ue si trovano ad affrontare per garantire opportunità di crescita sostenibile a tutti i cittadini. Dalla capacità dell’Europa di contribuire allo sviluppo delle nuove tecnologie e di processi e prodotti innovativi, dipende la possibilità di sostenere la sovranità tecnologica europea, partecipando da protagonisti alle catene del valore globali. L’obiettivo è dunque quello di preservare la centralità del sistema brevettava e l’attrattiva per gli investimenti e assicurare il supporto agli investimenti in ricerca e innovazione, garantendo maggiore coerenza fra Programmi Ue e iniziative nazionali. 

10. Legiferare meglio per sostenere la competitività  

Rafforzare gli strumenti finalizzati al perfezionamento del processo legislativo è imprescindibile se si vuole rafforzare la competitività europea nei confronti delle sfide globali. Diventa così essenziale semplificare, razionalizzare e armonizzare il contesto normativo dell’Unione europea, così da rendere più accessibile e pratico il contesto operativo delle imprese. Riformare il ricorso agli atti delegati e promuovere la trasparenza nell’affidamento delle valutazioni di impatto, sono le priorità identificate da Confindustria.

L’appello di Bonomi 

“Il prossimo parlamento europeo sarà chiamato a prendere decisioni vitali ed è importante che si riappropri del suo ruolo politico, a volte sottratto dall’ingerenza della Commissione. Ai prossimi parlamentari chiediamo di avere polso fermo”, è l’appello lanciato dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi. “C’è urgenza di interventi di politica industriale, ma a noi sembra che il ceto politico europeo non abbia chiaro quanto siano urgenti queste misure. La sfida di competitività lanciata da Cina e Stati Uniti non ci consente di perdere tempo. L’Unione europea – conclude Bonomi – non è mai stato un gigante politico né militare, ma una potenza economica. Oggi questa potenza è in declino. Per interrompere questo decadimento abbiamo bisogno di strumenti finanziari comuni. Se pensiamo di affrontare le ineludibili transizioni con le deroghe agli aiuti di Stato ci faremo molto male”. 

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