Non tutto quello che si vede durante le grandi fiere tecnologiche è un prodotto pronto per il commercio. Ma a volte anche le invenzioni più avveniristiche arrivano in tempi relativamente brevi sul mercato. Lo Z Captis di HP, ad esempio, arriverà questa primavera in Italia dopo essere stato presentato a metà gennaio al Ces di Las Vegas. In Nevada si è guadagnato l’etichetta di Best of Innovation grazie alla capacità di fare scansioni e riprodurre materiali fisici — tessuti, pelle, pietre archeologiche — ‘renderizzandoli’ in digitale. “Può essere utile in settori come l’architettura e il fashion. Sarà disponibile tra febbraio e marzo”, spiega a Fortune Italia Giampiero Savorelli, VP e AD HP Italy. La multinazionale americana ha usato il Ces per presentare i suoi ultimi dispositivi (come il notebook HP EliteBook Ultra G1i e la mobile workstation HP ZBook Ultra G1a) ma anche per mostrare come l’intelligenza artificiale che li anima stia cambiando il concetto stesso di personal computer.

Tra tutte le novità di HP c’è anche AI Companion, l’insieme di strumenti di intelligenza artificiale nei vostri nuovi computer che completa il Copilot+PC di Microsoft. Ha avuto modo di provarlo? Il 2025 sarà un anno di svolta per il mercato dei personal computer trainato dall’AI?
È già disponibile sui nuovi PC e i feedback sono molto positivi. Tra le funzionalità principali ci sono la possibilità di interagire con il linguaggio naturale per modificare le impostazioni del computer, come ad esempio ridurre la luminosità dello schermo con un comando vocale e il noise reduction. Un’altra funzione interessante è la capacità di aggregare informazioni da vari file ‘locali’ e fornire un riassunto dettagliato in pochi istanti dei thread di e-mail e la traduzione simultanea durante le conference call con persone che parlano lingue diverse. In Italia da tempo il mercato dei PC sta vivendo una fase di decrescita, in parte a causa del picco di spedizioni avuto durante la pandemia e della successiva fase di stabilizzazione. Noi ci aspettiamo una crescita del mercato quando le aziende inizieranno a implementare su larga scala le tecnologie AI integrate nei dispositivi. Guardando al valore del mercato, i dispositivi dotati di intelligenza artificiale, in ragione della presenza dell’NPU, avranno una crescita esponenziale nei prossimi anni. Un altro fattore che influenzerà positivamente l’innovazione e la crescita del mercato sarà l’accelerazione di Windows 11, in sostituzione dell’installato con Windows 10; ci aspettiamo quindi una ripresa del mercato a partire da giugno 2025.
Può condividere qualche dato più preciso sullo scenario? Inoltre, secondo lei, questo scenario è al netto di eventuali shock esterni, come i dazi?
Posso condividere la mia stima personale per il secondo semestre: mi aspetto una crescita single-digit. Per quanto riguarda invece la questione dei dazi, è un tema che HP monitora a livello globale. Abbiamo già preso alcune misure preventive per diversificare la produzione di PC e stampanti, riducendo al minimo l’impatto delle tariffe. Tuttavia, è una situazione che evolve costantemente.
Dalla supply chain al tema della sicurezza dei dispositivi. Si tratta di una questione cruciale, dato che i device stanno diventando sempre più intelligenti e delicati da un punto di vista dei dati.
Esattamente. La cybersecurity è un tema su cui lavoriamo da oltre vent’anni, con centri di ricerca specializzati. Abbiamo soluzioni come HP Sure View, che protegge dal visual hacking, e HP Sure Click, che isola i documenti all’interno di macchine virtuali per evitare contagi all’intero sistema. Le nostre soluzioni di sicurezza sono disponibili sia per PC che per stampanti, un vantaggio significativo perché gli endpoint rappresentano uno dei principali punti di accesso per gli attacchi informatici. A livello italiano stiamo cercando di sensibilizzare soprattutto le PMI, che devono aumentare sia la digitalizzazione che i livelli di sicurezza per operare con le grandi aziende, che dovranno necessariamente adeguarsi alle regolamentazioni e direttive quali D.O.R.A. e NIS2.
Parlando di sicurezza, quanto è prioritario il tema per la pubblica amministrazione? In alcune strutture italiane, come gli ospedali, ci sono ancora computer super vulnerabili.
È una priorità assoluta. Abbiamo avviato diversi incontri con le istituzioni governative, inclusa l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza, per promuovere l’adozione di soluzioni che migliorino la sicurezza dei dispositivi. Un aspetto importante è che nel 2025-2026 molti fondi del PNRR saranno destinati alla digitalizzazione del settore pubblico. Questo porterà a un necessario refresh tecnologico, con dispositivi più sicuri e avanzati.
Un altro tema interessante riguarda il rapporto tra tecnologia e benessere lavorativo. Dal vostro studio emerge che il 28% dei knowledge worker non ha un rapporto sano con il lavoro.
È una sfida cruciale. La nostra strategia “Future of Work”, annunciata a settembre, mira proprio a migliorare l’esperienza lavorativa, trovando un equilibrio tra esigenze aziendali e benessere dei collaboratori. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale: i dati mostrano un miglioramento dell’11% nel Work Relationship Index per chi già la utilizza.
C’è anche il tema delle competenze digitali. Considerando il tessuto imprenditoriale italiano, prevalentemente composto da PMI, come vi state muovendo per supportarle?
Collaboriamo con università e partner tecnologici per organizzare eventi e seminari sul territorio, sensibilizzando le PMI sui vantaggi della digitalizzazione. Lavoriamo inoltre con istituti come il Politecnico di Milano e la Bocconi per fornire competenze concrete. È un tema su cui l’Italia è ancora indietro rispetto a paesi come Francia e Spagna, ma stiamo facendo passi avanti. Sull’educazione, abbiamo attivato il programma Dream Coach, in cui dipendenti HP incontrano virtualmente gli studenti nelle scuole per parlare delle competenze digitali richieste dal mondo del lavoro.
Un’ultima domanda: guardando a come è evoluta l’intelligenza artificiale nell’ultimo anno, crede che le cose siano accelerate come previsto?
Abbiamo sicuramente assistito a un aumento della consapevolezza sulla tecnologia in Italia, ma non stiamo ancora procedendo al ritmo necessario. C’è ancora tanto lavoro da fare come ecosistema per promuovere sia l’intelligenza artificiale sia la trasformazione digitale nel nostro Paese.
