Il bonus di Musk: un miliardo di azioni di SpaceX se nascerà una colonia umana su Marte

marte musk spacex

Quando SpaceX ha pubblicato il suo modulo S-1 il 20 maggio, gli investitori hanno ottenuto ciò che si aspettavano: un documento storico per un’azienda che punta alla più grande IPO della storia. Quello che forse non si aspettavano era la struttura retributiva nascosta al suo interno, che assomiglia meno a un tradizionale piano di compensi aziendali e più a un racconto di fantascienza.

Il consiglio di amministrazione di SpaceX concederà al CEO e fondatore Elon Musk 1 miliardo di azioni vincolate di classe B a una condizione: dovrà raggiungere 15 obiettivi di capitalizzazione di mercato fino a 7.500 miliardi di dollari e creare una “colonia umana permanente su Marte con almeno 1 milione di abitanti”.

Questo si aggiunge alla sua partecipazione già esistente di circa 5 miliardi di azioni, che oggi valgono approssimativamente 825 miliardi di dollari. Le nuove azioni, potenzialmente del valore di diverse centinaia di miliardi di dollari, sono subordinate a condizioni senza precedenti nella storia delle retribuzioni dei dirigenti. L’elemento fantascientifico di queste clausole emerge costantemente in tutto il documento.

La parola “Marte” compare 63 volte nel testo, anche nella sezione dedicata ai compensi dei dirigenti. Il prospetto informativo è costruito, almeno in parte, sull’idea che raggiungere Marte non sia un progetto di prestigio personale, ma la ragione stessa dell’esistenza dell’azienda.

“Per tutta la sua esistenza, la civiltà umana ha vissuto su un solo corpo celeste: la Terra”, si legge nel documento. “L’attuale paradigma, nel quale la civiltà umana è confinata a un solo pianeta, espone l’umanità a minacce esistenziali imprevedibili e incontrollabili su scala planetaria.”

Non vogliamo che gli esseri umani facciano la stessa fine dei dinosauri“, aggiunge il documento.

Il pacchetto retributivo è stato concepito appositamente in questo modo. I compensi azionari di SpaceX consistono in 1,3 miliardi di azioni di classe B con diritti di voto rafforzati, pari a 10 voti per azione, strutturate per preservare il controllo quasi assoluto di Musk sulla società.

Consolidamento del potere

Tre mesi prima della quotazione, Musk ha fuso la sua società di intelligenza artificiale xAI e la piattaforma social X all’interno di SpaceX, in un’operazione che ha attribuito alla società spaziale una valutazione di 1.000 miliardi di dollari e a xAI di 250 miliardi. La società risultante poteva apparire eterogenea, ma la stessa dichiarazione di intenti contenuta nel documento mostra come queste attività apparentemente scollegate abbiano un obiettivo comune.

La colonizzazione di Marte richiede robot per costruire habitat, sistemi di intelligenza artificiale in grado di operare autonomamente su un pianeta con un ritardo nelle comunicazioni di circa 20 minuti e una connettività su scala Starlink. Come riportato da Fortune al momento della pubblicazione del documento, SpaceX è innanzitutto un’azienda marziana e tutto il resto rappresenta l’infrastruttura necessaria per il viaggio.

Ogni tranche di maturazione delle azioni richiede il raggiungimento di un obiettivo di capitalizzazione di mercato e di un “traguardo della colonia umana” ed è inoltre subordinata al fatto che Musk continui a lavorare in SpaceX fino alla data in cui il consiglio di amministrazione certificherà il raggiungimento degli obiettivi. In pratica, Musk dovrà essere ancora alla guida dell’azienda quando un milione di persone vivrà su Marte affinché il piano possa concretizzarsi.

Ai prezzi di lunedì, Musk riceverebbe azioni per un valore di 165 miliardi di dollari se SpaceX riuscisse a guidare la creazione di una colonia marziana con almeno un milione di abitanti.

Secondo gli operatori del mercato delle previsioni Kalshi, la probabilità che SpaceX riesca a portare esseri umani su Marte entro il 2030 è inferiore al 20%. La stessa SpaceX non ha indicato una tempistica nel prospetto, sottolineando la necessità di sviluppare nuove tecnologie ancora non collaudate.

L’azienda punta a effettuare missioni cargo senza equipaggio già nel 2028, con i robot Optimus di Tesla che potrebbero essere tra i primi carichi trasportati. Il razzo Starship, che potrebbe rendere possibile una colonia da un milione di persone, è ancora in fase di sviluppo e attualmente impegnato nei voli di test.

Il premio legato alla creazione della colonia marziana potrebbe essere stato progettato almeno in parte per generare entusiasmo attorno alla quotazione di SpaceX. Il documento presenta infatti una forte componente promozionale che lo distingue dai tradizionali moduli S-1: vi compaiono riferimenti ad Isaac Asimov nella missione aziendale, il paragone con i dinosauri e ripetuti richiami ai rischi esistenziali per l’umanità.

SpaceX, in sostanza, sta vendendo una visione del futuro insieme alle proprie azioni.

L’articolo originale è su Fortune.com

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