Frenata dell’export italiano, i dazi Usa tra le cause

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I dazi imposti dal presidente degli Usa, Donald Trump, cominciano a far vedere i propri effetti come dimostrano i dati, elaborati dall’Istat, dell’export dell’Italia verso i Paesi extra-Ue. Ad agosto è stata infatti registrata una forte marcata flessione congiunturale nell’interscambio: più ampia per le esportazioni (-8,1%) rispetto a quella delle importazioni (-7,1%).

La contrazione su base mensile è dovuta principalmente dal calo delle vendite di beni strumentali (-16,7%), beni di consumo durevoli (-9,4%) e non durevoli (-7,8%). La crescita delle esportazioni di energia (+5,9%) e beni intermedi (+2,2%) non sono sufficienti a compensare la diminuzione vista negli altri comparti.

Gli Usa tra i mercati con la flessione più marcata

Ad agosto 2025 si rilevano riduzioni su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali Paesi partner extra Ue: le più ampie riguardano Turchia (-26,1%) e Stati Uniti (-21,2%). Aumentano soltanto le vendite verso Regno Unito (+4,9%) e Svizzera (+4,7%).

Le importazioni da Regno Unito (-36,6%) e Paesi Opec (-27,1%) registrano le contrazioni tendenziali più ampie; diminuiscono anche gli acquisti da India (-9,7%), Cina (-7,1%) e Paesi Mercosur (-5,8%). Per contro, crescono le importazioni da Stati Uniti (+68,5%) e Paesi Asean (+13,6%).

L’avanzo commerciale con i paesi extra Ue è pari a +1.777 milioni di euro (+2.794 milioni nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico (-3.571 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.244 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da 7.038 milioni di agosto 2024 a 5.348 milioni di agosto 2025.

Export stazionario nel trimestre giugno-agosto 2025

Nel trimestre giugno-agosto 2025 – spiega l’Istat – l’export è pressoché stazionario (-0,1%) rispetto a quello precedente. Tale dinamica è sintesi di una riduzione delle vendite di beni di consumo durevoli (-6,2%) e non durevoli (-4,6%) e di un aumento delle esportazioni di energia (+21,2%), beni strumentali (+2,5%) e beni intermedi (+2,1%). Nello stesso periodo, l’import diminuisce dello 0,8%, per effetto della riduzione degli acquisti di tutti i raggruppamenti, a esclusione di beni strumentali (+3,5%).

Il commento dell’Istat

Ad agosto, dopo due mesi consecutivi di forte crescita congiunturale, l’export verso i paesi extra Ue registra un’ampia riduzione su base mensile, spiegata soprattutto dalle minori vendite di beni strumentali e beni di consumo non durevoli. Al netto delle vendite di prodotti della cantieristica navale registrate a luglio 2025 si stima una riduzione congiunturale meno ampia (da -8,1% a -5,8%).

Su base annua, la flessione dell’export riguarda i beni di consumo e i beni strumentali ed è per oltre la metà dovuta alla contrazione delle vendite dirette verso gli Stati Uniti. Anche l’import dai paesi extra Ue diminuisce su base sia mensile sia annua.

Poste Italiane Dic 25

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