Il futuro della mobilità corre in Formula E

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Tra circuiti cittadini e innovazioni esportate nel mercato consumer, Claudia Denni spiega il ruolo strategico della Formula E, il primo campionato mondiale automobilistico completamente elettrico.

Il motorsport sta vivendo una stagione di rinnovamento, spinto dall’urgenza della transizione energetica e dalla necessità di coinvolgere nuove generazioni di appassionati. La Formula E, primo campionato mondiale completamente elettrico riconosciuto dalla Fia, si è imposta in pochi anni come simbolo di questa trasformazione: gare nei centri delle città più iconiche, tecnologie d’avanguardia che trovano applicazione nella mobilità quotidiana e un approccio innovativo al rapporto con il pubblico, come dimostra il Fanboost, il sistema che permette ai tifosi di interagire direttamente con la competizione. In questo ecosistema dinamico e globale si inserisce la figura di Claudia Denni, Sporting Director del campionato, protagonista di un percorso che intreccia passione sportiva, competenza organizzativa e capacità di visione.

Claudia Denni, sporting director del campionato di Formula E.

Ha iniziato giovanissima nel motorsport. C’è stato un momento preciso in cui hai capito: “Ok, questa sarà la mia strada”?

Ho iniziato molto presto e fin da subito ho lavorato in contesti internazionali che mi hanno affascinata e convinta che fosse il mondo giusto per me. Viaggiare, incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo, far parte di una comunità sportiva e contribuire alla creazione di eventi emozionanti: tutto questo mi ha fatto capire che era la mia strada. È un lavoro impegnativo, certo, ma allo stesso tempo gratificante e appagante.

Quanto è importante oggi avere role model femminili visibili in settori come il motorsport, e che ruolo senti di avere in questo?

All’inizio della mia carriera, le donne erano pochissime nel paddock, e il settore era dominato quasi esclusivamente da figure maschili. Oggi le cose sono cambiate: siamo molte di più e siamo riconosciute e apprezzate per le nostre competenze. Ora ci sono pilote, ingegnere e professioniste in tutti i ruoli organizzativi e commerciali. Credo che la mia presenza e quella delle altre colleghe dimostri che le donne hanno un posto naturale e di valore in questo mondo.

Quali competenze le hanno permesso di emergere nel motorsport e di ricoprire un ruolo così strategico come quello di direttrice sportiva?

La mia forza è stata l’esperienza accumulata in tanti anni e in diversi campionati. Mi considero una persona responsabile, capace di lavorare in team e di mantenere la lucidità anche sotto forte stress, trovando soluzioni rapide ed efficaci. In un ruolo come quello di direttrice sportiva, queste capacità fanno davvero la differenza.

Durante un weekend di gara, quali sono i Kpi e le variabili principali che monitori per garantire l’efficienza operativa?

Il mio lavoro inizia molto prima del weekend: preparo l’evento coordinando team, Fia e autorità sportive locali. Durante la corsa, il mio punto di riferimento è la Direzione Gara, dove insieme al personale Fia gestiamo sia le sessioni sportive che le attività per i fan, in circuito e da casa. Coordino diversi dipartimenti, in particolare quello media. È un ruolo poliedrico e di grande responsabilità, ma che mi fa sentire privilegiata a far parte di questo mondo.

In che modo la Formula E può accelerare lo sviluppo e l’adozione di tecnologie per la mobilità elettrica anche nel mercato consumer?

La Formula E, fin dalla sua nascita grazie alla visione di Alejandro Agag, ha posto al centro temi cruciali come la sostenibilità e l’innovazione tecnologica. È il palcoscenico dei più grandi costruttori automobilistici, che qui sviluppano soluzioni poi trasferite nella mobilità elettrica di tutti i giorni. Le tecnologie testate in pista diventano presto parte della vita quotidiana, rendendo le nostre città più sostenibili.

Quali trend strategici intravede per il futuro del motorsport elettrico e per il posizionamento della Formula E a livello globale?

La Formula E è un campionato giovane, nato solo 11 anni fa, ma ha già raggiunto un riconoscimento globale straordinario. I due pilastri del nostro successo sono la tecnologia e la sostenibilità. A questo si aggiunge un calendario emozionante, con gare disputate nei centri delle città più iconiche, un elemento che i fan apprezzano moltissimo e che ci distingue da ogni altro campionato.

Se potesse lasciare un messaggio alla prossima generazione di donne nel motorsport, quale sarebbe?

Direi loro di credere in sé stesse e di divertirsi in ciò che fanno ogni giorno. Non è un ambiente facile: i ritmi sono intensi e servono passione e resilienza. Ma è un percorso che ripaga e che regala grandi soddisfazioni. Guardando indietro, sono orgogliosa di ogni passo che mi ha portata fino a qui.

 

La Formula E non è soltanto un palcoscenico sportivo, ma un laboratorio di innovazione che anticipa il futuro della mobilità. E, grazie a professioniste come Claudia, diventa anche un simbolo di cambiamento culturale e inclusione, capace di ispirare le prossime generazioni di donne a credere nelle proprie ambizioni e a perseguirle senza compromessi.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 8, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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