Cuban: “L’AI può far diventare trilionario chiunque”

Mark Cuban bitcoin

Alcune delle aziende tecnologiche più grandi e di successo al mondo sono nate in casa: Steve Jobs ha fondato Apple nel garage dei genitori, e anche Jeff Bezos ha dato vita ad Amazon nel suo garage.

Grazie all’intelligenza artificiale, la tendenza a creare aziende rivoluzionarie partendo da casa è destinata a proseguire. Mark Cuban, miliardario ed ex proprietario principale dei Dallas Mavericks nonché volto di Shark Tank, ha recentemente dichiarato che l’AI potrebbe contribuire a far nascere il primo trilionario della storia.

“Non abbiamo ancora visto il meglio, né il peggio, di ciò che l’intelligenza artificiale sarà in grado di fare” ha dichiarato Mark Cuban al podcast High Performance. “E non solo penso che potrà creare un trilionario, ma potrebbe trattarsi semplicemente di un tizio in cantina. È questo il livello di follia a cui può arrivare”.

Basti pensare a OpenAI, fondata nel 2015 nel salotto del cofondatore e presidente Greg Brockman. Oggi l’azienda è valutata 300 miliardi di dollari, dopo un accordo di finanziamento da 40 miliardi siglato a marzo. Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha un patrimonio stimato di almeno 2 miliardi.

Siamo ancora lontani dalla creazione del primo trilionario al mondo grazie all’IA, ma secondo un rapporto pubblicato da Informa Connect nel settembre 2024, il CEO di Tesla Elon Musk potrebbe raggiungere quella soglia entro il 2027. Musk possiede anche una propria startup nel settore dell’intelligenza artificiale, xAI, valutata intorno agli 80 miliardi di dollari.

“C’è sempre qualcosa di più grande e migliore creato da un imprenditore innovativo”, ha aggiunto Cuban. “Ma l’intelligenza artificiale mette tutto il resto in ombra”.

Come Mark Cuban usa l’AI

Mark Cuban sembra credere fermamente nel potenziale dell’intelligenza artificiale, e sostiene che siamo solo nella “preseason” rispetto a ciò che questa tecnologia potrà realmente fare.

“Man mano che diventerà più avanzata — e non sto dicendo che arriveremo a Terminator, non sto dicendo che all’improvviso ci saranno robot più intelligenti degli esseri umani, come nel film — troveremo comunque modi per migliorare la nostra vita, renderla più interessante, lavorare meglio, in modo più efficiente”, ha spiegato al podcast High Performance.

Cuban ha anche rivelato di utilizzare l’intelligenza artificiale per quasi tutto. Un esempio riguarda la sua salute: soffrendo di fibrillazione atriale (“A-fib”), deve tenere sotto controllo diversi parametri.

Ha spiegato di aver usato ChatGPT per registrare quando assumeva i farmaci e quando si allenava. Inoltre, ha chiesto al chatbot di avvisarlo se ciò che annotava sembrava fuori posto o degno di preoccupazione.

“E accidenti se funziona davvero”, ha detto Cuban. “Certo, bisogna stare attenti. È come parlare con un amico che pensi sappia molto su un certo argomento. Devi comunque fare attenzione e consultare un esperto, ma poter fare tutto quel processo e farsi segnalare cose a cui magari non avrei mai pensato, è stato assurdo. Semplicemente assurdo”.

Cuban tocca così uno dei nodi centrali del dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale per prendere decisioni importanti, soprattutto in ambito sanitario o personale. ChatGPT rappresenta oggi uno strumento accessibile per ricevere consigli, e persino un supporto simile a una terapia, ma gli esperti avvertono che la tecnologia ha ancora dei limiti e può commettere errori.

Per questo motivo, Cuban ha spiegato di non affidarsi ciecamente agli strumenti di AI, ma di metterli alla prova con domande sempre più approfondite e fare ricerche in autonomia.

“A volte penso che la risposta non sia corretta, o che ci sia qualcosa che non quadra. Allora dico: Non credo tu abbia ragione. Fammi vedere su cosa ti basi per arrivare a questa conclusione”, ha raccontato. “Non è diverso dal discutere con un amico o un collega e dirgli chiaramente che sta dicendo una cavolata”.

Quanto al tema caldo della possibile sostituzione del lavoro umano da parte dell’AI, Cuban non ha dubbi.

“Potrei raccontare tutte le cose che sto provando con l’AI, ma non sono qui a dire che rimpiazzerà tutti i lavori. Non succederà”, ha affermato.

Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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