Il Qatar, Paese sostenitore del gruppo terroristico Hamas, avrebbe finanziato progetti cinematografici e teatrali della madre di Zohran Mamdani, il candidato socialista alla carica di sindaco di New York. Lo riporta il quotidiano il ‘New York Post’.
Secondo la ricostruzione del giornale statunitense, Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, sorella dell’emiro regnante, ha sostenuto Mira Nair almeno dal 2009 e, nel 2022, aveva ricevuto un invito personale a partecipare al programma culturale organizzato dal Paese, in occasione della Coppa del Mondo.
Inoltre, da metà giugno, la sceicca Al-Thani ha iniziato a promuovere la candidatura a sindaco di Mamdani sui social media, amplificando – attraverso i suoi profili – la notizia dei sondaggi favorevoli su Instagram.
Ideologie contrastanti
Le politiche sociali ispirate alla sharia del Qatar, che impediscono alle donne di sposarsi o ricoprire incarichi governativi senza il permesso di un tutore maschile e che possono punire l’omosessualità con la tortura o persino la morte, sono in contrasto con l’immagine progressista che Nair e Mamdani hanno coltivato.
A tal proposito infatti, la regista si è presentata come una voce per gli “emarginati”, mentre suo figlio si è impegnato a fare di New York una città sicura e aperta per gli omosessuali.
Il boicottaggio dei festival israeliani
Nair ha boicottato l’Haifa International Film Festival a causa delle politiche israeliane che, a suo dire, “privilegiano una religione rispetto a un’altra”. Giustificazione che non regge poiché, ad esempio, il Qatar vieta ai non musulmani di praticare la religione in pubblico e il Dipartimento di Stato ha avvertito che il Paese sta perseguendo una serie di azioni che alla fine porteranno all’eradicazione” della sua minoranza religiosa Bah’ai. Tuttavia, nonostante questi abusi ben documentati, nel novembre 2024 – sostiene il New York Post – Nair è stata fotografata mentre partecipava all’inaugurazione di una mostra di alto profilo al Museo Nazionale del Qatar. Non risulta che abbia mai parlato apertamente della notoriamente deplorevole situazione dei diritti umani del regime.
La difesa di Mamdani
Ad oggi, non ci sono prove pubbliche di un rapporto diretto tra Mamdani e il regime del Qatar. Il membro dell’assemblea della Grande Mela ha sostenuto di non essersi mai recato nello Stato in questione, né di aver ricevuto assistenza finanziaria diretta dalle istituzioni del Paese.
“Il tentativo di strumentalizzare la carriera di sua madre contro di lui è un insulto agli elettori che hanno a cuore i problemi reali, non le distrazioni create ad arte”, ha affermato la portavoce della campagna elettorale, Dora Pekec.
