Dazi, l’Ue guadagna tempo ma si corre per un accordo

von der leyen donald trump dazi

Ancora un po’ di tempo per trovare una quadra, dopo che l’Ue è stata esclusa dall’elenco dei destinatari delle sue temutissime lettere sui dazi. Nonostante il presidente Usa Donald Trump abbia rinviato la scadenza al primo agosto.  L’obiettivo per Bruxelles sarebbe trovare una soluzione con gli Usa già in questi giorni, ha ricordato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis. “Sono stati fatti dei progressi verso un accordo di principio la scorsa settimana. C’è stata una discussione sullo stato delle cose la settimana scorsa con gli Stati membri. Le procedure continuano a livello tecnico”, ha detto.

Anche le Borse europee hanno reagito con cautela al rinvio dell’entrata in vigore dei dazi ad agosto.

A poche ore dall’invio delle lettere a Paesi come Giappone, Corea del Sud e Thailandia, intanto, hanno fatto rumore i numeri di Samsung, ennesimo promemoria di quali possano essere le conseguenze delle tensioni commerciali attuali.

Gli utili del gigante coreano sono diminuiti per la prima volta dal 2023, un po’ per le difficoltà a tenere il passo con il mercato dell’intelligenza artificiale, un po’ per i dazi: il crollo del 56% dell’utile operativo del trimestre chiuso a giugno è dovuto alle svalutazioni delle scorte a seguito delle restrizioni statunitensi sui chip di intelligenza artificiale destinati alla Cina, che stanno colpendo la produzione di semiconduttori della coreana.

Lo spiraglio dei dazi

Finora solo due accordi concreti sono stati siglati da parte degli Usa: Regno Unito e Vietnam, e l’obiettivo di “90 accordi in 90 giorni” è ormai lontano.

Spostando l’avvio dei dazi al primo agosto, Donald Trump ha continuato la consueta politica di trattative ad oltranza (ed incertezze per i mercati): anche nel caso dei dazi più severi (le lettere inviate annunciano dazi fino al 40%) ha lasciato aperta la possibilità di riconsiderare le decisioni se arrivassero offerte dell’ultimo minuto. “Direi che è una scadenza rigida, ma non al 100%”, ha detto.

Nel caso dell’Ue la lettera non è ancora arrivata, e lo spiraglio è ancora più ampio, con i colloqui Trump-von der Leyen che recentemente si sono intensificati.

Bruxelles sembra orientata al famoso accordo basato su dazi al 10% con eccezioni per gli aerei e per gli alcolici. La Commissione lo avrebbe spiegato ai rappresentanti permanenti degli Stati membri, riferisce una fonte diplomatica europea (gli ambasciatori saranno convocati un’altra volta già oggi).

L’analisi della Commissione, secondo questa fonte, è che l’Europa debba accettare l’asimmetria nei dazi (cioè, dazi unilaterali Usa, non controbilanciati da dazi Ue) o l’imprevedibilità. Inoltre nulla escluderebbe futuri dazi da parte degli Stati Uniti o ulteriori concessioni nell’ambito dell’accordo quadro. In sostanza la previsione è che si riuscirà a chiudere un accordo e che all’Europa non andrà così male come ad altri Paesi. Sempre che il presidente Usa non cambi idea.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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