Nata nel gennaio 2022 in Calabria, nel Comune di Cosenza, negli anni l’Orchestra Sinfonica Brutia è uno degli esempi più interessanti di come la cultura possa essere un motore di crescita per un territorio.
L’Orchestra Sinfonica Brutia rappresenta oggi una delle esperienze più interessanti di come la cultura possa diventare un autentico motore di crescita per un territorio. Fondata nel gennaio del 2022, in Calabria, dal Comune di Cosenza con il Conservatorio “Giacomantonio”, cogliendo l’opportunità offerta dal ministero della Cultura-Fondo Unico dello Spettacolo, in pochi anni ha saputo guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel panorama delle orchestre del Mezzogiorno d’Italia, affermandosi come realtà orchestrale qualificata e innovativa.
La guida artisticamente il Maestro Francesco Perri, che è anche il Direttore del Conservatorio di Cosenza e che nella Brutia trasferisce la sua visione di orchestra dinamica, trasversale nei repertori, contaminata e, soprattutto, sempre più performante.
Oggi, in tutta Europa e oltre, le orchestre vanno in questa direzione: la Musica è una, e deve rispondere al criterio della qualità, al di là di generi e repertori.
Una visione condivisa appieno da Annarita Callari che, su delega del Sindaco di Cosenza, presidente dell’orchestra, ne rappresenta la benzina di energia, passione e dedizione, che alimenta questo rombante motore musicale ormai da tutti, con senso di appartenenza, chiamato La Brutia.
Un’identità forte e orgogliosa che si percepisce in ogni nota e che diventa messaggio costante, quasi un mantra, al termine di ogni produzione, quando si saluta il pubblico con un “noi abbiamo deciso di restare, di fare cultura nella nostra terra”.
Vale allora la pena chiedersi: fare cultura è un’impresa, o è possibile fare della cultura un’impresa? Fin dalla sua fondazione, La Brutia ha definito con chiarezza la propria missione: garantire un’attività lavorativa continuativa ai musicisti – basti pensare che il Conservatorio di Cosenza conta oltre 1.500 iscritti – e al tempo stesso fungere da laboratorio di sviluppo per l’intero territorio regionale.
Perché un’orchestra, per il territorio, è ricchezza: genera valore sociale ed economico, migliora la qualità della vita e si inserisce in un ecosistema culturale che a Cosenza trova un punto di riferimento nel Teatro di Tradizione Rendano, sede legale e operativa della Brutia, attorno alla quale gravitano oggi più di cento musicisti. A questo punto la riflessione è inevitabile. In che modo un’orchestra sinfonica può diventare un laboratorio di sviluppo?
Lo chiediamo proprio al suo direttore di produzione, Annarita Callari, Elevata Qualificazione del Comune di Cosenza, da sempre al servizio dei progetti culturali della città: “Il dato più evidente, che è poi l’obiettivo da non perdere mai di vista, è la continuità lavorativa che per i professori d’orchestra, alle nostre latitudini, è sempre stato il tallone d’Achille dei progetti orchestrali succedutisi negli anni. Un mondo segnato dal precariato, da poche e concentrate occasioni di lavoro. La Brutia oggi risponde con una attività continua, più intensa nel periodo estivo per raggiungere il clou nella stagione del Rendano. Siamo ormai attestati su circa venti produzioni all’anno ed un intero territorio ne beneficia in termini di indotto economico, in termini di marketing culturale e turistico. Sono tante e tali le collaborazioni, che ogni produzione significa esportare una immagine di qualità e, nostro tramite, far parlare della Calabria e di ciò che di meglio produce. Dalla sinfonica alla lirica, ma anche pop, persino disco music, e sempre più accanto ad artisti di risonanza nazionale. Si lavora instancabilmente per ottenere il migliore risultato possibile. Vede, noi ci siamo assunti una grande responsabilità, il MiC ci ha rinnovato fiducia accogliendoci nel secondo triennio co-finanziato. Ma soprattutto ci hanno dato fiducia tantissimi giovani musicisti che, insieme a noi, stanno percorrendo la strada verso la stabilità. Questa è la grande sfida. Essere protagonisti di un progetto di riequilibrio territoriale, per cui l’offerta culturale di un territorio del sud non deve essere differente da quella di una regione del nord. Le nostre energie sono concentrate su questo, così come su un processo di rete con altre realtà similari di altre regioni d’Italia”.
Ma senza lasciare la Calabria. Come può evolvere questa esperienza nel tempo? “La ‘restanza’ del ministero è intoccabile. Ma la parola chiave è sostenibilità. Per questo abbiamo fatto una scelta fondamentale, essere un’impresa che guarda al mercato nel suo complesso, indipendentemente dalle produzioni sostenute dal ministero. Il nostro bilancio è fatto anche di tanta attività propria.
Lo dico con la consapevolezza che spesso i progetti culturali svaniscono al venir meno di risorse pubbliche sulle quali evidentemente si poggiavano in maniera esclusiva. Purtroppo il mecenatismo culturale dalle nostre parti latita e, ad oggi, anche un progetto di legge regionale che è invece giusto pretendere per la Brutia e per altre realtà importanti del territorio. Non chiediamo assistenzialismo, ma condivisione progettuale, visione comune di sviluppo. La Calabria è terra di solisti, proviamo a suonare come un’orchestra”.
Il percorso della Sinfonica Brutia dimostra che la cultura, se guidata da visione e rigore gestionale, può diventare un vero motore di sviluppo per il territorio: lavoro qualificato, indotto economico, crescita turistica e reputazionale. Ma la Brutia non è soltanto un’orchestra, è un’idea di futuro: ogni produzione è un messaggio di fiducia, ogni concerto un investimento in capitale umano e sociale.
La ‘restanza’, spesso percepita come rinuncia, diventa qui orgoglio e possibilità: crescere senza abbandonare la propria terra, facendo della cultura una vera impresa di comunità, replicabile come modello per altri territori del Mezzogiorno.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 8, anno 8)
