Mediobanca: “Mps vuole il controllo a costo di distruggere valore”

alberto nagel

Un’offerta priva di razionale industriale da parte di un istituto, Mps, che vuole assumere il controllo di Mediobanca anche a rischio di distruggere valore, con i rischi dell’Opas “che restano a carico degli azionisti”: il giudizio del cda di Mediobanca non migliora dopo il rialzo dell’offerta per piazzetta Cuccia da parte di Monte dei Paschi di Siena. Un rialzo da 750 mln e 0,9 euro per azione.

Dopo un cda flash durato appena un’ora il Ceo di Mediobanca Alberto Nagel e la sua squadra, ormai all’angolo dopo l’assedio dell’istituto toscano, non cambiano opinione.

Il Cda di Mediobanca riunito il 4 settembre per l’ennesima volta ha ribadito la contrarietà all’operazione, mentre i titoli dei due protagonisti volano basso. Al di là del responso del consiglio affidato a un comunicato (nuovamente negativo, come prevedevano gli analisti) il mercato ha parlato: nel giorno precedente alla riunione del Consiglio di Mediobanca, Mps ha scavallato la soglia minima del 35% dell’offerta, arrivando al 38,5% del capitale.

Mediobanca, le prossime tappe dell’Opas

Ora per quella che da Ops è diventata Opas (dopo l’aggiunta della componente cash da parte di Monte dei Paschi) la strada è spianata, considerando che dopo la chiusura dell’8 settembre gli acquisti si riapriranno il 16 e dureranno un’altra settimana, dando la possibilità di superare un’altra soglia significativa, quella del 50%.

Mediobanca su Mps, ancora una bocciatura

Il rilancio della banca guidata da Luigi Lovaglio non ha cambiato quindi il giudizio del management guidato da Alberto Nagel. Già a luglio, il board di Mediobanca aveva giudicato il corrispettivo di 1,533 azioni Mps per ogni azione Mediobanca non congruo e del tutto inadeguato di un’offerta definita ostile, distruttiva di valore e priva di razionale.

Nel comunicato Piazzetta Cuccia prende atto che l’offerente ha incrementato il corrispettivo ma ribadisce che l’opas “risulta priva di razionale industriale nonché priva di convenienza per gli azionisti di Mediobanca”. Il nuovo corrispettivo “esprime una valorizzazione di Mediobanca che non riconosce in maniera adeguata il valore intrinseco dell’azione di Mediobanca anche alla luce della prospettiva del Piano ‘One Brand-One Culture’ esteso al 2028 e non remunera adeguatamente il contributo che Mediobanca darebbe al valore della combined entity”.

“Rischi a carico degli azionisti”

Inoltre, viene spiegato, “anche alla luce dell’entità della componente in azioni del nuovo corrispettivo rispetto alla componente in denaro, continua a porre a carico degli azionisti di Mediobanca gran parte dei rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’offerta definiti da Mps e specificamente individuati da Mediobanca nel comunicato dell’emittente”.

Il nuovo corrispettivo introdotto da Mps con la componente cash di 0,9 euro per azione, “non è di per sé sufficiente, anche alla luce dei rischi di dissinergie e di distruzione di valore che caratterizzano l’offerta, a mutare la precedente valutazione di non congruità e inadeguatezza del corrispettivo espressa dal consiglio di amministrazione”.

“Mps vuole il controllo nonostante la distruzione di valore”

Il cda, si legge nella nota, “rileva inoltre che la rinuncia alla condizione soglia conferma e avvalora tutte le criticità evidenziate nella sezione 4, paragrafo 4.2 del comunicato dell’emittente, segnalando in maniera inequivocabile, a dispetto della dichiarata finalità di massimizzare le adesioni all’offerta perseguita con il suddetto incremento del corrispettivo, la volontà di Mps di assumere il controllo, anche di fatto, di Mediobanca, anche dinanzi ai rilevanti rischi di dissinergie e di distruzione di valore che sono stati rappresentati nel comunicato dell’emittente”.

Poste Italiane Dic 25

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