Lunedì sera Donald Trump ha annunciato di aver licenziato la governatrice della Fed Lisa Cook. I mercati sono scesi subito, perché gli investitori temono per l’indipendenza della Federal Reserve, pilastro della finanza americana. Un’eventuale nuova nomina darebbe ai governatori scelti da Trump la maggioranza nel board.
Trump ha così alzato lo scontro con la Fed. Con questa decisione senza precedenti mette a rischio l’autonomia della banca centrale e apre una battaglia che finirà in tribunale e nei mercati.
I future sull’S&P 500 hanno perso lo 0,14%. Il rendimento del Treasury a dieci anni è salito di 2 punti base, al 2,95%, mentre i bond venivano venduti. Il dollaro è calato dello 0,09% contro l’euro e dello 0,06% contro lo yen.
Gli investitori ora temono che la Fed decida su basi politiche e non economiche. Chiederanno quindi rendimenti più alti sui bond e metteranno in dubbio il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale.
Trump ha pubblicato la lettera di licenziamento su Truth Social: “In base all’articolo II della Costituzione e al Federal Reserve Act del 1913, la rimuovo dal Board of Governors con effetto immediato”.
Cook ha replicato: “Trump sostiene di avermi licenziata per giusta causa, ma la legge non lo permette e non ha alcuna autorità in merito”. Ha aggiunto che non si dimetterà e continuerà a svolgere il suo lavoro “per aiutare l’economia americana, come faccio dal 2022”.
Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump chiede tagli dei tassi e attacca regolarmente il presidente Jerome Powell per non averli fatti. In passato aveva minacciato di licenziare anche lui, poi ha rinunciato, pur continuando a polemizzare persino sui costi della ristrutturazione della sede della Fed.
La settimana scorsa Trump aveva minacciato Cook: dimettiti o ti licenzio. L’accusa arrivava da un funzionario della sua amministrazione, che la imputava di frode ipotecaria. Cook aveva risposto che non si sarebbe fatta intimidire e avrebbe difeso la propria reputazione.
La questione finirà probabilmente davanti alla Corte Suprema. All’inizio del 2025 i giudici avevano chiarito che i governatori della Fed godono di uno status speciale e possono essere rimossi solo per gravi motivi come illecito o negligenza.
Intanto, all’interno della Fed i dirigenti cercheranno di difendere l’istituzione, fondamentale non solo per gli Stati Uniti ma anche per l’economia mondiale.
Il mandato di Powell come presidente scade a maggio, ma resta governatore fino al 2028. Di solito chi lascia la presidenza si dimette anche dal board, ma in questa fase Powell potrebbe sentirsi obbligato a restare per proteggere l’indipendenza della banca centrale. Anche altri governatori potrebbero scegliere di restare in carica fino all’arrivo di un presidente della loro area politica, rendendo la Fed simile alla Corte Suprema per logiche di permanenza.
Trump ha già nominato Stephen Miran, attuale presidente del Council of Economic Advisers, per sostituire Adriana Kugler, che si è dimessa a gennaio prima della scadenza del mandato. Miran sostiene la linea di Trump sui tassi più bassi e nel 2024 ha firmato un paper che proponeva una riforma della Fed per ridurne l’autonomia.
Secondo gli analisti di JPMorgan, la sua nomina rappresenta una “minaccia esistenziale” per la Fed, perché segnala la volontà di modificare il Federal Reserve Act e ridimensionare i poteri della banca centrale.
Non è chiaro se Miran verrà confermato anche come presidente, al posto di Powell. In ogni caso, il board conterà tre governatori scelti da Trump. Con una quarta nomina, otterrebbe la maggioranza. Non basterebbe per cambiare da solo le decisioni sui tassi del Federal Open Market Committee (che ha 12 membri), ma darebbe ai suoi uomini il controllo sul budget, sul personale e persino sulla selezione dei presidenti delle Fed regionali. Questi presidenti vengono scelti dai board locali, ma il board centrale deve approvarli. A febbraio scadranno tutti i loro mandati quinquennali.
Trump sta spingendo il conflitto su un terreno inesplorato. Ogni nuova nomina alla Fed scatenerà ora uno scontro frontale al Senato.
“La decisione illegale di licenziare Lisa Cook è l’ennesimo tentativo disperato di un presidente che cerca un capro espiatorio per non aver abbassato i costi agli americani”, ha dichiarato la senatrice democratica Elizabeth Warren. “È una presa di potere autoritaria che viola apertamente il Federal Reserve Act e deve essere respinta in tribunale”.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com
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