Borsa Italiana ha comunicato di avere disposto la temporanea sospensione dalla negoziazione delle azioni ordinarie Brunello Cucinelli, in attesa di comunicato. Precedentemente il titolo era crollato con un -4,95%.
Perché le azioni Cucinelli sono crollate
Il motivo del crollo in Borsa della casa di moda fondata da Brunello Cucinelli è la ‘questione russa’ e il report della società d’analisi Morpheus Research, che focalizza i suoi studi sulle vicende finanziarie più controverse e, va specificato, detiene posizioni corte sul titolo di Cucinelli. Nel report, pubblicato dopo un’indagine lunga tre mesi, si legge che la casa di moda quotata a Milano sta ignorando le sanzioni europee sulla Russia e continua a vendere beni di lusso nel Paese con “sconti aggressivi”. Non solo: il rapporto accusa l’azienda di “ingannare” gli azionisti e di tenere ancora aperti diversi negozi in Russia, nonostante Cucinelli avesse già smentito.
Infatti le accuse sugli affari russi della società sono emerse giorni fa, grazie al Financial Times, e provengono dal gestore di hedge fund Pertento Partners. A queste accuse l’azienda italiana aveva già risposto ricordando come la chiusura dei negozi in Russia sia avvenuta da tempo, e che oggi le vendite nel Paese, conformi ai dettami Ue, rappresentano appena il 2% del fatturato, contro quasi il 10 del 2021. Il personale russo di Cucinelli verrebbe quindi utilizzato per “attività di vendita individuale” per i prodotti che possono essere ancora venduti, secondo l’articolo del Financial Times.
La risposta di Cucinelli
Rispondendo al report dopo la sospensione del titolo, Cucinelli ha confermato in una nota “con fermezza il pieno rispetto delle regole comunitarie in merito all’attività nel mercato russo”. La società ribadisce il dato relativo alle entrate: “L’incidenza del mercato russo sul nostro fatturato – sottolinea Brunello Cucinelli – si è ridotta di oltre due terzi rispetto al 2021 risultando oggi intorno al 2%. Il valore delle esportazioni verso la nostra filiale russa è passato dai 16 mln di euro del 2021 ai 5 mln di euro del 2024; dati questi disponibili ogni anno nel nostro bilancio”, si legge ancora. “Crediamo – sottolinea la società – che questi valori possano risultare esaustivi nel dimensionare correttamente questo argomento e nell’escludere anche qualsiasi ipotesi su un utilizzo del mercato russo per la riduzione del magazzino e lo smaltimento delle rimanenze”. La società “sta valutando azioni legali a tutela della sua reputazione e degli interessi di tutti i suoi stakeholder”.
Cosa avrebbe scoperto Morpheus Research
L’indagine di Morpheus Research si avvarrebbe di sopralluoghi nei negozi russi dell’azienda effettuati tramite clienti in incognito che hanno fisicamente visitato gli store tra agosto e settembre 2025. Da Morpheus aggiungono che le etichette dei prodotti in vendita sono datate 2024 e 2025, quindi dopo il ban europeo. La casa di moda sostiene invece che il “servizio di assistenza all’interno del nostro showroom” viene effettuato grazie a prodotti regolarmente spediti “in Russia entro i limiti stabiliti dall’Unione Europea e la parte residuale dell’inventario consegnato prima dell’introduzione delle sanzioni. In questo modo siamo in grado di generare localmente le risorse necessarie per sostenere stipendi e affitti”. Inoltre “gli spazi dedicati al marchio all’interno di più ampie strutture multi-brand rimangono operativi. Con i partner wholesale agiamo nel pieno rispetto delle regole comunitarie fornendo loro solo la parte di collezione consentita entro i limiti di valore fissati. Le verifiche effettuate dall’Agenzia delle Dogane Italiane hanno accertato il pieno rispetto delle procedure così come non sono state rilevate segnalazioni da autorità doganali straniere che potessero prefigurare triangolazioni commerciali”.
Il report della società d’analisi è basato anche su interviste ad ex dipendenti e non solo: secondo Morpheus Research l’analisi di migliaia di registri commerciali sembra “indicare un’espansione del business russo di Cucinelli piuttosto che una contrazione”. Sempre secondo Morpheus Research i bilanci della filiale russa riportano 15 mln di euro di vendite (effettuate spesso tramite “commercio a distanza”) nel 2023 e nel 2024. Secondo Cucinelli, come detto, il dato 2024 arriva invece a 5 mln di euro.
Morpheus Research sottolinea anche che Cucinelli “ha fatto ricorso a sconti aggressivi” per gestire le sue scorte, “con articoli che finiscono in negozi come TJ Maxx, rischiando di diluire il posizionamento esclusivo del marchio”. Come sottolineato dalla nota dell’azienda italiana, però, Cucinelli respinge anche questa tesi.
