Intervista ad Errico Stravato, Ad di Sogesid S.p.A.

Errico Stravato (Sogesid S.p.A.) su Porto 2040

Porto 2040‘ è il progetto che punta a ridisegnare il ruolo dei porti italiani, trasformandoli da semplici snodi di transito a piattaforme evolutive per energia, logistica e innovazione. Ne abbiamo parlato con Errico Stravato, amministratore delegato di Sogesid S.p.A., società di ingegneria ambientale dello Stato, che guida questa transizione strategica.

Ingegner Stravato, è stato recentemente presentato il progetto ‘Porto 2040’. Può spiegarci di cosa si tratta?

‘Porto 2040’ è un programma strategico che rappresenta una vera e propria svolta nella visione e nel ruolo dei porti italiani. L’idea è di superare il concetto tradizionale del porto come semplice nodo di transito merci. Vogliamo trasformarli in infrastrutture intelligenti, interconnesse, capaci di supportare la transizione ecologica e digitale del nostro Paese.

In che modo i porti possono contribuire a questa transizione?

Attraverso una profonda evoluzione strutturale e funzionale. I porti diventano hub evolutivi per l’energia sostenibile, la logistica avanzata, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi. Ma non solo: possono anche essere spazi di rigenerazione urbana, motori di sviluppo industriale e strumenti per la creazione di valore pubblico, a beneficio delle comunità locali e dei territori.

 Qual è la visione strategica dietro il progetto?

Viviamo in un contesto globale complesso, segnato da sfide ambientali, tecnologiche e geopolitiche. L’Italia, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo e alla forte vocazione commerciale, ha il dovere – e l’opportunità – di guidare questa trasformazione. ‘Porto 2040’ nasce proprio da questa consapevolezza, come una piattaforma evolutiva e multidimensionale in cui convergono diverse linee di intervento.

Può descriverci più nel dettaglio cosa intende per “piattaforma multidimensionale”?

Significa che non parliamo di un singolo progetto, ma di un modello operativo integrato. ‘Porto 2040’ combina energia, logistica, digitalizzazione, governance e partecipazione in un processo coordinato e progressivo. È un approccio che unisce la visione strategica con strumenti tecnici concreti, favorendo al tempo stesso l’integrazione territoriale e un monitoraggio continuo degli impatti.

Che ruolo ha Sogesid in tutto questo?

Sogesid, in quanto Società di ingegneria ambientale dello Stato, è al centro di questa trasformazione. Il nostro compito è supportare le istituzioni e le Autorità di Sistema portuale con competenze tecniche, progettuali e gestionali, accompagnando i processi di innovazione e sostenibilità. ‘Porto 2040’ è anche un esempio di come una Società pubblica possa operare come facilitatore e catalizzatore del cambiamento.

Infine, quale impatto si aspetta da ‘Porto 2040’ nei prossimi anni?

Ci aspettiamo un impatto significativo su più livelli: ambientale, economico, sociale e urbano. I porti del futuro non saranno solo più efficienti, ma anche più sostenibili, resilienti e aperti alla comunità. Il nostro obiettivo è costruire un modello replicabile, che contribuisca a rendere l’Italia un punto di riferimento europeo per l’innovazione nei sistemi portuali.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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