Porte in vetro e alluminio: crescita record e sfida manodopera per DOAL

Il comparto italiano delle porte interne in vetro e alluminio su misura vive un momento di espansione senza precedenti. Trainato dalla domanda internazionale, il settore cresce a ritmo del 15% annuo ma è frenato da una carenza cronica di manodopera specializzata. Una nicchia del design che vale circa 200 milioni di euro e conta appena una manciata di produttori, sette-otto in tutta la penisola, chiamati a conciliare innovazione e artigianalità di altissimo livello. Secondo i dati di settore, il panorama è in netto contrasto con quello generale dell’arredamento e dei serramenti italiani, dove dominano le finestre in legno (55%), seguite da alluminio (24%) e PVC (11%). Il segmento del vetro e alluminio, invece, si distingue per personalizzazione estrema e attenzione al dettaglio, qualità apprezzate soprattutto all’estero.

A raccontare questa realtà è Andrea Meregalli, 30 anni, esperto di comunicazione e nuovo amministratore di Doal, azienda specializzata in sistemi su misura. «Siamo passati da 6 a 7 milioni di euro di fatturato in un solo anno, con il 20% del business proveniente dall’export», afferma. L’obiettivo, ambizioso, è di arrivare al 40% di vendite internazionali. Per Meregalli l’azienda non commercializza semplicemente porte, ma “servizi”: ogni prodotto è disegnato e realizzato su specifiche del cliente, dal vetro alle finiture. Un processo che coinvolge oltre metà dell’organico aziendale, formato da 40 dipendenti. «Questo lavoro non ammette errori — sottolinea — perché con l’alluminio, se sbagli, devi ricominciare da zero».

La crescita, però, è ostacolata dalla difficoltà nel reperire maestranze qualificate: «Esaminiamo una decina di candidati al mese per trovare le figure giuste», spiega Meregalli. La precisione millimetrica, la manualità con materiali costosi e un ambiente di lavoro impeccabile sono requisiti imprescindibili che limitano la platea di lavoratori idonei. La forza del made in Italy risiede anche nella rete di terzisti specializzati: piccole imprese in grado di fornire lavorazioni uniche, dai rivestimenti in legno su alluminio alle decorazioni artistiche su vetro. «Abbiamo riprodotto disegni d’artista e inserito dettagli in oro 24 carati», racconta Meregalli, attribuendo la flessibilità produttiva alla tradizione manifatturiera trevigiana.

Il mercato mondiale delle porte specializzate ha raggiunto i 20,6 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita stimata del 6,1% annuo. Un trend favorevole ai produttori italiani, che presidiano la fascia alta grazie al mix di design, qualità e personalizzazione. Per mantenere il ritmo di crescita, le aziende devono affrontare il nodo della formazione professionale. Doal, ad esempio, sperimenta nuovi modelli organizzativi: il venerdì pomeriggio libero per redistribuire le ore lavorative settimanali, un’iniziativa che, secondo Meregalli, migliora la produttività e la motivazione. «Senza maestranze qualificate non possiamo sostenere questa espansione. Per questo investiamo in percorsi formativi che preparino gli impiegati alla gestione completa dei progetti».

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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