Made in Italy: non solo un marchio, ma motore d’identità, tradizione e futuro

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Lo scorso giugno, Pininfarina ha ospitato nella sua iconica sede di Cambiano una tappa del roadshow ‘Tradition and Innovation: Italian Excellence Renews Itself’. Un’occasione per riflettere su sfide e opportunità del Made in Italy.

Quando il genio italiano incontra l’innovazione, nasce un futuro che parla la lingua del design, della qualità e della tradizione.

Lo storico marchio Pininfarina incarna perfettamente questo spirito, continuando a muovere sogni in un equilibrio tra estetica, funzionalità e responsabilità sociale.

Non a caso la Made in Italy Community lo scorso 12 giugno ha scelto la sua iconica sede, a Cambiano, per una tappa del roadshow ‘Tradition and Innovation: Italian Excellence Renews Itself’. Qui, nel tempio del design italiano, tra pezzi unici, prototipi e vetture storiche, si sono accesi i riflettori sulle sfide e le opportunità del Made in Italy.

Cuore dell’evento la tavola rotonda con protagonisti alcuni dei principali rappresentanti dell’imprenditorialità italiana, che si sono confrontati sul valore della tradizione e sulla spinta all’innovazione necessaria nei rispettivi settori: il vicepresidente e amministratore delegato di Pininfarina, Silvio Pietro Angori; l’amministratore delegato di Comau, Pietro Gorlier; l’amministratore delegato dell’azienda di alta gioielleria Mattioli, Licia Mattioli; Fabrizio Rosboch, alla guida delle Officine Meccaniche Piemontesi e Giulio Trombetta, presidente di Exclusive Brand Torino, nonché presidente e Ad di Costadoro.

“Per molto tempo ho lavorato all’estero e quando tornavo a casa, appena scendevo dall’aereo e aprivo il giornale mi arrivava una botta di negatività sulla nostra nazione”, ha aperto così l’evento Roberto Santori, fondatore di Made in Italy Community.

“Da qui è nata l’opportunità di raccontare tutti i giorni quello che invece funziona nel nostro Paese attraverso questo progetto ed è stata una sorpresa incredibile perché ho scoperto l’Italia, l’Italia che funziona, l’Italia geniale, che produce ed esporta. Toccando con mano autentiche forme di eccellenza e raccogliendo storie d’impresa vogliamo raccontare il Paese attraverso i diversi settori merceologici”.

Il Made in Italy rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, con un export che nel 2024 ha superato i 550 mld di euro, confermando una crescita costante negli ultimi anni, come evidenziano i dati Istat.

Tra i settori trainanti spiccano la moda e il lusso, che continuano a rappresentare un’eccellenza globale, seguiti dall’agroalimentare e dal vino, che mantengono una forte domanda internazionale. Il design e l’arredamento, insieme all’automotive e alla mobilità sostenibile, si confermano ambiti in rapida evoluzione, capaci di coniugare tradizione e innovazione.

Dati ribaditi con forza durante l’evento, che si è imposto come un ulteriore momento di confronto e rilancio per il Made in Italy, un invito a investire nell’innovazione mantenendo saldi i valori di qualità, sostenibilità e creatività che da sempre caratterizzano il nostro Paese.

“Sono arrivato qui nel 2007 e la cosa che mi ha colpito, essendo io fisico teorico, è stata l’evoluzione di temi fondamentali per l’industria automobilistica come aerodinamica, sicurezza, ecologia ed estetica. – ha detto il padrone di casa Silvio Pietro Angori – Ma soprattutto quanta storia e cultura d’impresa affianchino il lavoro giornaliero e francamente credo sia questo che accomuna la gran parte, se non la totalità delle aziende, che vanno sotto il cappello del Made in Italy”.

Non solo un marchio: Made in Italy è un racconto vivo di passione, creatività e innovazione. È motore d’identità, tradizione e futuro.

Come ha sottolineato il Ceo di Comau Pietro Gorlier durante l’evento: “la creatività, espressa attraverso innovazione, flessibilità e competenza, sono il vero motore dell’eccellenza italiana. E l’automazione e la robotica, pur sembrando distanti dalla tradizione artigianale, ne sono in realtà una naturale evoluzione basata sull’ingegno umano, elemento distintivo del nostro sistema produttivo”.

La tecnologia, ha ricordato, è uno dei punti di forza dell’economia italiana, che si posiziona seconda in Europa e quarta nel mondo per esportazioni di macchine utensili.

Un evento, quello in Pininfarina, che ha ribadito la missione della Made in Italy Community: promuovere un’Italia che guarda avanti, valorizzando idee, persone e territori attraverso connessioni autentiche tra impresa e cultura.

Lo ha confermato anche il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto in videomessaggio per sostenere tutte le storie di successo che ci rendono orgogliosi di far parte di un paese straordinario che ha fatto dell’eccellenza, della creatività, dell’ingegno la propria cifra distintiva nel mondo.

“L’evento di oggi rappresenta una sintesi direi perfetta dell’Italia, di ciò che deve continuare ad essere. È un’occasione preziosa per riflettere su come il nostro saper fare, un saper fare raffinato, inimitabile, si possa rigenerare attraverso l’innovazione, senza perdere l’anima, la storia e i valori che lo rendono unico”.

La sfida per il futuro del Made in Italy? Continuare a innovare mantenendo vivi i valori che ci contraddistinguono, per garantire alle nuove generazioni un’eredità fatta di originalità, qualità e sostenibilità.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di luglio-agosto 2025 (numero 6, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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