Thinking Machine Lab è entrata ufficialmente a far parte dell’élite nel campo dell’intelligenza artificiale. La startup, fondata a febbraio 2025 da Mira Murati, ex Cto di OpenAI, ha chiuso un seed round da 2 miliardi di dollari, raggiungendo una valutazione record di 12 miliardi. L’imprenditrice è inserita da Fortune tra le 100 donne più potenti al mondo.
Chi ha investito su Thinking Machine Lab?
Ad occuparsi della raccolta fondi è stata l’azienda di venture capital Andreessen Horowitz e sono stati coinvolti giganti del tech come NVIDIA, AMD, Cisco, Accel e Jane Street. Inoltre, tra gli investitori c’è anche il governo dell’Albania, Paese d’origine di Murati, e il fondo australiano Square Peg, a riprova dell’interesse internazionale suscitato da questa giovane, ma già importante realtà.
Il talento del team e la visione strategica del prodotto sono state le chiavi fondamentali per il successo di questo primo round, dimostrando ancora una volta che i ricavi immediati non sono il focus principale degli investitori, ma al contrario è la qualità del progetto a determinare l’interesse. L’AI multimodale offre nuove opportunità per raggiungere servizi sempre più integrati e reattivi.
Interazione più ‘umana’
La chiave del progetto è cercare di creare un’interazione più umana attraverso un modello capace di integrare testo, immagini e capacità collaborative. Per far ciò, Thinking Machine Lab può contare su un team di altissimo livello composto da circa 30 ricercatori e ingegneri provenienti da importanti contesti, tra cui spiccano John Schulman, co-fondatore dell’azienda e uomo chiave per lo sviluppo di ChatGPT, Barret Zoph.
C’è ovviamente grande attesa per il rilascio del primo prodotto che dovrebbe avvenire tra qualche mese e, a quanto pare, avrà componenti open source.

