Francia, Sébastien Lecornu si dimette dopo 12 ore. L’impatto in Borsa

sebastien lecornu

A poche ore dalla presentazione dei membri del suo esecutivo, il primo ministro francese Sébastian Lecornu si fa da parte, rassegnando le dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha accettate.

“Non si può essere primo ministro quando non ci sono le condizioni”, ha dichiarato l’ex primo ministro, che punta il dito contro i partiti.

Alle dimissioni lampo di Sébastien Lecornu (storiche, con una durata complessiva di appena 12 ore) ha fatto seguito il crollo repentino della Borsa francese. Il Cac 40 è arrivato a perdere anche più del 2%, per poi tornare a un -1,75%.

Un’ulteriore cattiva notizia per la stabilità politica francese, ma anche per quella economica europea, con il debito transalpino osservato speciale anche dalla Banca centrale europea.

Intanto non cala solo la Francia. Scivolano anche Milano, Londra, Francoforte e Madrid, anche se con variazioni ben lontane da quella francese.

Lo spread tra Italia e Francia è negativo per 4,2 punti. Il rendimento annuo italiano è in rialzo di 4,3 punti al 3,55%; quello francese di 8 punti al 3,59%.

Le dimissioni lampo di Sébastien Lecornu

Da quando Lecornu è stato nominato è passato un mese, successivamente alla caduta del Governo di Francois Bayrou. Un mese fatto di consultazioni per trovare una stabilità parlamentare che non hanno portato a nulla.

Il confronto è stato negativo non solo con i socialisti, ma anche con i Républicains a destra, tanto che nelle ultime ore si stava prefigurando anche un loro possibile ripensamento sulla partecipazione al Governo. Ma Lecornu ha anticipato i tempi.

Domenica sera era stata annunciata la composizione del nuovo governo – che per i nomi coinvolti era quasi uguale al precedente.

Un fattore, quest’ultimo, che faceva temere una fine prematura del nuovo esecutivo, presto alle prese con la manovra economica. Forse non si immaginava che potesse essere così prematura. Per oggi, nel giorno delle dimissioni, era anche prevista la prima riunione del Consiglio dei ministri.

Cosa può succedere ora

Adesso la politica francese è nuovamente davanti a un bivio, con tre strade possibili:

– la nomina di un nuovo premier da parte di Macron.

– lo scioglimento dell’Assemblea nazionale, a neanche un anno e mezzo da quella di giugno 2024.

– le dimissioni dello stesso Emmanuel Macron e nuove elezioni presidenziali (un’opzione invocata a sinistra da Jean-Luc Mélenchon).

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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