È partito da Napoli il roadshow “Il valore del nuovo accordo decennale di filiera Coldiretti–Philip Morris per i territori italiani”, un’iniziativa che punta a mettere in luce l’impatto economico, sociale e ambientale dell’intesa sulla filiera del tabacco siglata lo scorso novembre e destinata a durare fino al 2034. Presentata all’Università Federico II, la prima tappa sarà seguita da altri due appuntamenti in regioni chiave per la tabacchicoltura: Perugia (30 luglio) e Verona (1° agosto).
Un’intesa strategica per il tabacco italiano
L’accordo prevede che Philip Morris Italia acquisti circa il 50% della produzione nazionale di tabacco greggio, per un investimento complessivo di un miliardo di euro. Una cifra che consolida il ruolo dell’azienda come principale investitore privato nella filiera italiana del tabacco — la più importante in Europa per volumi — e che offre al settore agricolo una prospettiva di lungo periodo.
“Si tratta di un modello integrato che genera valore economico, sociale e ambientale”, ha dichiarato Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente ONT. Ma a preoccupare, ha aggiunto, sono le recenti evoluzioni normative europee, dalla riforma della PAC alla nuova direttiva sulle accise: “Ci attendono sfide senza precedenti, e auspichiamo che i decisori europei riconoscano l’importanza strategica di questa filiera per il Made in Italy e per l’occupazione nei territori coinvolti”.
Campania in prima linea nella filiera
Tra questi, la Campania gioca un ruolo centrale: qui Philip Morris Italia acquista oltre la metà della produzione regionale, con un impatto annuo stimato in 24,8 milioni di euro di valore aggiunto e più di 10mila lavoratori coinvolti, compreso l’indotto.
“Abbiamo voluto offrire alle aziende agricole una prospettiva stabile per incentivare investimenti, garantire l’occupazione e promuovere innovazione e formazione”, ha sottolineato Cesare Trippella, responsabile Leaf EU di Philip Morris Italia. L’azienda punta anche sul capitale umano, con iniziative a supporto del ricambio generazionale, della digitalizzazione e della diffusione delle buone pratiche agricole.
Il nuovo corso della filiera punta dunque su sostenibilità, competitività e resilienza, accompagnando la trasformazione del comparto attraverso strumenti concreti. Lo dimostra anche la partecipazione trasversale alla tavola rotonda napoletana, che ha riunito accademici, rappresentanti delle istituzioni e del mondo agricolo per un confronto a più voci su un settore che resta strategico, tra sfide europee e opportunità locali.

