“I conti della nazione si sono deteriorati” da quando il presidente Trump è entrato in carica, a causa di ampie modifiche legislative e di politica commerciale, secondo il Committee for a Responsible Federal Budget (CRFB). L’osservatorio bipartisan ha sottolineato che già l’outlook di bilancio del Congressional Budget Office di gennaio 2025 “mostrava una prospettiva fiscale preoccupante”, ma gli sviluppi successivi hanno fatto emergere un deficit più ampio. Il CRFB ha simulato diversi scenari, incluso un baseline corretto che tiene conto “della maggior parte dei cambiamenti legislativi e amministrativi, ma non di quelli economici e tecnici”. Ha poi considerato uno scenario alternativo in cui la sentenza del Tribunale del Commercio degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegali molti dazi di Trump, venga confermata; le disposizioni temporanee della legge One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) diventino permanenti; e i rendimenti dei titoli del Tesoro restino ai livelli attuali.
Il baseline corretto mostra che i deficit cumulati raggiungeranno i 22,7 trilioni di dollari, pari al 6,1% del PIL, con deficit annuali in crescita da 1,7 trilioni nel 2025 a 2,6 trilioni nel 2035. Nel frattempo, il debito pubblico detenuto dagli investitori passerebbe dall’attuale 100% del PIL — circa 30 trilioni di dollari — al 120% del PIL (53 trilioni).
Nello scenario alternativo del CRFB — in cui alcune disposizioni chiave dell’OBBBA divengono permanenti, le entrate tariffarie calano per motivi legali e i tassi d’interesse restano elevati — il debito potrebbe salire al 134% del PIL entro il 2035 e il deficit decennale superare i 28,5 trilioni. Tra gli anni fiscali 2026 e 2035, i soli pagamenti netti per interessi totalizzeranno 14 trilioni di dollari, quasi raddoppiando da 1 trilione quest’anno a 1,8 trilioni nel 2035.
Le spese sono destinate a crescere fino a 88 trilioni (23,6% del PIL) nel decennio, mentre le entrate — sostenute dai dazi che sostituiscono parte delle imposte perse — raggiungeranno i 65 trilioni (17,5% del PIL). Questo divario persistente tra spesa ed entrate è alla base del deficit crescente. Il CRFB si era già espresso sull’impatto dei dazi sui conti pubblici, definendolo al tempo stesso “significativo” e “rilevante”.
Cambiamenti di policy: OBBBA e dazi alimentano lo squilibrio fiscale
Al centro delle prospettive in deterioramento c’è l’approvazione dell’OBBBA, che secondo il CRFB aumenterà i deficit di 4,6 trilioni nei prossimi dieci anni e spingerà il debito oltre il 10% del PIL entro il 2035.
Parallelamente, un’ondata di dazi dovuta alle politiche dell’amministrazione dovrebbe compensare in parte i costi, con un risparmio di 3,4 trilioni e una riduzione del debito dell’8% del PIL nello stesso periodo. Questi risparmi, tuttavia, sono a rischio: nel maggio scorso il Tribunale del Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha giudicato gran parte del regime tariffario illegale e, se la decisione fosse confermata, i dazi potrebbero produrre meno di 1 trilione di riduzione del deficit — aggiungendo 2,4 trilioni al disavanzo federale e aumentando il debito del 5,7% del PIL.
Nello scenario alternativo, la crescita dei deficit annuali sarebbe aggravata dall’estensione dei tagli fiscali e degli aumenti di spesa, combinati con interessi più elevati sul debito in rapida ascesa. Sempre in questo scenario, i pagamenti per interessi sul debito nazionale — già balzati da meno di 500 miliardi nel 2022 — potrebbero toccare i 2,2 trilioni annui (5,1% del PIL) entro il 2035 se i tassi restassero alti. Il CRFB avverte che la situazione potrebbe essere ancora peggiore se le compensazioni previste dall’OBBBA venissero rinviate e se fossero adottate nuove misure che aumentano il deficit — come i rimborsi tariffari — o se venti contrari economici rallentassero la raccolta delle entrate. Una recessione o una crisi finanziaria nel prossimo decennio aggraverebbero ulteriormente i deficit e il carico del debito.
Il CRFB invita i legislatori a dare priorità a opzioni di entrata e spesa che mettano il bilancio federale su un percorso sostenibile, sottolineando che ogni cambiamento delle politiche fiscali e di spesa dovrebbe essere almeno compensato secondo il principio del “pay-as-you-go”, e idealmente seguire la sua proposta di “Super PAYGO”, che richiederebbe compensazioni pari al doppio dei nuovi costi. Con il debito diretto verso livelli record, il gruppo sollecita soluzioni proattive per la solvibilità dei fondi fiduciari e un’azione correttiva sui conti pubblici.
I leader repubblicani e i funzionari dell’amministrazione Trump sostengono che l’OBBBA ridurrà il deficit attraverso due meccanismi:
- “Storiche riduzioni della spesa”, accreditate nei comunicati del Senato GOP e dell’amministrazione per 1,5–1,6 trilioni di tagli alla spesa obbligatoria, soprattutto nei programmi sociali.
- Proiezioni di crescita economica: la Casa Bianca e i repubblicani affermano che le “riforme fiscali pro-crescita” della legge stimoleranno abbastanza espansione economica da aumentare le entrate fiscali di 4 trilioni, trasformando un aumento statico del deficit in una riduzione dinamica.
Non è stato però presentato alcun piano dettagliato concreto che porti al pareggio di bilancio nel caso in cui i tagli fiscali vengano prorogati e la crescita dinamica non si materializzi.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com qui.

