Harvard, i sogni degli studenti italiani colpiti dalla scure di Trump

Ivy League harvard

Immaginate di ricevere una lettera di ammissione in una delle università più prestigiose del mondo e poi di scoprire che tutto sta per andare in fumo. I quasi diecimila studenti e ricercatori stranieri di Harvard, e tutti quelli che erano pronti a frequentarla, sono finiti nella battaglia tra l’università e l’amministrazione di Donald Trump, che ha deciso di impedire all’ateneo di accettare studenti stranieri.

L’ultimo aggiornamento: dopo che Harvard ha fatto causa al Governo Usa per bloccare il provvedimento, la portavoce della Casa Bianca ha definito l’iniziativa come “priva di merito”. “Harvard dovrebbe impiegare il proprio tempo e le proprie risorse per creare un ambiente universitario sicuro, invece di intentare cause prive di merito”.

Una battaglia che rischia di mandare in frantumi i sogni di ragazze e ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, Italia compresa: da chi ha appena ricevuto una lettera d’ammissione e magari anche una ricca borsa di studio, a chi questo sogno lo aveva già realizzato e rischia di non poter tornare a frequentare, fino a chi addirittura si sta laureando in questa sessione e potrebbe veder sfumare il visto ‘post-graduation’. Secondo quanto si legge sul sito dell’università, gli italiani di Harvard sono circa 280.

Ne abbiamo parlato con Mattia Pastore, esperto e consulente di formazione, fondatore di Uni Student Advisor, la società da lui fondata che dal 2013 aiuta gli studenti nei loro percorsi internazionali di crescita accademica. Per fare un esempio, i tre studenti italiani entrati nei corsi di laurea di Harvard lo scorso anno sono stati seguiti tutti dalla società di Pastore.

Quest’anno un altro studente seguito dall’azienda – Francesco, dal liceo di Cosenza, studi classici – ha ricevuto addirittura tre lettere di ammissione: Princeton, Yale e Harvard. Indovinate quale delle tre aveva scelto? “Sì, le lettere di ammissione gli erano arrivate due mesi fa e siamo fieri di lui”, dice Pastore.

“Ha già visitato la scuola qualche settimana fa, e naturalmente è profondamente impattato dalla situazione. Abbiamo scritto a lui e a tutti i nostri studenti” di Harvard, aggiunge Pastore.

Oltre a Francesco e ai tre ragazzi entrati lo scorso anno, c’è anche uno studente che proprio in queste settimane si sta laureando. Nel suo caso il problema potrebbe essere un altro, dice Pastore. Bisognerà capire l’impatto della decisione della Casa Bianca “sui visti di Harvard per studenti e per studenti uscenti, in particolare l’Opt, un visto che ti permette di cercare lavoro negli Usa per un periodo di tre anni”. La decisione di Trump impatta sui nuovi studenti e su chi tornerà nell’università il prossimo anno, ma “non si cita chi è in uscita, questo dovrà essere chiarito”. Tra le tante evoluzioni della vicenda, un giudice federale della California ha bloccato la decisione dell’amministrazione Trump di revocare il visto agli studenti internazionali di Harvard.

Intanto Pastore sta mettendo in piedi una helpline per fornire notizie, aggiornamenti e supporto morale, “anche a studenti non nostri. Credo sia molto utile in questo momento fare chiarezza. Harvard ha subito fatto un comunicato garantendo il massimo impegno verso la sua community internazionale, che rappresenta il 27% della popolazione studentesca, e ha definito l’atto della Casa Bianca illegale”, ricorda Pastore: infatti è arrivata la decisione di portare in tribunale il Governo.

Pastore, intanto, è ottimista: “Io credo che si troverà una soluzione, perché gli Stati Uniti hanno 97mila studenti internazionali e non credo possano permettersi altri passi falsi”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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