Nella giornata di martedì Gruppo Fs, tramite la controllata Rete ferroviaria italiana (Rfi), ha aggiudicato una gara del valore complessivo di oltre 733 milioni di euro per l’esecuzione di interventi di manutenzione e rinnovo dei sistemi di comando e controllo nell’ambito del segnalamento ferroviario.
Si tratta di un accordo quadro della durata di tre anni, come spiega Rfi in una nota ufficiale. La gara è stata divisa in 38 lotti e questo consente di massimizzare la copertura degli interventi su tutto il territorio nazionale.
Le attività riguarderanno lavori di ripristino di sistemi e impianti a causa dei malfunzionamenti dovuti a danneggiamenti, eventi atmosferici estremi o atti di vandalismo. L’accordo, inoltre, prevede attività nei piazzali ferroviari propedeutiche al piano accelerato Ertms, un sistema europeo che consente ai treni di muoversi su tutte le linee che siano dotate di questo piano e ne garantisce la sicurezza.
Rientra nell’accordo anche il rinnovamento tecnologico degli impianti di segnalamento per il distanziamento dei treni e degli apparati di comando, cabine e passaggi a livello.
L’affidamento di questo appalto è un altro importante tassello per Gruppo Fs, guidato dall’amministratore delegato e direttore generale Stefano Donnarumma a partire dal giugno 2024, nel suo programma d’investimenti sull’infrastruttura ferroviaria italiana. Si colloca, infatti, all’interno del Piano strategico 2025-2029, una strategia di lungo periodo che prevede un investimento di oltre 100 miliardi di euro in cinque anni di cui oltre 60 destinati proprio all’infrastruttura ferroviaria a supporto di obiettivi come l’espansione dell’Alta velocità e delle reti regionali.
Per Rfi l’affidamento dell’appalto rientra in un più ampio piano di investimenti per il potenziamento della rete per garantire maggior affidabilità dell’infrastruttura e regolarità della circolazione.
Recentemente, Gruppo Fs ha pubblicato i conti del primo semestre 2025 che mostrano ricavi operativi di 8,2 miliardi di euro (una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo nel 2024) e un volume di investimenti tecnici pari a 8,5 miliardi, un’impennata del 15% rispetto allo scorso anno.
Nonostante il risultato netto sia stato negativo per una perdita di 89 milioni di euro, è comunque migliorato rispetto all’emorragia di 199 milioni registrata nello stesso periodo nel 2024.
I costi operativi ammontano a 7,2 miliardi di euro, in crescita del 3% annuo per via dei maggiori costi del personale dovuti all’incremento dell’organico medio e all’aumento del costo unitario del lavoro.

