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Orsini sarà il Presidente di Confindustria, Garrone si ritira e spiega le sue ragioni con una lettera / documento

Dopo una competizione feroce e una serie di ritiri clamorosi, il destino dell’Associazione degli Industriali italiani, Confindustria, è stato finalmente svelato. Alla fine, l’ultimo concorrente rimasto in gara, Edoardo Garrone, ha gettato la spugna, aprendo la strada per l’elezione di Emanuele Orsini (nella foto in evidenza) come nuovo presidente dell’organizzazione. Domani, Orsini sarà ufficialmente nominato dal Consiglio generale, formalizzando così la successione a Carlo Bonomi.

Edoardo Garrone. Il presidente della ERG, ha deciso di ritirare la sua candidatura (ANSA/LUCA ZENNARO)

Il ritiro di Garrone, esponente di spicco di una delle principali dinastie imprenditoriali italiane e patron della Erg, ha lasciato il campo libero a Orsini, già noto come presidente dell’editrice de Il Sole 24 Ore e vicepresidente di Confindustria nazionale con delega al Credito, alla Finanza e al Fisco dal 2020.

La decisione di Garrone di ritirarsi è stata motivata da “forti fratture e forti tensioni” all’interno di Confindustria, sottolineando la necessità di un presidente libero da condizionamenti esterni. Garrone ha espresso la sua convinzione che solo sostenendo un unico candidato e garantendogli forza e autonomia, si possa assicurare la migliore governabilità all’associazione. Una posizione espressa con una lettera che vi proponiamo integralmente.

Il ritiro di Garrone segna un punto di svolta per l’associazione e la sua geografia politica. Le vecchie capitali industriali come Torino e Milano stanno attraversando una fase di transizione, mentre Genova cerca nuovi orizzonti economici. La candidatura di Garrone rappresentava la speranza di una rinascita per queste città, ma le divisioni interne hanno compromesso la sua corsa.

L’elezione di Orsini segna un cambio di rotta per Confindustria, che si sposta dalla grande industria del nord al sistema delle piccole imprese e delle multinazionali tascabili lungo la costa adriatica. Questo nuovo approccio è stato accolto con interesse dal governo, considerando l’importanza del voto delle partecipate di Stato nelle elezioni.

Il primo compito di Orsini sarà quello di affermare l’indipendenza di Confindustria e ricucire le fratture all’interno dell’associazione. La sua leadership sarà fondamentale per guidare l’associazione attraverso i cambiamenti e le sfide del panorama industriale italiano e internazionale nei prossimi quattro anni.

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