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Tempo di saldi: ma il rito collettivo paga pegno

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Il caldo che avvolge l’Italia rischia di scoraggiare i connazionali alle prese con i saldi estivi. L’appeal di questo rito collettivo, in effetti, sembra insidiato dalla concorrenza dello shopping online, dalle (tante, troppe?) vendite speciali e da iniziative come i ‘Prime Day’ su Amazon, in barba all’offerta di aria condizionata nei centri commerciali.

Secondo il Codacons solo un consumatore su 2 è interessato ai saldi di fine stagione, contro i 7 su 10 del 2014. Tanto che “il giro d’affari degli sconti estivi risulterà quest’anno inferiore di ben 1 miliardo di euro rispetto ai numeri registrati 10 anni fa”, calcolano dall’associazione.

Quanto spenderanno gli italiani

Dal canto suo, l’Ufficio Studi di Confcommercio stima una spesa complessiva di 3,2 miliardi di euro per i saldi estivi: poco meno di 100 euro a persona (circa 92 euro). Quasi 16 milioni di famiglie italiane si prevede aumenteranno a 202 euro il loro budget mensile destinato ad acquisti di abbigliamento, calzature, accessori, pelletteria, tessile casa e articoli sportivi.

“Un segnale positivo arriva poi dagli acquisti degli  stranieri extra Ue amanti dello shopping nei negozi italiani che, nell’ultimo trimestre secondo i dati di Global Blue, hanno registrato un incremento del 21% dello scontrino medio nel fashion rispetto al 2019 e del 3% rispetto al 2023″, ha sottolineato Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio.

Felloni non nasconde però la “forte preoccupazione per la situazione attuale di mercato che ha registrato una flessione delle vendite di moda nel primo semestre (-4,6% rispetto al I semestre 2023); la sparizione in Italia di 5.080 negozi di moda nell’ultimo anno e una collezione primavera/estate che non è ancora entrata negli armadi di molti consumatori”.

Cosa mina l’effetto saldi

Ma cosa insidia i saldi 2024? Lo shopping a prezzi ridotti è condizionato dagli sconti che ci sono anche durante l’anno, le promozioni dell’e-commerce e le tante giornate dedicate alle vendite speciali. Insomma, “i saldi hanno perso il loro potere attrattivo sui consumatori, che possono fare acquisti a prezzi scontati tutto l’anno approfittando delle offerte sul web o delle promozioni speciali nei negozi”, riflettono dal Codacons.

Il decalogo salva shopping

A non cambiare, in tempo di saldi, è il rischio di incappare in fregature. Ecco dunque dal Codacons i suggerimenti per fare acquisti in sicurezza.

1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.

3) Girate. Non fermatevi mai al primo negozio, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

4) Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.

5) Diffidate anche degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova.

6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7) Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile e deve esserci l’indicazione del prezzo praticato negli ultimi 30 giorni prima dell’avvio dei saldi. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9) Il commerciante è obbligato ad accettare forme di pagamento elettroniche (carte, bancomat) anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

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