tullio del sette aci

Dal 2028 Imola potrebbe tornare nel calendario di F1. Lo ha dichiarato l’ex Commissario straordinario dell’Aci, Tullio Del Sette.

Tullio Del Sette ha dedicato la sua vita alle istituzioni entrando nel corpo dei Carabinieri nel 1970, diventandone Comandante Generale dal 2014 al 2018. Dopo aver ricoperto altri incarichi istituzionali, è stato nominato Commissario straordinario dell’Automobile Club d’Italia (Aci) dove ha posto particolare attenzione agli autodromi di Monza e Imola.

Da commissario straordinario qual è stato il suo impatto sull’Aci?

Sono arrivato in Aci il 4 marzo dopo essere stato nominato con un Dpcm del 21 febbraio. Chiaramente ho affrontato vari problemi. Il mio compito è stato quello di traghettare l’Automobile Club d’Italia, ente pubblico non economico a base associativa che proprio quest’anno compie 120 anni di vita, verso l’elezione del nuovo presidente e l’insediamento dei nuovi organi. Come è noto, il 9 luglio ci sono state le elezioni dove Geronimo La Russa si è affermato con oltre il 78% dei voti.

Dal 4 marzo ho poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e sostituisco non solo il presidente, ma anche il Consiglio Generale e il Comitato Esecutivo. Subito dopo il mio insediamento ho nominato un sub-commissario nella persona di Giovanni Battista Tombolato. Aci è una realtà estremamente complessa e articolata: è ente, federazione di enti, federazione sportiva e, come se non bastasse, compie un servizio essenziale attraverso il Pubblico Registro Automobilistico. In più, su convenzione riscuote le tasse automobilistiche regionali.

L’autodromo di Monza ha rinnovato il contratto con la F1 fino al 2031. Che importanza ha per il nostro Motorsport avere almeno un Gp in Italia?

È molto importante e infatti stiamo già lavorando per allungare ulteriormente il contratto con la F1, perché il gruppo che gestisce il campionato preferisce lavorare su tempi lunghi. Proprio per questo motivo, attraverso il consorzio che comprende la Regione Lombardia e il Comune di Monza, ci stiamo attivando per far rinnovare in tempi brevi la concessione dell’autodromo – che attualmente scade nel 2028 – fino al 2050. Non so se quest’obiettivo sarà raggiungibile, ma è importante che, ad ogni modo, sia molto lunga. L’Aci, anche con il presidente eletto Geronimo La Russa, è fortemente intenzionata a proseguire in questo impegno e per soddisfare le esigenze della Formula 1 e della Federazione Internazionale dell’Automobile sono stati già fatti importanti lavori nel 2024 come l’ampliamento di tre sottopassaggi e la sistemazione dell’asfalto. E ne sono previsti di nuovi nel corso di quest’anno concentrati sulle strutture: coprire la terrazza in modo permanente, realizzare una sala stampa moderna, migliorare le tribune e aggiungerne di nuove. Dalle istituzioni sono stati promessi altri stanziamenti che permetterebbero di fare ulteriori interventi tesi a valorizzare il complesso dell’autodromo. Inoltre, abbiamo ripreso con forza il progetto del recupero della ‘pista dell’alta velocità’ per una serie di eventi che potrebbero essere realizzati in questo gioiello architettonico che è un vanto dell’automobilismo italiano.

Imola non sarà presente nel calendario di F1 del 2026. Che speranze ci sono per un suo rapido rientro?

A seguito del lavoro svolto da Aci, dal Governo e dagli enti locali, Imola costituisce, per i prossimi due anni, la prima riserva qualora uno qualsiasi dei Gran Premi non si dovesse tenere. Dal 2028 c’è la possibilità di tornare in calendario quantomeno con cadenza biennale, con una tassa diversa da quella sostenuta fino ad ora. Va ricordato che ormai ci sono tanti Paesi che sono disposti ad investire significative somme per ottenere il Gran Premio ogni anno con contratti che devono essere il più lunghi possibile. Dunque, per rendere realizzabile tutto ciò, è necessario il sostegno di tutti, anche dei privati per poter riottenere il Gp e, essendo nella Motor Valley, è possibile che possano arrivare nuove risorse utili per raggiungere quest’obiettivo comune.

Con Antonelli abbiamo ritrovato un pilota italiano in F1. Può essere l’apripista per altri giovani?

Penso e spero proprio di sì. Ci sono già tanti ragazzi di valore che stiamo formando e valorizzando. Kimi Antonelli è un orgoglio dell’automobilismo sportivo italiano, ma anche e anzitutto dell’Aci poiché è cresciuto in Aci Team Italia che è un academy che forma i giovani talenti. Ma non ci limitiamo solo alla Formula 1: stiamo lavorando con Wrc per far tornare nel mondiale di rally un equipaggio tutto italiano che manca dalle piste da troppo tempo. Ci tengo a precisare che il motorsport non è, come molti credono, solo pericoloso e praticabile con grandi disponibilità economiche. Certo, c’è una dose di rischio, ma come ogni disciplina richiede principalmente un grande impegno e voglia di migliorarsi. Con queste caratteristiche c’è la possibilità di arrivare a livelli molto alti come ha già fatto Antonelli.

L’articolo originale è stato pubblicato sullo Speciale Motori in allegato col numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

Poste Italiane Dic 25

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