La rivoluzione circolare di Hoop, la nuova tecnologia di Versalis che rimette in circolo i polimeri, limitando la produzione da materie prime fossili.
Le microplastiche sono tra noi: nella nebbia, sulle spiagge e addirittura nel latte materno. Particelle di 1 micrometro che si formano quando la plastica si degrada, per questo rimetterla in circolo è una sfida ambientale che anche Eni ha raccolto attraverso Versalis, società che ha anche realizzato le torce olimpiche e paralimpiche dei giochi invernali di Milano-Cortina 2026.
Nasce così Hoop, tecnologia destinata alle plastiche post-consumo che non essendo riciclate meccanicamente vengono destinate al termovalorizzatore. “Hoop in inglese significa cerchio e simboleggia la volontà di rendere circolare l’utilizzo della plastica”, spiega Fabio Assandri responsabile R&D, Licensing & Projects Development di Versalis.
Il metodo si basa sulla pirolisi, un processo chimico di decomposizione termica a 300-500 gradi in assenza di ossigeno. “La plastica, che è un polimero, ossia una molecola molto grande, è frammentata nei suoi elementi costituenti che possono essere ricomposti generando nuovi materiali”. Si ottiene olio di riciclo che è impiegato nella chimica tradizionale per sostituire l’equivalente di materie prime fossili.
La tecnologia è stata co-sviluppata con la società italiana d’ingegneria S.r.s. che ha sviluppato un prototipo di reattore per la pirolisi al fine di produrre combustibili, con un’elevata capacità di controllo sulle temperature.
“L’idea di Hoop è stata partire da questo nucleo e sviluppare tecnologie a infrarossi, AI e machine learning per monitorare e analizzare in tempo reale parametri come la pressione e la temperatura, il modulo elastico del nuovo polimero oltre che i parametri operativi dell’impianto”.
Il testing è avvenuto nei laboratori dell’azienda oltre che in quelli di alcune università italiane con risultati soddisfacenti. “Possiamo aumentare la resa del prodotto che ci interessa del 20-40%. A parità della risorsa di partenza e dell’energia utilizzata per la trasformazione, otteniamo il 40% in più di prodotto e questo è fondamentale per l’economicità e la sostenibilità della tecnologia”.
Hoop è l’unico progetto italiano finanziato dall’Innovation Fund dell’Unione europea a sostegno delle tecnologie a bassa emissione di carbonio.
Dopo la mostra “L’Italia dei brevetti” organizzata dal Mimit, Hoop è arrivato nel Padiglione Italia all’Expo di Osaka, dov’è stato presentato il 24 aprile. Il 19 giugno è stato inaugurato il primo impianto dimostrativo a Mantova con 6.000 tonnellate di alimentazione.
“Ma questo non è un punto di arrivo”, chiarisce Assandri. “Il prossimo passo è un impianto su scala industriale con 40.000 tonnellate di alimentazione realizzato nello stabilimento di Priolo, in Sicilia, che sarà totalmente riconvertito per la produzione da rinnovabili”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di luglio-agosto 2025 (numero 6, anno 8)
