Eni punta un miliardo di dollari sulla fusione nucleare

claudio descalzi eni

Eni punta un miliardo di dollari sull’energia da fusione. Il colosso italiano ha esteso la partnership con gli americani di Commonwealth Fusion Systems, siglando un accordo per l’acquisto di energia da oltre 1 miliardo di dollari.

Eni è già investitore strategico della società che sta sviluppando il suo primo impianto a Chesterfield, in Virginia. Il nome dell’impianto è Arc, con una produzione di energia da fusione, per 400 Mw di potenza. Si prevede l’allaccio alla rete elettrica nel prossimo decennio. I termini finanziari non sono stati resi noti.

Questo è il secondo accordo di fornitura di energia che CFS ha firmato in tre mesi per la sua prima centrale a fusione su scala industriale. L’altra intesa è stata siglata con Google.

In questo caso il Power Purchase Agreement (PPA) riguarda l’acquisto da parte di Eni, che è investitore ormai da 7 anni, e che finora aveva collaborato solo tecnologicamente con gli americani.

L’ultimo round di finanziamento raccolto da Commonwealth Fusion Systems, da 863 mln di dollari in totale, ha visto l’incremento dell’investimento della stessa società italiana, che è un azionista strategico. In totale sono stati raccolti 3 mld di dollari. In questo settore, Cfs è la startup che ha raccolto più capitale a livello internazionale. 

In Europa la startup più avanzata è Proxima Fusion, tedesca ma guidata da un italiano, Francesco Sciortino, che recentemente ha avuto il sostegno economico anche di Cdp.

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La collaborazione con Eni

Nel 2023, Eni e CFS hanno siglato un Accordo di Cooperazione per collaborare allo sviluppo dell’energia da fusione. Finora la società americana ha detto di aver fatto progressi nei magneti superconduttori ad alta temperatura e nella costruzione di SPARC, l’impianto dimostrativo per la fusione che si trova a Devens, in Massachusetts. L’obiettivo è quello di chiunque stia lavorando alla fusione: generare energia netta, cioè produrne più di quanta se ne consumi. Un obiettivo ancora lontano, che quindi rende la prospettiva di raggiungere una dimensione commerciale nel prossimo decennio particolarmente difficile.

Bob Mumgaard, Co-fondatore e Ceo di CFS, ha commentato: “L’accordo con Eni dimostra ancora una volta l’importanza dell’impiego dell’energia da fusione sulla rete elettrica. Avere Eni, che ha contribuito al nostro sviluppo fin dall’inizio, come acquirente dell’energia che intendiamo produrre in Virginia, è una grande dimostrazione di fiducia. La nostra energia da fusione attrae clienti di diverso tipo in tutto il mondo, dagli hyperscaler ai leader tradizionali del settore energetico, grazie alla promessa di un’energia pulita e pressoché illimitata”.

Secondo Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, la “collaborazione strategica, con un impegno tangibile per l’acquisto di energia da fusione, segna un momento di svolta in cui la fusione diventa una prospettiva industriale effettiva. Questa partnership internazionale conferma il nostro impegno a rendere l’energia da fusione una realtà, promuovendone l’industrializzazione per un futuro energetico più sostenibile”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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