Antitrust, maxi multa da 936 mln a sei compagnie petrolifere: Eni la più colpita

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Maxi multa dell’Antitrust da 936,6 milioni di euro a sei tra le principali compagnie petrolifere italiane: Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil.
Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), le società si sarebbero accordate per determinare il valore della componente bio inserita nel prezzo dei carburanti per autotrazione, in violazione delle norme sulla concorrenza.

L’istruttoria, avviata grazie alla segnalazione di un whistleblower, si è conclusa con la conferma di un’intesa restrittiva. Restano escluse dal provvedimento Iplom e Repsol, quest’ultima acquisita da Tamoil. La multa più alta è stata inflitta a Eni, con 336,2 milioni di euro, seguita da Q8 con 172,5 milioni, Ip con 163,6 milioni, Esso con 129,3 milioni, Tamoil con 91 milioni e Saras con 43,7 milioni.

Assoutenti: “Bene la multa, ora ristori ai consumatori”

Assoutenti ha accolto positivamente la decisione dell’Antitrust, chiedendo però misure concrete a tutela dei consumatori.
“La multa conferma le tante denunce di Assoutenti circa le anomalie nella formazione dei prezzi dei carburanti in Italia”, ha dichiarato il presidente Gabriele Melluso. “È un intervento importante che tutela la concorrenza e manda un messaggio chiaro a tutto il mercato”.

Melluso ha aggiunto che la sola sanzione pecuniaria non è sufficiente:
“È indispensabile affiancare alla multa un modello di moral suasion vincolante, che imponga obblighi sociali e di riparazione a favore dei consumatori e del mercato”. L’associazione propone un protocollo che includa ristori per i consumatori danneggiati, un monitoraggio indipendente dei prezzi tramite Mister Prezzi e una maggiore trasparenza con la pubblicazione periodica di indicatori chiave sulla formazione dei prezzi, in particolare sulla componente bio.

“Sanzionare è necessario; ricostruire fiducia è doveroso. Con una moral suasion che imponga impegni economici e sociali misurabili, trasformiamo una punizione in un’occasione di correzione strutturale dei comportamenti e di tutela concreta per famiglie e imprese”, ha concluso Melluso.

Eni: “Decisione dell’Antitrust incomprensibile e infondata”

Eni ha espresso “il più fermo dissenso e la profonda sorpresa” per la decisione dell’Antitrust.
Secondo la compagnia, il provvedimento “si fonda su una ricostruzione artificiosa che ignora le logiche di funzionamento del mercato e travisa la realtà dei fatti, decontestualizzando comunicazioni legittime legate ai rapporti di fornitura reciproca tra gli operatori”.

La società sostiene che le evidenze emerse nel corso dell’istruttoria “dimostrano come Eni e gli altri operatori abbiano sempre agito in autonomia e spesso in disallineamento”. Inoltre, ribadisce che la pubblicazione dei prezzi sulla stampa di settore non poteva influenzare la concorrenza: “Le informazioni relative alla variazione dei prezzi della componente bio erano già note al mercato e, quindi, non in grado di condizionare le dinamiche concorrenziali”.

Eni definisce la decisione dell’Antitrust “paradossale”, poiché riguarda “una componente, imposta da obblighi normativi, che incide solo per pochi centesimi al litro sul prezzo al consumo del carburante e colpisce ingiustificatamente condotte commerciali corrette e trasparenti, disincentivando l’efficienza e l’innovazione in un settore strategico per il Paese”.

“Oltre al danno derivante da un’ingiusta sanzione, di importo assolutamente abnorme – prosegue Eni – il provvedimento costituisce un grave danno reputazionale, accostando l’azienda a pratiche collusive alle quali è del tutto estranea”.
La società ha annunciato che tutelerà le proprie ragioni “in ogni sede competente”, ricordando che in passato una multa simile, relativa ai biocarburanti Diesel+, era stata annullata dal Consiglio di Stato.

Q8: “Sorpresa per la decisione”

Tra le società multate, Q8 ha espresso la propria contrarietà, ribadendo la correttezza del proprio operato.
“La Q8 desidera manifestare la propria sorpresa per l’esito della procedura”, si legge in una nota. “Siamo certi che il nostro operato si sia sempre attenuto al pieno rispetto della normativa vigente, compresa la disciplina in materia concorrenziale e di tutela del consumatore, nonché ai più alti standard di etica commerciale”.

La compagnia si riserva di analizzare nel dettaglio le motivazioni del provvedimento e valutare un’eventuale impugnativa innanzi al Tar.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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