La gestione e manutenzione degli spazi verdi privati rappresenta una sfida crescente per molti italiani, con problematiche legate alla scarsità di tempo, condizioni climatiche sfavorevoli e mancanza di competenze specifiche. Secondo recenti studi del settore del giardinaggio, oltre il 60% dei proprietari di abitazioni con giardino lamenta difficoltà nel mantenere un prato naturale in condizioni ottimali, con costi di manutenzione che possono superare i 1.500 euro annui tra irrigazione, concimazione e interventi specialistici.
Il periodo pandemico ha segnato un punto di svolta significativo nel rapporto tra italiani e spazi esterni. “Durante il lockdown molte persone hanno riscoperto il valore di uno spazio all’aperto, mettendo in evidenza l’importanza di avere un giardino vivibile e curato in questo contesto”, afferma Marco Pundetta, Ceo di Pratici. Questa riscoperta ha portato a un incremento della domanda di soluzioni alternative al prato tradizionale, con il mercato dei prati sintetici che ha registrato una crescita del 35% nell’ultimo biennio.
La praticità emerge come fattore determinante nella scelta di queste soluzioni innovative. “Il prato sintetico è un’ottima soluzione perché oggi come oggi le persone fanno molta fatica a mantenere un prato tradizionale in ambito privato o tante volte non è neanche presente il prato perché comunque non riesce a crescere”, spiega Pundetta. I dati di settore confermano questa tendenza: il 45% delle nuove installazioni avviene in aree dove precedentemente era impossibile mantenere un prato naturale per condizioni di ombra, scarso drenaggio o terreno inadeguato.
Un aspetto particolarmente apprezzato dai consumatori è la rapidità di installazione. “Noi abbiamo inventato un sistema, si chiama Prato Perfetto in 24 ore, anche per rendere l’idea di quanto è veloce l’installazione di un prato sintetico e quindi si passa da un’area dove non è presente verde in un’area dove viene applicato il prato sintetico in solo 24 ore lavorative”, sottolinea Pundetta. Questa caratteristica risponde alla crescente esigenza di soluzioni immediate, in un contesto sociale dove il tempo è una risorsa sempre più preziosa.
I benefici ambientali non sono da sottovalutare: un prato sintetico di ultima generazione consente un risparmio idrico stimato tra i 2.000 e i 4.000 litri d’acqua per metro quadro all’anno, un dato significativo considerando la crescente scarsità di risorse idriche. Inoltre, l’eliminazione di fertilizzanti e pesticidi rappresenta un ulteriore vantaggio ecologico, con una riduzione stimata di circa 5 kg di prodotti chimici per 100 mq di superficie all’anno.
“Le prospettive sono molto interessanti perché dal lockdown in poi c’è stato un vero e proprio boom di richieste per questi prati sintetici”, conferma Pundetta. “Chiaramente le persone stando più a casa hanno riscoperto il valore di uno spazio esterno e quindi anche lì la consapevolezza di che un giardino comunque ordinato comporta uno stile di vita migliore. E la tendenza è in forte forte crescita”. Tuttavia, il settore si trova ad affrontare una sfida significativa: la carenza di professionisti qualificati. “Il problema è che non ci sono delle maestranze adeguatamente formate in questo ambito. È per questo che da qualche anno noi stiamo lavorando molto anche sulla formazione di nuovi professionisti, che vanno dal giardiniere all’operatore del verde e comunque vuole imparare nuove abilità e comunque affinare la sua tecnica”, conclude Pundetta.
Le previsioni di mercato indicano che il settore dei prati sintetici potrebbe raggiungere un valore di oltre 200 milioni di euro in Italia entro il 2025, con un tasso di crescita annuo stimato intorno al 15%. Questo trend è sostenuto anche dall’evoluzione tecnologica dei materiali, sempre più performanti e realistici, con una durata media che supera i 10 anni e una resistenza crescente agli agenti atmosferici e all’usura. La valorizzazione degli spazi esterni attraverso soluzioni innovative come i prati sintetici rappresenta quindi non solo una risposta pratica a problemi concreti di manutenzione, ma anche un cambiamento culturale nel modo di concepire e vivere gli spazi verdi domestici, con un impatto positivo sulla qualità della vita e sul benessere psicofisico delle persone.
