Quasi metà degli italiani non versa nemmeno un euro di Irpef. E oltre tre quarti del gettito fiscale arrivano da meno di un terzo dei contribuenti. È questa la fotografia del fisco italiano che emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio sulle entrate fiscali, curato dal Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali. Non tanto un Paese oppresso dalle tasse, quanto un sistema fiscale squilibrato: il peso del fisco ricade su pochi, mentre la maggioranza versa poco o nulla. Nel 2024, solo 33,5 milioni di residenti su 59 hanno pagato almeno un euro di Irpef.
Un sistema sotto pressione
La sostenibilità del sistema di protezione sociale italiano e dello sviluppo economico del Paese resta un nodo critico. L’analisi annuale dei redditi Irpef e delle principali imposte dirette e indirette mette in luce disuguaglianze nella distribuzione del carico fiscale e conseguenze concrete per il welfare. Le prime tre fasce di reddito – fino a 20mila euro – contribuiscono solo marginalmente al finanziamento dello Stato, pur beneficiando di spesa sanitaria, istruzione e welfare locale che superano complessivamente i 233 miliardi di euro. In pratica, l’80,5% delle imposte dirette è redistribuito a vantaggio del 72,6% dei contribuenti con redditi fino a 29mila euro, un segnale chiaro dello squilibrio del fisco.
Redditi e spesa sociale: un divario crescente
Negli ultimi 16 anni i redditi dichiarati sono aumentati del 28,5%, mentre le spese sociali e assistenziali sono cresciute del 45%, trainate soprattutto dall’assistenza. Solo nel 2023, tra spesa sanitaria, assistenza sociale e welfare locale, sono stati destinati oltre 300 miliardi di euro, gran parte dei quali finanziati da imposte generali come Irpef, Ires e Irap. Questo squilibrio rende sempre più gravoso il carico fiscale sulle fasce medio-alte e riduce le risorse disponibili per investimenti essenziali allo sviluppo, come infrastrutture e capitale.
Chi sostiene davvero il sistema
I dati dell’Osservatorio mostrano che il 27,4% dei contribuenti con redditi superiori a 29mila euro versa da solo quasi il 77% dell’Irpef. I contribuenti con redditi sopra i 100mila euro – circa 700mila persone – pagano il 22,4% dell’imposta totale. Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, commenta: “Chi guadagna dai 60mila euro in su finisce per pagare per due: per sé e per chi resta totalmente a carico della collettività. È la trappola del ceto medio: pochi danno senza ricevere, molti ricevono senza dare.”
Verso un fisco sostenibile
Il quadro che emerge è quello di un sistema fiscale apparentemente progressivo, ma in realtà fortemente sbilanciato. La sfida futura sarà trovare un equilibrio nel fisco, tra equità, lotta all’evasione e sostenibilità delle politiche sociali, garantendo che il welfare resti finanziariamente stabile senza gravare in modo sproporzionato su una minoranza di contribuenti.
