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Made in Italy, il meeting di Aepi a Roma

Tutte le strade portano a Roma. Ma è anche da Roma che si può partire e ridisegnare nuovi percorsi. È la sintesi del discorso tenuto dal sindaco della Capitale Roberto Gualtieri, durante la quinta edizione del Meeting del Made in Italy: l’appuntamento storico di Aepi (associazioni europee di professionisti e imprese), quest’anno organizzato con Affariitaliani.it e La Piazza. L’evento va in scena proprio nel cuore dell’Urbe, a Palazzo Wedekind, a due passi da Montecitorio.

Palazzo Wedekind, sede storica del quotidiano Il Tempo e oggi sede Inps

Obiettivo dell’incontro: favorire un dialogo costruttivo tra imprese e politica, tra settore privato e pubblico per portare in alto il nome del ‘Made in Italy’. “Viviamo in un’epoca di grandi sfide e opportunità. Globalizzazione, innovazione tecnologica. La collaborazione tra settore privato e pubblico in questo contesto è essenziale per costruire un futuro solido per tutti e rendere strategico anche da un punto di vista economico ciò che naturalmente è nostro. Gli imprenditori sono il motore che spinge il progresso e la crescita. Dall’altro lato, i politici hanno il compito di creare un quadro formativo e sociale che spinga questa crescita”, ha introdotto i lavori Lisa Di Giovanni, giornalista P.R. & Editoria management.

Il dialogo tra chi vive la città e chi la governa. L’esempio di Roma

Del resto, parola d’ordine: collaborazione. Solo con il lavoro di squadra è possibile generare valore aggiunto e progresso. “Noi siamo nati per e non contro, ha affermato il presidente Aepi Mino Dinoi, dopo i saluti del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma e della presidente dell’Assemblea di Roma Capitale Svetlana Celli. “Siamo tutti il motore dello sviluppo di questo Paese”, ha aggiunto Aurigemma.

Le imprese devono parlare, la politica deve ascoltare. Insieme – e solo insieme – possono agire. Ma in che modo andare verso questa cooperazione e azione? Prendendo come modelli proprio quegli esempi di città come Roma, in cui sebbene tante criticità, molte cose stanno cambiando. E lo stanno facendo grazie al dibattito avviato in questi anni tra chi vive la città e chi la governa.

“Il primo cambiamento riguarda la mobilità”, ha spiegato Gady Funaro, presidente Roma città metropolitana. “Una delle iniziative per cui Aepi si sta attivando è la e-mobility. Abbiamo presentato in Campidoglio 1000 firme per aprire un dibattito su questo. Grazie alla e-mobility e all’installazione delle colonnine di ricarica, le imprese e la Pubblica amministrazione possono ottenere vantaggi economici e di efficienza”.

Non è un caso che nel 2023, nel nostro Paese i numeri delle installazioni di punti di ricarica per auto elettriche abbiano subìto un’accelerazione con Roma in testa. “Roma è la base di partenza per coinvolgere altre città”, ha continuato Dinoi. “L’iniziativa che la Capitale ha intrapreso è concreta, si è messo a punto un iter legislativo idoneo: pensiamo all’accesso in Ztl per veicoli totalmente elettrici”.

Giubileo 2025: quali opportunità per le imprese italiane? 

Da Roma si muoverà anche il Giubileo, in quello che secondo Papa Francesco sarà l’anno della speranza. “Lo stesso Giubileo è stato un incentivo per fare investimenti senza precedenti per migliorare e modernizzare la città, in vista dell’enorme mole di persone attese”, ha sottolineato il sindaco Gualtieri.

Roberto Gualtieri, sindaco di Roma

“Un grande lavoro, a proposito di mobilità, lo stiamo facendo sulle linee della metropolitana. Abbiamo individuato nella somma di 15 mld di euro le risorse necessarie per completare il minimo delle infrastrutture e prolungare le tre linee A, B e C. Questi fondi non servono oggi per domani, ma bisogna iniziare il percorso. Spesso in Italia si finanzia una stazione alla volta. Se si fa un pezzetto per volta si va più lenti. Ora partiremo con la talpa a Farnesina per il prolungamento della Metro C perché al tempo ho detto al Governo che bisogna ragionare sulla intera linea e non su un solo tratto”.

Per migliorare le infrastrutture della Capitale, risorse europee come quelle del Pnrr sono fondamentali e si trasformano, secondo Gualtieri, un’opportunità per le imprese. Soprattutto se addizionate a quelle messe a disposizione per il Giubileo.

“C’è un elemento molto importante che è la complementarietà degli investimenti. Con il Pnrr compriamo i bus elettrici e con i fondi del Giubileo rifacciamo le strade. Questa grande stagione di investimenti pubblici”, ha concluso il sindaco “serve a rilanciare gli investimenti privati. Il pubblico mette a posto lo scheletro della città e il privato può portare innovazione”.

A cosa pensano gli italiani quando sentono parlare di Made in Italy?

Moda, turismo, food & beverage, automobili. Il ‘Made in Italy’ è molte cose, ma secondo il sondaggio ‘Made in Italy’ a cura di Roberto Baldassari (direttore di Lab21.01) con Alessandro Circiello (responsabile Aepi per il Made in Italy), gli italiani non hanno sempre bene in mente quali siano le caratteristiche principali associate a un prodotto ‘italiano’.

Qualità, bellezza e stile vanno per la maggiore. Per un 50% Made in Italy significa che un prodotto sia lavorato o finito in Italia. Per un altro 50% che soltanto la materia prima sia italiana.

Il rapporto evidenzia come l’85,8% degli italiani ritiene cruciale che un prodotto sia autenticamente Made in Italy. Per il 72,4%, l’italianità del prodotto ha un impatto positivo sul business delle Pmi italiane, mentre il 70,7% crede che abbia un effetto benefico sull’economia nazionale. Inoltre, il 95,4% degli italiani considera essenziale risolvere il problema della contraffazione dei prodotti Made in Italy.

Sull’operato del governo Meloni in tema Made in Italy, infine, il 57,6% si dice soddisfatto. Tuttavia, il 27,4% suggerisce di rendere obbligatorio il sistema di tracciabilità dei prodotti Made in Italy e il 14,3% sottolinea la necessità di aumentare la consapevolezza dei consumatori sui processi di produzione.

Casellati: “La riforma del premierato è un’opportunità per l’economia”

Per garantire maggiori opportunità all’economia del Paese, occorre anche stabilità. Una stabilità che per il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Casellati si traduce nella riforma del premierato. 

Maria Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa

“Per 5 mesi e mezzo la riforma è stata in commissione affari costituzionali al Senato. È approdata già in aula parecchie settimane fa e oggi concluderemo la discussione di carattere generale. Da domani cominceranno gli emendamenti. Questa riforma poggia su due capisaldi fondamentali: la stabilità del Governo (in meno di 80 anni abbiamo avuto 68 governi della durata media di 14 mesi e questo ha provocato una mancanza di credibilità a livello internazionale nei nostri confronti), e l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Ciò cu sui insisto”, precisa Casellati, “è proprio il primo punto. La credibilità attrae investimenti dall’estero, quindi permette la fiducia dei mercati e favorisce lo sviluppo economico”.

Il peso del Made in Italy nel mondo

Un ‘posto’ nel mondo il nostro Paese comunque già ce l’ha. Il Made in Italy è universalmente riconosciuto e apprezzato e nella classifica dei brand nazionali l’Italia è nona.

Quanto vale il brand Italia?

“Il settore in cui siamo più forti è quello dell’agroindustria. Un quarto del Pil nazionale è legato a questo comparto”, ha ricordato Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle imprese e del made in Italy.

Ma ci sono altri settori che volano altissimo come quello farmaceutico.“Una delle nostre punte di eccellenza, con un export in enorme crescita”, ha evidenziato in collegamento da remoto il sottosegretario al Ministero della salute Marcello Gemmato.

Certo, ci sono elementi su cui necessariamente dobbiamo migliorare: in quanto a digitalizzazione, per esempio, il gap con gli altri Paesi europei è ancora troppo ampio. “L’expo di Osaka in Giappone, però”, ha concluso Mario Vattani, ambasciatore e commissario generale per l’Italia Expo2025 Osaka, “sarà un’ulteriore occasione per promuovere la vetrina Italia restituendo allo stesso tempo l’immagine di un Paese tecnologicamente avanzato. Con il Padiglione Italia, tra l’altro, siamo stati i primi ad aver avviato i lavori di costruzione, segnando così un passo avanti fondamentale rispetto ad altri Paesi”.

(Nella foto in evidenza, un momento del meeting con Mino Dinoi e Gady Funaro) 

 

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